Utente 808XXX
Gentili dottori,
premetto che ho problemi di mantenimento dell'erezione per cui sono già in cura (potrete trovare tutte le info in merito nel mio precedente post).
Riassumendo, non ho alcun problema a raggiungere l'erezione con un ottimo livello di rigidità (che mi consente la penetrazione) ma se il pene non è costantemente stimolato, perdo l'erezione in qualche minuto, soprattutto se sto in piedi (mentre da sdraiato le cose migliorano).
Volevo però un vostro cortese parere in merito a questa situazione.
Io ho regolari erezioni notturne e mattutine (sebbene non mi sia sottoposto all'NPT perchè le percepisco praticamente 5 volte su 6 in ogni mio risveglio). Ho però notato che il vigore di queste erezioni è maggiore se eiaculo spesso. Mi spiego meglio: se sto diversi giorni senza eiaculare (o con masturbazione o con sesso orale con la mia partner) l'erezioni mattutine, sebbene presenti, sono meno vigorose (diciamo attorno al 60%). Se invece eiaculo più spesso (almeno 1 volta al giorno), allora le erezioni al risveglio sono turgide al 100% e più durature (30 minuti ed anche più).
Considerando che a seguito di una eco prostatica sovrapubica mi è stata diagnosticata una congestione prostatica (per la presenza di calcoli), le cose potrebbero essere interconnesse ?
Secondo il Vs. parere, anche alla luce della mia storia clinica, sarebbe giustificato effettuare degli esami per escludere un'eventuale prostatite cronica ?
Vi chiedo questo perchè questa potrebbe essere la causa di questo mio strano deficit erettile (che peggiora in base alle posizioni). Allo stato sono anche in cura con uno psicosessuologo ma le cose non migliorano e lo specialista esclude problemi vascolari atteso che al mattino (da sveglio, ma a letto) riesco ad avere erezioni vigorose anche di 30 minuti e più (a volte anche più di un ora) e visto che se stimolato il mio pene non perde vigore (il che, a suo dire, escluderebbe una fuga venosa organica, mentre farebbe supporre una fuga venosa funzionale da ipertono adrenergico).
Ringrazio in anticipo per le risposte.

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro ente,nel Suo caso non parlerei di disfunzione erettile,condividendo la
diagnosi posta dall'andrlogo di riferimento.Quanto alla congestione prostatica con calcolosi,l'accanimento nella frequenza delle eiaculazioni puo' essere un buon viatico per favorire fenomeni congestizio/infiammatori della prostata e,quindi,nuove calcolosi.Va detto,pero',che la calcolosi prostatica non va considerata una malattia ma un effetto.Cordialita'.