Utente 169XXX
Gentili medici,
scrivo per avere un parere sulla situazione clinica di mia madre. Il primo intervento è stato eseguito presso il policlinico di Napoli nell'Ottobre 2009, diagnosi: Adenocarcinoma mucinoso destro moderatamente differenziato (g2), stadiazione FIGO IA,stadio pt1AN0. Seguono sei cicli di chemioterapia con carboplatino ogni 21 giorni. Nel mese di Maggio 2010 in seguito ad accertamenti si scopre la presenza di una recidiva, mia madre viene operata nel mese di Luglio 2010 presso lo IEO di Milano e dimessa una settimana dopo con questa diagnosi: neoformazione del meso-retto, localizzazione di adenocarcinoma scarsamente differenziato compatibile con primitività ovarica; infiltrante ab extrinseco la tunica muscolare propria del retto. Ipeplasia ghiandolare del grosso intestino. istiocitosi dei seni dei tre linfonodi esaminati. Microadenoma tubulare con displasia di basso grado dell'epitelio ghiandolare. Pareti del grosso e del piccolo intestino ed omento esenti da neoplasia.
Ovviamente mia mamma ha subito una resezione di parte dell'intestino e della vescica.
I medici le hanno prescritto la seguente terapia: chemioterapia antiblastica di II linea con paclitaxel 175 mg/mq per sei cicli ogni 21 giorni.
Presso il Pascale di Napoli le hanno però detto che questa terapia è piena di effetti colaterali e le hanno suggerito un altro farmaco a loro detta del tutto equivalente, ma più tollerabile (celix?). Cosa ne pensate?
La situazione di mia mamma è davvero così grave e senza possibilità di guarigione? (stando a quello che è possibile leggere su Internet...)
La chemioterapia può essere cominciata anche a Settembre visto che le liste di attesa sono strapiene? Ci sono dei tempi che bisogna rispettare?
Io e la mia famiglia siamo davvero preoccupati
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Gentile Utente,

di tutto ciò quello che sfugge alla mia comprensione è il perchè non sia stato adottato dal principio un protocollo a due farmaci e perchè si insista ancora nel non usarlo. Evidentemente ci sono delle ragioni cliniche che un riassunto della storia clinica via web non mette in rilievo. Espongo ciò che farei io. Innanzitutto non concordo con l'elevata tossicità di una chemioterapia con paclitaxel. Inoltre ritengo più opportuna in questa condizione una combinazione di antraciclina liposomiale (Caelyx) e topotecan. Tenendo nel cassetto il paclitaxel da impiegare magari in combinazione con gemcitabina ad eventuale ripresa di malattia. Abbinerei al tutto dell'ipertermia in ambito addominale (vedi sito www.ipertermiaroma.it) e doserei la cromogranina A per verificare se possibile aggiungere octreotide alla chemioterapia che verrà scelta. Assolutamente non aspetterei Settembre: il tempo è denaro e le terapie andrebbero intraprese il prima possibile.

resto a disposizione

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
169730

dal 2013
Gentile dottore,
innanzitutto la ringrazio per la risposta. Effettivamente nemmeno a noi è chiaro il motivo iniziale della scelta di un solo farmaco, forse è stato scelto solo il carboplatino vista la diagnosi precoce? Se mia mamma scegliesse adesso il paclitaxel non sarebbe più possibile utilizzarlo in caso di ripresa di malattia?
Purtroppo siamo nella confusione più totale, visto che a quanto pare non c'è accordo tra gli specialisti.
Per quel che riguarda la chemioterapia, abbiamo avuto l'esito istologico ad un mese dall'intervento (fine Luglio); ci siamo rivolti sia al Pascale che al Policlinico di Napoli ma prima del 6-7 Settembre non è possibile cominciare la terapia. I tempi di attesa sono purtroppo lunghi.
Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Gentile Utente,

non credo sia stato quello il motivo per la scelta del solo carboplatino. In effetti solo i curanti possono motivare la scelta. In oncologia i farmaci che vengono impiegati poi non si ripetono. Questo perchè le cellule tumorali acquisiscono con il tempo una resistenza al farmaco stesso. Da qui il concetto di polichemioterapia e di trattamento multimodale: in sostanza si cerca di evitare che sopravvivano cellule attaccandole su più fronti e con varie armi.

Resto a disposizione

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#4] dopo  
169730

dal 2013
La ringrazio per la disponibilità, la terrò aggiornato
[#5] dopo  
Dr. Carlo Pastore
36% attività
12% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2004
Di nulla, figurati.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it