Utente 195XXX
ho 57 anni e sono affetto da una impotenza nata forse a causa di una moglie con spiccata tendenza alla critica e pessimismo e con un appetito sessuale una volta inesistente e oggi critico e assolutamente non collaborativo.
nei primi anni di matrimonio evitava i rapporti sessuali creando non poco danno.
il rapporto avveniva con tale desiderio da sfociare nella eiaculazione precoce e una replica riparatrice non veniva mai concessa (in tutto questo viene a me demandata la contraccezione con le eiaculazione trattenuta perchè l'indossare un profilattico, oltre che non garantire lo scopo avrebbe indotto strane reazioni di rifiuto nella patner, sempre strana nelle sue fisme).
più tardi l'adozione della pillola contraccettiva migliorava i rapporti sessuali, ma non per la patner che con questa assunzione subiva effetti psicologici negativi, acquisendo un comportamento più ostile e litigioso nei miei confronti, dopo la nascita dei figli.
il rapporto sempre tormentato e alla riccerca del difetto da evidenziare e la vendetta da mettere in atto nei confronti di tutto ciò che mi era familiare ha trascinato il matrimonio fino ad adesso.
la mia volontà di continuare la vita assieme per la guida dei figli mi ha fatto sopportare mia moglie e altrettanto per lei che forse aveva v bisogno di un uomo diverso.
tutto questo lo racconto però dal mio punto di vista, ma alla base comprendo che potrei essere nel torto marcio, perchè le tante attenzione che io credo di aver mantenuto potrebbero essere perfettamente il contrario di quanto desiderato dalla altra parte.
alcuni anni fa nel tentativo di approfittare di un momento di vicinanza bell'ambito di una convivenza estiva di vacanze, al solito rifiuto accorreva anche un richiamo alle condizioni del mio pene che non sarebbe stato all'altezza.
a seguito di tale richiamo è iniziato il fenomeno della mancata erezione.
valutando l'evento ho attribuito da qual momento in poi le mie frequenti defaiance all'ansia di prestazione, anche perchè queste erano aggravate da una imputazione della moglie sia dirette che in presenza di conoscenti.
immagino che qualcuno potesse ritenermi più che stupito per sopportate senza cambiare aria, ma la mia impostazione mentale di dedicarmi interamente alla famiglia ed all'impegno assunto con i figli mi ha sempre trattenuto anche economicamente impedendomi anche cure mediche. quando poi ho provato il viagra prima e cialis poi, avevo risolto il mio problema fino al verificarsi di nuove defaiance (spesso si acuiscono i fenomeni di critica e i coinvolgimenti con amici esterni che vengono a ridere sia di me che della relatrice che continua nei suoi "divieti" con grande inibizione,ma pretenderebbe la vita sessuale che ha rifiutato all'epoca)
a parte tutto il mio racconto illustrato per valutazione,vorrei sapere se con i medicinali assunti esiste una assuefazione che ne limita la funzionalità e i rimedi relativi, e se sono efficaci quelle creme e pillole che promettono grandi erezioni in rete

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Dr. Giulio Biagiotti
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salve.
i medicinali che assume non danno assuefazione. quanto a quello che si trova in rete consideri che tutto quello che è farmaco e non esce da una farmacia è illegale quando non è pericoloso.
cordialmente