Utente 261XXX
Salve a tutti,
Gentili dottori , desidererei chiedervi una semplicissima cosa. Essendomi stato diagnosticata , di recente, un'ernia iatale da scivolamento senza esofagite, mi chiedevo se in letteratura (o nella vostra esperienza) sia noto il collegamento fra aumento delle dimensione dell'ernia iatale da scivolamento (che attualmente è di dimensioni tali da essere controllati i sintomi dalla terapia medica) e una intensa attività di pressione addominale , come la si pratica nel body building, sport che pratico abbastanza intensamente e con cinture molto strette in alcune esecuzioni di particolari esercizi.
La domanda sorge dal fatto che, alcuni si e altri no, sostengono un collegamento fra attività della muscolatura striata ed insorgenza/peggioramento di questo tipo di ernia.
Vi ringrazio tanto per quello che fate......
Distinti saluti
[#1] dopo  
Dr. Felice Apicella
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...non mi risulta che in Letteratura ci siano riferimenti a sicuri
"collegamenti fra aumento delle dimensioni dell'ernia iatale da scivolamento e una intensa attività di pressione addominale".
Considerando che un aumento di pressione endoaddominale spinge gli organi verso zone con minore resistenza e' da ritenere verosimile che ci possa essere un peggioramento dell'ernia iatale.
La prudenza richiede che debba essere evitato l'aumento della pressione endoaddominale in presenza di qualsiasi tipo di ernia interna e della parete addominale.

Cordiali saluti,

Dott. Felice Apicella
[#2] dopo  
Utente 261XXX

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Gentile Dott.Felice Apicella,
Innanzitutto la ringrazio per la risposta.
Comunque se il 10-15% degli italiani soffre di questa condizione non sembrerebbe verosimile che qualcuno prima o poi avesse notato e si spera descritto l'aggravarsi della condizione nel follow-up?
Altrimenti evitare il più possibile le pressioni addominali significa non vivere o preoccuparsi anche di una defecazione. Sbaglio?
Se poi scientificamente non è confermato ciò non sarebbe più a favore della benignità della condizione?
Distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Felice Apicella
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Iscritto dal 2000
......l'ernia iatale e' una condizione benigna.
La terapia medica si basa su presidi che hanno come obiettivo non peggiorare la situazione ma sopratutto evitare le conseguenze.
Nel trattamento e' compreso l'evitare quelle condizioni di vita quotidiana che possano influire sulla situazione.
L'evoluzione dell'ernia iatale e' quella di aumentare di entita' (non necessariamente) ma anche la perdita della continenza dello sfintere esofageo per cui si ha il reflusso gastro-esofageo.
Il reflusso gastro-esofageo puo' indurre una esofagite che aggravandosi puo' avere perdite di sangue (diversi gradi di esofagite).
Quando la terapia medica non e' sufficiente a controllare la sintomatologia e l'evoluzione della situazione, si ricorre alla terapia chirurgica che consiste nella riparazione dell'ernia e nella ricostituzione del meccanismo di valvola esofagea per evitare il reflusso gastro-esofageo.
Attualmente l'intervento chirurgico si fa in laparoscopia.
Spero di essere stato chiaro.
Cordiali saluti,

Dott. Felice Apicella