Utente 146XXX
Carissimi dottori,
ho deciso di iscrivermi a questo validissimo forum in quanto ormai da due anni sto vivendo un vero e proprio calvario e dopo numerosi consulti sia con il chirurgo che mi ha operato sia con alri specialisti oltre a notare una certa superficialità nel visitarmi, vengo liquidato con un "per me non ha niente" e siamo sempre di punto e a capo.
Nel luglio 2008 subì un operazione di varicocele in quanto seppur modesto mi recava parecchi problemi, dopo qualche mese il liquido formatosi non si riassorbiva e così nel febbraio 2009 dovetti operarmi di idrocele. Il post operatorio non ebbe particolari problemi, e il testicolo a distanza ormai di un anno si presenta con una zona sottostante allungata ne punto dove si trova la coda dell'epididimo,la quale rende il testicolo non ben definito come quello di destra, ma questo mi è stato detto che dipende dall'eversione dalla vaginale la quale ha comportato questa deformazione, ma è proprio in quel punto che nascono i miei problemi. Se il testicolo, in quella parte allungata(quasi a punta arrotondata) sottostante è schiacciato, ad esempio stando in macchina seduto, accavallando le gambe, dormendo sul fianco, indossando boxer stretti, insomma tutte situazioni nella quale il testicolo è sottoposto a pressioni, succede che inizio ad avere dolori che poi si irradiano alla zona inguinale e renale costringendomi a coricarmi e a prendere un antidolorifico, insomma la mia vita è condizionata in ogni mio movimento dal testicolo.Oggi ho deciso di ritornare dal chirurgo che mi ha operato;ad una sua palpazione e schiacciamento del testicolo in corrispondenza di quel punto il dolore è fortissimo,sostenendo che si tratti di problemi inerenti ad un nervo e che la zona interessata sembra quella dov'è avvenuta la fissazione del testicolo durante l'atto chirgico. Mi ha proposto o una soluzione con anestesia locale per desensibilizzare la parte oppure una terapia "off label" con ciproterone acetato(per due mesi) per ridurre temporanemante la zona testicolare. Voglio premettere che se nn facessi movimenti che vanno ad intaccare quel punto preciso del testicolo non ho dolore, ma solo quando eseguo movimenti che vanno a sfregare quel punto, è come se avessi un interruttore che una volta azionato porta ad avere dolore nella zona sottostante al testicolo e fitte inguinali e spesso anche renali.
Mi scuso per essermi dilungato eccessivamente, ma vorrei avere un vostro parere sul mio caso e soprattutto sulle cure non chirurgiche propostemi, le quali a parer mio non sembrano delle passeggiate ma bensì cure per la quale occorre pensarci bene prima di agire, quello che è certo è che non posso pensare di condurre sempre la mia vita condizionato in questa maniera dal mio testicolo tanto più a 25 anni.Confido in un vostro consiglio e vi saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
francamente sarei più propenso alla chirurgia, che non al ciproterone, ma di qua non posso entrare nè nella dinamica della visita, nè nella diagnosi. Eventualmente chieda al collega che l' ha in cura se non fosse possibile eseguire un ecodoppler scrotale, se non lo ha già fatto.
[#2] dopo  
Utente 146XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per la sua attenzione dottore,
si ne feci uno qualche mese fa con questo resposo:
si riscontra un immagine anecogena 8mm x 6 a livello della coda dell epididimo e picco, la raccolta tra didimo e testa dell'epididimo da verosimili esiti post-flogistici.
Dottore lei consiglierebbe un intervento chirurgico ma ora le chiedo, sono gia stato operato due volte una di varicocele e una di idrocele dallo stesso dottore; il quale sostiene che anche operando non è certo che poi si risolva, con quali "garanzie" anche se non è una parola molta adatta alla medicina vado nuovamente sotto i ferri? anche se posso comprendere che forse solo con un intervento chirurgico possa risolversi il tutto.
E per quanto riguarda l'altra soluzione proposta del desensibilizzare la zona dolente che ne pensa? anche questa non una opzione così semplice da prendere in considerazione.
La ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Guardi non so che dire, se esiste una raccolta liquida la terapia di scelta sarebbe quella chirurgica, personalmente utiliz<zo sistemi chirurgici e post-chirurgici (compressione scrotale, drenaggio in aspirazione, irrorazione locale con cortisonici) per minimizzare tale evenienza. Il 100% però non esiste mail. La densisibilizzazione mi lascia freddino. Ma sono opinioni personali.