Utente 179XXX
Buonasera Dottore, sono una ragazza di 35 anni a cui è stata diagnosticata occasionalmente, nel corso di una TC, una cisti di circa 2,2 cm all'uncino pancreatico, per la quale non ho potuto eseguire la biopsia, in quanto sono portatrice di una malattia con difetto della coagulazione (von Willebrand). La lesione inizialmente presentava gli aspetti di una cisti sierosa (nel 2006), era un pò più piccola (1,8 cm), ma adesso all'ultima TC è arrivata a 2,2 cm, con aspetti pluriconcamerati e plurilobata, per cui hanno deposto per un IPTM di II grado, non avendo gettoni solidi all'interno, ma contenente mucina. Alla RMN è reattiva alla secretina, io la controllo ogni anno con la TC. Mi hanno proposto inizialmente una duodenocefalopancreasectomia, intervento demolitivo, perchè la lesione prende contatti, senza infiltrarlo, col dotto di Wirsung. In seconda sede, mi hanno proposto soltanto l'asportazione dell'uncino pancreatico, precisando che però l'intervento probabilmente determinerà l'insorgenza di una fistola pancreatica... Vorrei chiedere se l'intervento è necessario adesso, visto che la lesione non presenta caratteri di malignità, poichè sono sposata da poco e vorrei avere un bambino... Grazie, aspetto sue notizie.

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Prof. Marco Catani
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gentile, utente,

mi sembra dalle sue affermazioni, che il reperto sia stato occasionale, quindi non legato a sintomi specifici per esempio pregresso episodio di pancreatite etc etc.

il controllo tc ogni anno prevede un certo assorbimento di "radiazioni", se fosse possibile il follow-up con indagini diagnostiche meno invasive come la rmn forse potrebbe essere meglio (ho escluso l'ecografa in quanto metodica meno sensibile e specifica per lo studio del pancreas).

le vorrei ricordare che la nostra è una consulenza a distanza e quindi con notevoli limiti.

l'intervento proposto è un intervento importante, forse il più difficile nella chirurgia generale elettiva, quindi prima proporlo il chirurgo fa sempre una valutazione costo/beneficio (non stiamo perlando di costi economici), allo stesso tempo anche il paziente farà le sue valutazioni.

il tutto dovrà essere messo in relazione con la sua patologia ematologica.

essendo questa una patologia che colpisce in egual misura donne e uomini. nel suo caso essendo donna ed in età fertile questa patologia può determinare già da se dei piccoli problemi di cui lei non ha accennato, non ha citato ne fatto menzione a terapie saltuarie ne costanti per questa patologia.

soprattuto per il suo progetto (maternità), già impegnativo nella sua condizione, direi, visto quanto sopra, di aspettare per il trattamento chirurgico, rimane chiaro che gli unici che possono esprimere pareri approfonditi sono coloro che hanno "le carte" in mano ed il paziente di fronte.

tanti auguri

mi tenga informato

cordali saluti