Utente 202XXX
gentile dottore, le scrivo per mio padre che presenta un sospetto glioblastoma o linfoma. I dottori hanno detto che al 99% è glioblastoma ma rimane l'1% di probabilità che sia linfoma.

non è stato possibile effettuare un esame istologico perché la massa è collocata nel corpo calloso. e l'esame era molto rischioso.

attualmente presenta un emiparesi sinistra, linguaggio stentato.

ha già effettuato un ciclo di chemioterapia con una compressa di temodal 100 mg al giorno per 8 giorni dal 24 febbraio al 4 marzo e per 5 giorni dall'11 al 15 marzo. ha effettuato, inoltre, 10 sedute di radioterapia da 30 Gy che è stata conclusa il 18 marzo.

circa un mese fa ha iniziato ad avere la febbre.
il medico ha sospettato una polmonite e per tanto è stato somministrato Rocefin da 1g per 12 giorni, abbiamo iniziato a notare dei miglioramenti giorno dopo giorno non soltanto relativi alla mancanza di febbre ma anche rispetto allo stato generale, migliore competenza nell'uso della parola, della manualità, migliore capacità di mantenere la stazione eretta sebbene per pochi minuti.
tali miglioramenti non si sono più presentati dopo l'interruzione dell'antibiotico.

anche precedentemente alla radioterapia abbiamo notato dei leggeri miglioramenti a seguito della somministrazione di Tavanic.

perciò abbiamo ipotizzato che si potesse trattare di un linfoma che risponde alla somministrazione di antibiotici.

so che è possibile effettuare esami del sangue specifici per ricercare le gamma globuline che indicano la presenza di un linfoma. non so se vi sono altri fattori che possono confermare la mia ipotesi.

in mancanza dell'esame istologico si può fare una cura per il linfoma?
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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la biopsia dirime ogni dubbio