Utente 178XXX
Buongiorno,
una persona a me cara è morta di carcinoma polmonare a fine marzo 2006.
La diagnosi è stata fatta ad inizio 2006 ed il giudizio diagnostico dei medici di medicina del lavoro redatto pochi giorni dopo la morte recita "Carcinoma polmonare destro, nella cui genesi l'esposizione professionale a silice cristallina ha svolto un ruolo causale".
Preciso che non è stata eseguita autopsia.
L'esposizione a silice cristallina è chiaramente correlabile al lavoro in fonderia compiuto per molti anni dal defunto. Tuttavia, per una scelta personale legata ai rapporti con i titolari dell'azienda, non si è mai ritenuto di denunciare il fatto o chiedere alcuna forma di indennizzo.
Tuttavia, recentemente, l'azienda è fallita e quindi è venuto a cadere ogni vincolo con la proprietà della stessa, tant'è che la vedova del defunto sta valutando di avviare un'azione diretta a recuperare un congruo indennizzo. Come sarebbe necessario procedere, considerato che l'azienda versava regolarmente il premio all'Inail e che la procedura di fallimento potrebbe chiudersi già entro poche settimane? Qual'è il tempo di prescrizione di un'eventuale azione di risarcimento? L'azione va avviata nei confronti dell'Inail oppure della Società fallita? Nell'attesa, saluto
[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia
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I medici della Medicina del Lavoro dell'Università di Brescia dovrebbero avere presentato all'INAIL la denuncia di malattia professionale, il primo passo è raccogliere la documentazione sanitaria ed interpellare un avvocato e un medico legale per un parere specialistico .