Utente 187XXX
Gentilissimi Signori Medici,
prima di passare alla descrizione del mio problema vorrei precisare che per vari motivi non ho in alcun modo la posibilità di sottopormi agli esami specialistici del caso, e ciò mi procura una notevole frustrazione. Per questo spero che possiate aiutarmi, e in ogni caso vi ringrazio di cuore per il servizio che rendete.
Ho 31 anni, e fino ai 26 la mia vita sessuale è stata più che soddisfacente. Le mie prestazioni erano davvero eccellenti, sotto tutti i punti di vista.
Poi, ebbi un'esperienza alquanto traumatica. In breve, un amico mi convinse ad incontrare una donna che desiderava avere un rapporto con due uomini contemporaneamente. Quella è stata la prima volta in cui il mio corpo non ha risposto. I mesi successivi sono stati terribili. Ero costantemente ossessionato dal fallimento vissuto. Davvero, non pensavo ad altro. Successivamente l'incontro si è ripetuto altre due volte: un nuovo fallimento ed in ultimo, un rapporto andato a buon fine. Da allora, il più delle volte non sono riuscito ad avere un buon grado di erezione. Talvolta, nonostante stimolazioni intense in situazioni assai coinvolgenti, anche emotivamente, il mio pene rimaneva del tutto flaccido. Comunque, sporadicamente, ho avuto anche delle erezioni molto buone, anche se mantenute con difficoltà, il che mi ha fatto presumere che il problema possa non derivare da cause organiche. Il senso di inadeguatezza mi ha spinto ad evitare di intrecciare relazioni stabili ed anche, purtroppo, a frequentare delle prostitute. E questo è un ulteriore grave motivo di disagio e di vergogna per me. Più recentemente, dopo aver letto tutto il materiale che sono riuscito a reperire da innumerevoli fonti, ho provato anche la cosiddetta tecnica del Jelq e ho notato che subito dopo gli esercizi, se provo a masturbarmi, la rigidità e la durata dell'erezione sono del tutto paragonabili a quelle che riscontravo prima di incorrere nei fatti che vi ho esposto, ma comunque dopo qualche ora tutto torna come prima.
In ultimo, credo che occorra precisare ancora due cose. Purtroppo ho il vizio del fumo (poco meno di un pacchetto al giorno). Il secondo punto che desidero rendervi noto è che da diversi anni sono seguito da uno psicoteraupeuta, per problemi di natura diversa da quella sessuale.
Ciò che vi chiedo dunque, è cosa potreste consigliarmi? Devo rassegnarmi ad una vita di frustrazioni, o posso in qualche modo sperare di venirne fuori?
Grzie ancora, e scusate se mi sono tanto dilungato.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,e' evidente che,prescindendo dall'episodio del fallimento "a tre",alla base vi sia una realta' di inadeguatezza che non puo' essere ristretta alla sola sfera sessuale.Credo che sia poco producente parametrarsi sulla resa erettiva,tralaltro relativa alla masturbazione e/o al rapporto mercenario,
alla ricerca di un futuro "benessere sessuale".Non capisco perche' escluda la possibilita' di fruire della competenza andrologica che,a Prato,presenta delle Eccellenze.Ci aggiorni in merito.Cordialita'.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Caro Ragazzo,
mi associo al Dr.Izzo nella risposta e nel suggerirle affettuosamente una visita andrologica, per escludere cause organiche e, per ricevere rassicurazioni oggettive circa la sua condizione di salute sessuale.
Il sesso a tre, nonostante sia un'esperienza ad alta gradazione erotica, non è affatto facile da vivere, perchè contiene elementi di rivalità inconscia e di possibili paragoni, con l'altro uomo del triangolo amoroso.
Se lo desidera, legga nel mio blog, un mio articolo sul sesso a tre.
Cari auguri e buon anno.
[#3] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2010
Grazie davvero per aver risposto tanto celermente.
In effetti, la componente della competizione con l'altro uomo ha svolto un ruolo fondamentale nella vicenda, considerato anche il fatto che lui e quella donna si frequentavano da parecchio tempo ed avevano quindi un notevole affiatamento. Il che mi faceva sentire quasi un oggetto, da loro usato esclusivamente per soddisfare le proprie fantasie. Inoltre, non ho ancora detto che in quel periodo io vivevo una relazione molto importante e non avevo mai tradito la mia donna prima. Insomma, il mix di sensi di colpa, rivalità, imbarazzo, spaesamento dovuto alla novità della situazione, ha avuto ripercussioni fortemente negative su di me e tutt'ora, nonostante gli anni trascorsi, non riesco ad intrattenere una qualsiasi attività sessuale senza che la mia mente torni a quei momenti e a quelle sensazioni. Tutte le volte è come se dovessi provare a me stesso e ai due altri attori della vicenda (oltre che alle mie eventuali partners occasionali) la mia virilità. Ovviamente ciò porta quasi invariabilmente ad un'ennesima conferma dei miei timori. E' una spirale inarrestabile.
Per quanto riguarda l'eventualità di rivolgermi ad un andrologo, non posso esporre i motivi che non mi permettono di farlo, perchè sono davvero troppo privati, né la garanzia dell'anonimato mi conforta . E inoltre, la prospettiva, pur se remota, che mi venga riscontrata una qualche forma di impotenza organica, magari difficilmente trattabile, mi terrorizza oltre ogni dire. A 31 anni mi sento un uomo finito. Anzi, non mi sento neppure più un uomo.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,


non credo si impossibile per una persona andare a farsi vedere da un andrologo nella propria città o in città vicine o lontane.( da Prato lei può arrivare in 2-4 ore ovunque !!)
I soldi per una visita non sono un problema
Cerchi di farsi visitare per vedere se esistano problemi fisici da correggere assieme alle sue condizioni psicologiche abbastanza disturbate
qualche informazione su www.erezione.org
cari saluti