Utente 206XXX
Buongiorno a tutti voi,
scrivo la presente per avere un "consiglio" ed informazioni circa la mia situazione.

Durate un allenamento sportivo a livello amatoriale, mi sono fatto male al mignolo della mano; al Pronto Soccorso mi hanno fatto una lastra ed una fasciatura per poi rimandarmi al giorno seguente per una visita ortopedica.

Durante tale visita mi hanno tolto la fasciatura ed è emerso che non ho niente di rotto, ma che "...presenta dolore alla falange ungueale del 5°dito mano sx... non si apprezzano lesioni ossee di tipo traumatico... Impossibilità ad estendere la FD. Lesione sottocutanea tendine estensore IFD. Stecca di Zimmer in ipertensione". Mi hanno consigliato di operarmi (anestesia locale, day hospital) e mi hanno messo in prenotazione con tempistiche di attesa massimo 15 gg; hanno precisato che però l'operazione non garantisce niente e che alla fine potrei non avere miglioramenti.

Il dottore (gentilissimo) mi ha dato altre 2 opzioni disponibili, ossia:
- lasciare tutto come è (però non posso stendere il mignolo e mi fa male)
- tenerlo steccato per diverso tempo così da far "cicatrizzare il tendine" per avere il dito sempre steso, ma questa ipotesi il dottore non la garantisce e non ci crede nemmeno lui, asserisce di averla detta solo per informazione.

Le mie domande per capire sono:
- l'operazione è consigliata? Il dubbio è solo per il fatto che, comunque, è pur sempre un intervento chirurgico;
- tempi di recupero? Occorre riabilitazione? Si vedono i punti?
- è vero che l'opzione della steccatura per far cicatrizzare il tendine, è da evitare?
- è stata adottata la giusta procedura al Pronto Soccorso?

Ciò che presento adesso è dolore (lieve) al dito, impossibilità ad estenderlo e dolore se toccato; poi ammetto che vedermi un dito "pendente" non mi piace molto.

Se posso risolvere il tutto con un operazione, e tornare a giocare (basket), sarei favorevole all'intervento, ma sono un po' dubbioso.

Ringrazio in anticipo per le risposte che mi fornirete

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

quello che io certamente non farei è lasciare le cose così, senza fare nulla.

Tra l'opzione dell'intervento chirurgico o della stecca in lieve iperestensione della falange ungueale (FD), personalmente sceglierei la seconda.

Infatti, con nessuna delle due tecniche lei ha certezza assoluta di recuperare perfettamente il tendine estensore, ma con entrambe ha ottime possibilità di guarire, purchè l'immobilizzazione non sia inferiore alle 6 settimane (questo è di fondamentale importanza!).

Le percentuali di guarigione tra intervento chirurgico e tecnica conservativa sono molto simili.

Piuttosto, non è necessario prolungare l'immobilizzazione con stecca di Zimmer oltre l'articolazione interfalangea prossimale (IFP), ma è sufficiente bloccare soltanto la distale (IFD).

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2011
Innanzitutto La ringrazio per la risposta.

Se mi permette, vorrei chiederLe ulteriormente:
- potrebbe illustrarmi perchè Lei preferisce la steccatura all'operazione? A quanto ho capito la scelta è personale, dato che lei e l'ortopedico che mi ha visitato avete (giustamente) due diverse opinioni in merito, e quindi per me è necessario capire le motivazioni per arrivare ad una scelta più obiettiva;
- nel caso optassi per la steccatura ed alla fine il dito non risultasse guarito, potrei sempre ricorrere all'operazione? Ossia vorrei sapere se una scelta preclude l'altra;
- la steccatura che Lei mi consiglierebbe sarebbe meno invasiva, visto che è più circoscritta alla zona interessata. Dice che minimo per 6 settimane, ma potrebbe essere necessario un tempo superiore?

Ancora sentiti ringraziamenti per la Sua collaborazione e disponibilità
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Esistono due scuole di pensiero in chirurgia della mano: chi ritiene che in prima battuta sia preferibile l'intervento chirurgico e chi invece ritiene sia da preferire la stecca di Zimmer o il tutore.

Le casistiche sono variabili da scuola a scuola.

In realtà, sono entrambe scelte validissime, consentendo risultati buoni o ottimi nella stragrande maggioranza dei casi trattati (sempre se l'immobilizzazione non è inferiore alle 6 settimane).

Poi intervengono scelte personali, sia da parte del chirurgo che da parte del paziente.

Il mio pensiero personale è che tutte le volte che si può evitare un intervento chirurgico (a meno che questo sia indispensabile oppure non ci sia una chiara dimostrazione di risultati migliori rispetto al trattamento incruento), è preferibile non operare.

Tenga presente che ogni intervento chirurgico, sia pur in misura molto ridotta, può dare origine a complicanze post operatorie.

Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la risposta, e se non è chiedere troppo Le chiedo se può rispondere anche alle altre 2 domande che avevo scritto nel post precedente.

Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La scelta incruenta non preclude un successivo intervento in caso di insuccesso, anche se la percentuale di successo dell'intervento diminuisce con il passare del tempo (ma lo stesso discorso vale in caso di insuccesso di un precedente intervento non andato a buon fine).

Molti ritengono sufficiente un periodo di immobilizzazione per 6 settimane, ma alcuni preferiscono aggiungere una settimana ancora.

Cordiali saluti.

[#6] dopo  
Utente 206XXX

Iscritto dal 2011
Non posso che ringraziarla ulteriormente...

Cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Mi dia notizie, se crede.

Cordiali saluti.