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Nervosismo


sabato 7 aprile 2012 da Utente 104xxx
Ho un figlio di 13 anni..gioca spesso alla play station e durante il gioco diventa nervoso dice tante di quelle parolacce (e' un gioco di guerra vietato minori 18 anni comprato nonostante fossi contrario)tolto quello con la forza e' ancora piu' nervoso risponde molto male a sua madre(io mi son ritirato perche' io lo voglio togliere del tutto ma mia moglie lo vizia,come glielo toglie all'indomani glielo rida' in cambio di promesse)non riesce a stare un attimo tranquillo finito quello gioca con il cellulare oppure un'altro gioco elettronico o anche il computer.per fortuna e' molto impegnato con la pallanuoto e la scuola(va abbastanza bene se non fosse per il carattere)concludendo quando non e' impegnato deve avere qualcosa in mano da giocare sia a casa o quando e' fuori
Devo cominciare a preoccuparmi.....tutti mi dicono che sono i giovani d'oggi
Per colpa di tutto questo c'e' anche poco dialogo in famiglia
Vi ringrazio per la vostra cortese disponibilita'













































































































Ho un figlio di 13 anni che mi sta preoccupando.Quando ha un momento libero non riesce a fare a meno di giocare a qualcosa di elettronico sopratutto playstation (gioco di guerra) e quando gioca e sbaglia dice tante parolacce verso il gioco...vado per zittirlo mi risponde

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Dr. Armando De Vincentiis

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gentile utente a quell'età la maggior parte dei problemi comportamentali va necessariamente inquadrato all'interno di un contesto più ampio, es. quello famigliare. è necessario capire se il prblema, in effetti, c'è poi si dovrà intervenire. una consulenza presso un terapeuta famigliare o un neuropsichiatra infantile eliminerebbe ogni dubbio.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
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sabato 7 aprile 2012, dopo 6 minuti
modificato dopo 1 minuti
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Dr. Magda Muscarà Fregonese

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Gentile utente, sappiamo troppo poco delle dinamiche familiari in cui siete tutti immersi. Certamente l'adolescenza è un periodo difficile come ho diffusamente scritto nel mio blog, a cui forse potrebbe dare un'occhiata.
Ma mi sembra che ci sia poco dialogo tra lei e il ragazzo e anche tra lei e sua moglie.
Cosa dicono sul comportamento del ragazzo i professori, non solo il profitto è importante, va analizzato il comportamento sociale armonioso o la chiusura nei confronti dei compagni, degli altri adulti.
Sicuro che suo figlio non fugga nei giochi elettronici per "VINCERE, BATTERE UN NEMICO" perchè ha magari problemi di sicurezza e di autostima che gli danno ansia e che lui ripara con questo continuo smanettare?.
Cerchi di passare un pò di tempo con lui, facendo qualcosa insieme di piacevole, interessante, i ragazzi a questa età hanno ancor bisogno di noi anche se a volte ci vuole molto amore e molta pazienza.
E' un momento di svolta difficile, ma è anche una bella sfida che i genitori devono vincere insieme.
Coraggio..
Cordialmente..


Dr. MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta
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sabato 7 aprile 2012, dopo 24 minuti
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Dr. Valeria Randone

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Gentile Utente,
il fuggire nei video giochi, come detto dai colleghi, andrebbe inquadrato all'interno di una visione d'insieme, non esclusivamente focalizzata sul comportamento disfunzionale in sè.
Questa sorta di "autismo tecnologico", che caratterizza molte fasi dell'adolescenza, spesso rappresenta una modlaità di fuga da un ambiente che non sentono consono, per difficoltà, per mancanza di dialogo, per scarsa accettazione di sè, per tensioni varie mal gestite, ecc...
Un aconsulenza psicologica, che tenga conto di tutte le latre aree della vita del bambino e della famiglia, credo sia da valutare.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
www.valeriarandone.it
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domenica 8 aprile 2012, dopo 10 ore
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Replica dell'
Utente 104xxx
Cari dottori...
finche' non cominciasse questo attaccamento ai giochi eravamo una famiglia tranquilla,sempre tutti e tre insieme(forse troppo)quando arrivavo a casa alla sera giocavo sempre con lui finche' non andavamo a mangiare ..dopo continuavamo a giocare (ovviamente c'erano anche i compiti,,aiutato solo da sua madre perche' io non sono molto in grado di aiutarlo)e poi tutti e tre nel lettone a vedere un po' di televisione dopo si prendeva un po' di sono e poi via nel suo(in passato abbiamo avuto problemi perche' ,paura a star da solo appena si svegliava veniva sempre da noi) Non si puo' assulutamente dire che sia stato lasciato da solo...uscendo in compagnia con amici aveva altrettanto anche lui con chi giocare.
Adesso ovviamente vuole uscire sempre da solo con i suoi amici...ogni tanto dice che noi siamo vecchi .......
Grazie e Buone Feste

domenica 8 aprile 2012, dopo 11 ore
replica #4  -  Segnala allo staff
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Dr. Valeria Randone

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Che voglia uscire con i suoi amici e da solo, mi sembra sano e consono alla sua età.
Tredici anni, è l'età della grandi trasformazioni, dell'affermazione di sè, degli scompensi ormonali, tutto lecito ed adolescenza correlato.
Questo mi sembra un altro aspetto, rispetto al problema da lei evidenziato.
La consulenza psicologica, rimane la strada percorribile, ai fini di un possibile chiarimento della situazione.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
www.valeriarandone.it
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lunedì 9 aprile 2012, dopo 11 ore
replica #5  -  Segnala allo staff
Risponde dal 2012 lo psicologo

Dr. Magda Muscarà Fregonese

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....tutti e tre nel lettone.. ogni tanto dice che siamo vecchi..
proprio questo tenero, stretto legame affettivo che il ragazzo ricorda , forse rimpiange, ma anche spesso sembra detestare, ora, nell'età della conquista di una nuova identità, fa sì che , sospinto dalle forze dell'adolescenza cerchi di prendere le distanze dal suo mondo infantile così rassicurante .
La cosa lo mette in ansia e anche in colpa e quindi fugge nell'" AUTISMO TECNOLOGICO" come dice giustamente la mia collega Randone, cerca cioè di smanettare e vincere almeno simbolicamente...sfide e nemici simbolici.
Naturalmente una lettura più ravvicinata delle dinamiche familiari potrà essere più esaustiva.
Consulti un collega, servirà a rasserenare il clima familiare e ad aiutare sia voi che il ragazzo..!


Dr. MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta
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lunedì 9 aprile 2012, dopo 2 ore
replica #6  -  Segnala allo staff
Risponde dal 2008 lo psicologo

Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> finche' non cominciasse questo attaccamento ai giochi eravamo una famiglia tranquilla,sempre tutti e tre insieme
>>>

Difficile che un videogioco, da solo, possa sconvolgere così tanto gli equilibri familiari. I videogame non sono il demonio, anzi, possono essere essi stessi motivo di partecipazione e divertimento, in famiglia.

Più probabilmente, suo figlio stava già entrando in una fase difficoltosa, il comportamento nel videogioco può esserne stato solo una manifestazione.

Per il resto mi trovo d'accordo con i concetti già espressi dai colleghi.


Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it
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lunedì 9 aprile 2012, dopo 9 ore
replica #7  -  Segnala allo staff
 

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