Utente 166XXX
Buongiorno.
20 giorni fa l'anello che portavo all'anulare dx si è impigliato in una ringhiera e mi ha provocato lo scuoiamento totale del dito con strappo del tendine estensore. Sono stato operato d'urgenza, e poichè l'arteria non risultava danneggiata, il dito mi è stato ricucito riportando in posizione il tessuto già esistente precedentemente. Il tendine è stato fissato e ricucito con filo K, con una prognosi di mantenimento di 30gg. Sono stato curato in ospedale per 5 giorni, poi terapia antibiotica (amoxicillina) ed antidolorifica (tachidol) per 10 giorni dopo la dimissione, e punture di enoxaparina (clexane) per favorire la circolazione ed evitare trombosi al dito, sospesa due giorni fa. Oggi, dopo 20 giorni esatti, e medicazioni pressochè quotidiane, mi sono stati tolti i punti. L'edema è ancora piuttosto esteso (viola-nero) in tutto il dito, ma con chiazze rosa in aumento, specialmente sul polpastrello e nella zona laterale del dito. Sensibilità minima o assente in tutto l'anulare, efficacia della mano molto ridotta, con pollice ed indice a piena funzionalità, medio e mignolo impossibilitati a piegarsi oltre la metà del normale, dolore ed estrema rigidità sia nel palmo che nel dorso della mano in prossimità della zona lesionata.
Sono un musicista (batterista) professionista, e mi sto chiedendo come e quando potrò cominciare una riabilitazione, e quali tempi si potrebbero ipotizzare più o meno realisticamente per una guarigione tale da consentire la ripresa dell'attività. Che tipo di riabilitazione è consigliabile per ottenere buoni risultati nel tempo? Il tendine potrà recuperare piena funzionalità? Che tipo di esercizi si possono fare per cominciare con qualcosa prima dell'eliminazione del filo K?

Grazie per la pazienza e la disponibilità..

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

i tempi di recupero non saranno brevi: in ogni caso per un minimo di riabilitazione al 4° dito dovrà aspettare la rimozione del filo di K.

Per il 3° e 5° dito, invece, le consiglio di iniziare prima possibile, onde evitare le rigidità articolari, soprattutto a carico dell'articolazione interfalangea prossimale (I.F.P.).

Circa le previsioni sul recupero complessivo è difficile fare previsioni: molto dipende dalle sue motivazioni e dall'assiduità con cui sia lei che i fisioterapisti seguirete il programma riabilitativo.

E' comunque probabile che il 4° dito possa non recuperare in modo completo: in ogni caso, bisogna piuttosto cercare di ottenere almeno quel minimo di funzionalità (nel senso della flesso-estensione e della sensibilità cutanea) necessaria per svolgere normalmente le sue funzioni precedenti rispetto al trauma.

Talvolta può essere necessario un ulteriore intervento per raggiungere un risultato migliore per quanto riguarda la sensibilità complessiva del dito e/o il rivestimento cutaneo.

Cordiali saluti.