Utente 205XXX
Buongiorno,
qualche anno fa (setto od otto...sinceramente non ricordo) un incidente sul lavoro mi ha causato la totale perdita del quinto dito della mano desta.
Poco tempo dopo l'operazione ho iniziato ad accusare doori molto (MOLTO) forti nella zona del muscolo estensore ognivolta che dovevo serrare la mano con forza, ed olte al forte dolore l'apertura e chiusura della mano risultava molto lenta e debole.
allarmato provai a richiedere delle visite al cto di firenze (dove ero stato operato) con l'unico risultato di sentirmi proporre 4 volte di farmi amputare il moncherino di mignolo e la parte di mano sottostante per ragioni ESTETICHE.....
fino ad oggi ho risolto imparando un nuovo mestiere e cercando di limitare al minimo gli sforzi continuativi con la mano.

come posso fare a capire da cosa devira questo problema e se è curabile o meno?
le uniche cose che sono riuscito a sapere sono quelle che ho visto quando raccolsi il dito, ovvero: l'osso della prima falange era ancora attaccato alla mano senza pelle o muscoli a ricoprirlo, mente un mente un un tendine lungo circa quanto l'avambraccio era rimasto attaccato alle altre due falangi.

Vi ringazio per aver letto questo messaggio e mi scuso per essermi dilungato in maniera cofusionale





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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

più che ragionare su cosa si sarebbe potuto fare, proverei a ragionare su cosa si potrebbe fare ora per ridurre o eliminare il suo dolore, che costituisce un limite oggettivo alla funzionalità complessiva della mano.

Non è tanto la perdita anatomica del mignolo (o di buona parte di esso) il problema, anche se è indubbio che questa menomazione, oltre che avere ripercussioni sul lato estetico, costituisce anche un problema di tipo funzionale.

E' però soprattutto il dolore che va interpretato e, se possibile, eliminato: la causa più frequente di dolore locale a seguito di una amputazione traumatica di un dito è la formazione di uno o più "neuromi da amputazione".

In pratica, il nervo sensitivo interrotto anatomicamente, produce, nel tentativo di auto-ripararsi, una piccola pallina (come la "testa" di un fiammifero) sull'estremità amputata.

Basta toccare e talvolta sfiorare tale parte (possono essercene più di una se i nervi interrotti sono diversi), oppure muovere una articolazione ad essa vicina, per scatenare forti dolori con sensazione fastidiosissima di corrente elettrica.

La prima cosa da escludere o confermare, con una semplice ma accurata visita specialistica è proprio l'eventuale presenza di uno o più neuromi da amputazione.

Cordiali saluti.