Utente 211XXX
salve mio padre ha anni 78 affetto dal Morbo di Parkinson da circa 5 anni in forma leggera alla mano destra inizio ottobre gli e' stato diagnosticata NPL colon dx ed e' stato sottoposto all intervento dopo 15 gg.il successivo esame istolog. riporta Materiale in esame: colon di 40 cm, appendice di cm 6; neoformazione isolata di cm 3x2; isolati n 6 linfonodi. Diagnosi:1) adenocarcinoma ben differenziato G1, invasione della parete colica a tutto spessore e del grasso periviscerale. indenni i margini di sezione chirurgica. T3 N0 sec.TNM. 2) Appendicite cronica 3) Linfonodi esenti da secondarismi con reperto di iperplasia follicolare ed istiocitosi dei seni. il chirurgo nn ha pescritto nessuna terapia chemioterapica perche' tutto negativo soltanto il follow-up ogni sei mesi. gli esami effettuati ad Aprile di quest' anno riportano: CEA 17 Ca 19.9 39,6 esame toracico fortunatamente negativo esame all addome ostacolato da abbondante meteorismo intestinale fegato nella norma grossa cisti renale semplice e dx che ha sempre avuto. nn comprendo i valori del CEA e DEl CA19.9 il chirurgo che l ha visitato ha espresso parere positivo sul post operatorio me per il resto ci ha rimandato a ottobre. Gradirei sapere se farlo seguire da un oncologo e se ci possono essere possibilita di recidive mio padre ha sempre avuto problemi di stitichezza la sua malattia aggrava ancora di piu il problema e prima di essere operato nn e' piu' andato di corpo e quindi lei capira' che appena oltrepassa i due giorni senza andare in bagno entriamo tutti in crisi e pensiamo al peggio. La ringrazio infinitamente
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Cifarelli
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Gentile Signore, sono perfettamente daccordo con l'operato del collega chirurgo e la validita' dell'intervento è inequivocabile e si evince dai risultati post operatori ,che lei ha descritto. E' comunque mia abitudine far sempre fare una consulenza oncologica ai pazienti neoplastici operati e concordare le scelte terapeutiche successive i follow up ,insomma tutto quanto necessario per i pazienti ,che a mio avviso non vanno mai abbandonati,devono sempre sapere di avere punti di riferimento medico pluridisciplinare in accordo .
Il problema della recidiva ,comunque ,non è legato alla stipsi,ma purtroppo dalla genetica.
Se le difese genetiche di suo padre sono forti,non vi saranno recidive immediate o a distanza,anche in considerazione dell'eta' di suo padre e della stadiazione del reperto anatomopatologico ( non vi sono lesioni secondarie linfonodali,i margini sono indenni da lesioni). E' pur vero che è un T3 ,cioe' interessa il grasso periviscerale ,quindi ha superato dei limiti importanti,ma nessuno può asserire con certezza l'evoluzione della patologia. Bisogna essere sempre ottimisti ma accurati e scrupolosi nei controlli a distanza.
Per la stipsi e' necessario attuare le indicazioni consigliate dal suo medico di fiducia. Auguri
[#2] dopo  
Utente 211XXX

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La ringrazio moltissimo pero' ho omesso di parlare del problema della prostata con valori elevati che riporto qui di seguito: PSA Totale 20.55, PSA LIbero 1,19 (H), RATIO 5,70(L). mio padre e' sempre stato seguito da un urologo che l' ha sempre tranquillizzato dicendo che e' una prostatite l 'unica cura che segue e'una pasticca di Avodart giornaliera. Ho seguito il suo consiglio mi sono recata da un oncologo che ha prescritto nuovi esami per verificare marcatori tumorali e Psa e successiva scintigrafia ossea total body. Sono preoccupatissima mi creda nn so' piu' che altro fare. mi dica cosa mi posso aspettare. La ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Cifarelli
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Anche se è improbabile, che suo padre possa essere affetto anche da un tumore prostatico ,in considerazione della precedente patologia colica,non lo si puo'escludere,in considerazione dei valori di PSA elevati.Pur tuttavia è assolutamente indispensabile un approfondimento diagnostico anche per tale patologia .Il collega urologo a cui è affidato si adoperera' per una diagnosi definitiva.Comunque in genere i tumori prostatici ,che insorgono all'eta' di suo padre, hanno una prognosi buona soprattutto se scoperti in fasi non avanzate.
Affronti il problema con ottimismo affidandosi ai colleghi urologi.