Utente 193XXX
Salve, sono un ragazzo di 24 anni e circa 3 anni fa mi sono stati diagnosticati dei condilomi sul pene, infezione che dopo qualche mese è comparsa anche nella zona anale. Il dermatologo ha eseguito diversi trattamenti di crioterapia a causa delle numerose recidive: i condilomi sul pene sono spariti dopo un anno e mezzo, quelli nella zona anale si sono dimostrati più resistenti e mi sono stati asportati chirurgicamente qualche mese dopo. Ad oggi è circa un anno che non presento manifestazioni cliniche dell'infezione, quello che non ho chiaro è se il virus sia ancora presente nelle cellule e soprattutto se sono ancora in grado di trasmetterlo o di autocontagiarmi in altre zone mucose del corpo anche in assenza della manifestazione clinica del virus. Inoltre vorrei sapere se la resistenza al trattamento che ha mostrato il virus possa essere un indice della pericolosità del ceppo contratto e se questo può influire o meno sull'eventuale eliminazione del virus da parte dell'organismo.
Grazie, cordiali saluti.

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Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
le linee guida americane hann sottolineato ancora una volta come non esista alcun farmaco in grado di eradicare l'HPV dall'organismo.
Certamente se si trova allo stato latente , all'interno della cellula , non è attivo , non fa danni e non può essere trasmesso ad altri.
La lesione condilomatosa invece è segno della attività del virus.
La lentezza nella distruzione e la recidività delle lesioni non correla direttamente alla pericolosità del sottotipo, ma ad altri fattori , tra cui principalmente la modalità e la difficoltà dell' approccio terapeutico.
Quindi il virus può permanere latente e "risvegliarsi" in occasione di abbassamento delle difese immunologiche.
Cordialità