Utente 198XXX
Sono un uomo di 43 anni, che soffre (e' il caso di dirlo) di EP.
Giusto per dare un riferimento, la durata e' sempre inferiore alle 15 spinte continue, talvolta minore delle 5.
L'utilizzo di EMLA (ho provato una sola volta) e' insoddisfacente perche' l'erezione e' debole (se non nulla) durante l'effetto dell'anestetico. Quando l'effetto si riduce e torna la sensibilita' l'erezione torna, ma l'eiaculazione e' immediata.
Sono andato alcune volte da un andrologo che continua a cambiare tipo di pillole.
L'uso del viagra risolve il problema erezione ma non quello dell'eiaculazione (nessuna differenza apprezzabile).
L'uso dello Zoloft risolve il problema della durata (se preso almeno 6 ore prima) ma causa un problema di erezione.
La combinazione di Viagra + Zoloft in tempi e modi complessi da applicare (6 ore prima e 1 ora prima) da qualche risultato ma sinceramente impossibili da utilizzare nella vita reale.
Ora mi ha prescritto il Priligy da prendere 2 ore prima.
Io ho chiesto una soluzione definitiva, anche chirurgia, ma il medico continua a dire che e' prima necessario capire dove sta il problema.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,non e' possibile esprimersi in merito alla sintomatologia riportata e,tantomeno,consigliare una terapia,da questa postazione telematica.Le conviene seguire i consigli di un andrologo reale e non virtuale.Cordialita'.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Signore,
mi associo al DR.Izzo nella risposta.
L'e.p., necessita di diagnosticata, ed andrebbero investigate le cause psichiche, relazionali, da cattivo apprendimento sessuale, da cattivo utilizzo dell'immaginario ......correlate alla disfunzione, (se vengono escluse quelle organiche).
Le suggerirei un approccio poliedrico alla disfunzione, meno focalizzato sulla sintomatologia.
L'approccio terapeutico, potrebbe essere:
counseling psico-sessuologico, psicoterapia,
terapia di coppia ad orientamento sessuologico, trattamento integrato( farmacoterapia e terapia mansionale),
farmaco on de mand( cioè al bisogno).
ottimale sarebbe però un lavoro mirato e caleidoscopico, adatto alla sua storia clinica e sessuale
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.
Legga, se desidera, questo mio articolo, potrebbe trovare spunti di riflessione.

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/581/Eiaculazione-precoce-solitudine-e-sofferenza-di-chi-ne-soffre