Utente 192XXX
Ecocolordoppler TSA: "Pervietà dell'arteria carotide comune, carotide esterna e carotide interne bilateralmente. Presenza di placca fibrocalcifica a margini irregolari a carico dell'arteria carotide interna dx determinante una riduzione del lume vasale pari al 85% (VPS 300 cm/sec)con verosimile immagine di ulcerazione. Presenza di placca fibrocalcifica a margini regolari a carico del'arteria carotide interna sx determinate una riduzione del lume vasale pari
al 50%.
Arterie vertebrali bilateralmente pervie; flusso normodiretto."
Circa un anno e mezzo fa l'ecodoppler rilevava 65% a dx e 50% a sx.
Sono in cura con Micardis Plus (80mg/12,5g) per la pressione (pressione media ultime 30 misurazioni 130/84), Crestor (10 mg) per colesterolo, Ticlopidina (250 mg) (sono allergico all'aspirina) + Avodart per la prostata. Sono tabagista e un po' sedentario.
Le ultime analisi del sangue (2.12.2010) rilevavano: Colesterolo tot 158; HDL 52; LDL 83. Trigliceridi 122. Glicemia a digiuno 116; post prandiale 99; Emoglobina glicata 5,8. (Non vi sono significative differenze dalla precedenti).
Dovrò, naturalmente e a breve, sostenere un intervento. La domanda è: qual è, in questa situazione, l'intervento più adatto? L'endoarteriectomia oppure lo stenting carotideo? Si equivalgono o vi sono differenze? Potete darmi un suggerimento?
Ringrazio per l'attenzione.
Cordiali saluti
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Pugliese
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ci sono pro e contro per entrambe le metodiche. di certo è che deve operarsi e la tecnica chirurgica è quella che si fa da più tempo percui è più semplice trovare chirurghi esperti ovunque. lo stent si adopera da pochi anni e i risultati attuali non permettono di comparare completamente le due metodiche, inoltre dipende dall'eperienza del centro e dell'operatore, ne segue che non tuti gli ospedali usono questa tecnica.
[#2] dopo  
Utente 192XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dott. Pugliese, la ringrazio per la sollecita risposta.
Il medico che mi metterebbe lo stent ha una lunga e comprovata esperienza nel campo (decine di interventi settimanali). Arei desiderato sapere se al momento dell'intervento vi è rischio (statistico?) maggiore, nell'uno o nell'altro caso, di provocare ictus; e se la durata dello stent può essere paragonabile a quella dell'intervento chirurgico. Ma forse la risposta me l'ha già data quando dice che i risultati attuali non consentono di comparare completamente le due tecniche.
La ringrazio di nuovo e le porgo cordiali saluti