Utente 143XXX
Salve,
sono un uomo di 71 anni con diverse patologie (pregresso K prostatico, rettocolite ulcerosa; scompenso cardiaco cronico Classe NYHA III; fibrillazione atriale èpermanente).
Nell'estate scorsa sono comparsi sintomi quali sudorazione eccessiva, fiato corto, debolezza, gongiore agli arti. Dopo l'arrivo al pronto soccorso, sono stato ricoverato in cardiologia e mi sono state dignosticate le patologie cardiache sopra elencate. Mi è stata prenotata direttamente dall'opsedale una coronarografia presso un altro centro. Ovviamente da allora sono dipendente dal Coumadin. Dopo 4 mesi di attesa, finalmente ho fatto l'esame, che ha dato il seguente risultato:
Circolo coronarico con dominanca sx.
Coronaria destra priva di stenosi.
Discendente anteriore prossimale placca non critica (20%)
Discendente anteriore distale stenosi significativa (60%)
Circoflessa priva di stenosi.
Io pensavo che, in presenza di stenosi, durante l'esame sarebbero intervenuti con l'algioplastica o applicazione di Stent.
I medici, invece, mi hanno detto che c'è una lieve infezione e che solo nel caso in cui mi venisse un infarto lieve, potrebbero intervenire.
E' vero? In presenza di stenosi, non si può far niente? o mi consigliate di rivolgermi altrove? Io mi trovo ad avere subito un esame invasivo come la coronarografia, di aver sospeso il coumadin per 7 giorni, con conseguente precipitazione del valore del PT, per sentirmi dire che non si può fare niente.
Grazie dell'attenzione che volgiate prestare al mio caso e saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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Dunque, caro amico di Foggia, vediamo se la posso aiutare. Comprendo le sue perplessità. Elenchiamo le mie considerazioni:
1 - Consideriamo cirtiche le stenosi coronariche maggiori del 75%, ma dipende molto anche dalla sede della stenosi: più prossimale (vicina all'origine del vaso) è più sarà importante.
2 - La placca prossimale della discendente anteriore non è critica, ma andrà seguita attentamente perchè, appunto, prossimale e in una arteria molto importante.
3 - Probabilmente non hanno deciso di procedere con l'angioplastica per la lesione distale, del 60%, anche perchè, appunto, distale (più lontana dall'origine). Inoltre può darsi che in quella sede il calibro del vaso sia troppo piccolo e non consenta un buon risultato di eventuale procedura.
4 - Cosa vuol dire "intervenire se ha un infarto lieve"? Frase forse da lei non bene capita, ma priva di senso. Quando un nfarto si è realizzato il muscolo daneggiato non è praticamente recuperabile.
5 - C'è, tuttavia, una grossa ombra nella sua situazione, ed è proprio lì che dovrà essere fatta luce. Ecco i punti importanti:

a - Perchè ha insufficienza cardiaca con dispnea classe 3 NYHA?
b - Perchè la fibrillazione atriale?
c - Lei soffre di ipertensione arteriosa?
Cordiali saluti e auguri.
[#2] dopo  
Utente 143XXX

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Gentile dottore,
la ringrazi per la tempestiva risposta al quesito.
Probabilmente io non ho appreso bene quanto riferitomi dai medici.
Forse per irspondere alle sue domande è necessario fare un breve riassunto della mia storia clinica.
I primi problemi a livello circolatorio sono comparsi circa 5 anni fa, quando a seguito di malori quali: annebbiamento della vista, confusione mentale e difficoltà a pronunciare correttamente parole, sono stato ricoverato e mi è stata riscontrata Ischemia cerebrale. Dall'esame della TAC sono risultate, in quella occasione, a livello cerebrale, tante micro-ischemie, di cui non avevo mai avuto sintomi. Ho cominciato, così ad assumere l'aspirinetta. Nel frattempo, dopo circa un anno mi è stato riscontrato un carcinoma alla prostata, per cui ho dovuto assumere il casodex e sottopormi alla radioterapia, durante la quale ho avuto diversi disturbi sia a livello intestinale che uretrale.
Dopo circa un anno, avevo frequenti perdite di sangue a livello intestinale. Da un ricovero è emerso che ero affetto da colite ulcerosa. Ho dovuto assumere, da allora l'Asacol, oltre che attenermi ad una dieta adeguata.
Nel frattempo mi è stata diagnosticata anche ipertensione arteriosa.
In occasione di questo ricovero mi è stata diagnosticata la fibrillazione atriale, ma non mi è stato prescritto nulla a riguardo.
L'estate scorsa sono comparsi i sintomi quali: sudorazione eccessiva, fiato corto, gonfiore degli arti inferiori, insonnia e dal ricovero in ospedale è emersa la seguente situazione clinica:
ECG alla dimissione: Fibrillazione atriale fvm 90 bpm; deviazione assiale sinistra; EAS; probabile pregressa necrosi inferiore; mancata progressione dell'onda R in V1-V3; T negative in laterale.
Eco-color-dopplerCardiaco: Ventricolo sin con dimensioni cavitarie aumentate, movimento paradosso settale, ipocinesia inferiore, moderata depressione della funzione sistolica globale, EF38% Ingrandimento atriale sinistro. Live insufficienza mitralica. Esiti di versamento mitralico posteriore.
ECG Holter: fibrillazione atriale fvm compresa tra 70 e 150 bpm, frequenza media 88 bpm; sporadici battiti condotti in aberranza ventricolare.
Da allora ho comincato una terapia di anticoagulanti per uso orale.
Dopo la coronarografia, la diagnosi è la seguente:
Coronaropatia monovasale non critica
Fibrillazione atriale permanente
Cardiomiopatia dilatativa-ipocinetica anamnestica.
Esami eseguiti:
ECG all'ingresso: Fibrillazione atriale fvm 100 bm. Deviazione assiale sin. Scarsa progressione della R nelle derivazioni precordiali. MArcate anomalie del trato ST.
ECG alla diissione: immodificato.
Esame coronarografico: Coronaropatia di iva distale( come spiegato in precedenza)
Esami ematochimici: glicemia: 150 mg; trigliceridi 265 mg/dLm

Terapia:
Comumadin sec PT (tra 2 e 3)
Asacol 800 (1 cps*3)
Atenololo 25 mg 1 cps
Lasitone 1 cps
Minitran 5 1
Mepral 20 1 cps
Norvasc 5 mg 1 cps
Crestor 20 mg 1 cp
Aldactone 1 cps
Mi scusi se mi sono dilungato eccessivamente, ma vorrei capire bene cosa ho e se e come devo muovermi per migliorare la mia situazione clinica.
Grazie infinite.

[#3] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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Nonostante la mia particolareggiata risposta evidentemente non sono riuscito a spiegarmi. Il suo messaggio esageratamente lungo rischia di farci andare fuori strada. Veda gentilmente di capire la cosa più importante: lei ha una insufficienza ventricolare sinistra, con una FE (la forza del cuore) di 38% invece di 70%. Quasi la metà. Questo è il dato più importante. Da che cosa dipende? Da lunghi anni di ipertensione arteriosa, forse non sufficientemente curata, e dalla condizione coronarica, che ha contribuito a diminuire la forza del cuore. Il problema è che sono moltissimi anni che la sua situazione è compromessa come dimostrato anche dallo stato della circolazione cerebrale. Allora che fare adesso? Tenere i valori pressori severamente bassi, e affidarsi al suo Cardiologo per contrastare questa insufficienza cardiaca, dimostrata anche dalla classe 3 NYHA. Ci sono ottime terapie per conservare più possibile la forza del cuore. Auguri.