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Possibili aderenze post cesareo

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011

    Possibili aderenze post cesareo

    Gentile dottore,
    avrei da porle una domanda: è possibile che eventuali aderenze post cesareo diano una sintomatologia simile ad un'appendicite cronica? Ovvero manifestarsi con dolori in fossa iliaca dx, che si irradia nella gamba dx e una forte nausea. Questi sintomi non sono continui, ovvero la dolorabilità nella gamba è quasi continua mentre gli altri attacchi si manifestano con attacchi periodici piuttosto frequenti. Inizialemnte a fine marzo, anche per una febbre alta, mi hanno diagnosticato un'appendicite iniziale curata con antibiotici, poi sono stata ricoverata e mi hanno escluso almeno l'appendicite acuta, sostenendo che tutti questi sintomi sono conseguenza del cesareo e che spariranno entro un anno. Dopo un'iniziale miglioramento, per me non è cambiato nulla e questo sta incidendo notevolmente sulla mia qualità della vita. Che cosa può essere successo in seguito all'intervento o si può trattate di un'appendicite cronica come sostiene il mio medico di base. PS. Le visite ginecologiche non hanno evidenziato alcuna anomalia, se non una dolorabilità della parete uterina e un'ovaia dx leggermente più bassa rispetto altra (prima non era così, per cui si è ipotizzato un piccolo spostamento d'organi dopo il Tc), il ciclo mi è tornato irregolare a maggio, ma ho sempre avuto perdite dopo il parto e recentemente ho riscontrato una sporadica ma sopportabile dolorabilità durante i rapporti. La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e la saluto cordialemente



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 2540 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2007
    Si potrebbe prendere in considerazione una laparoscopia diagnostica, per escludere un magma aderenziale.


    dott.Nicola Blasi
    specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.
    BARI

  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 19 Medico specialista in: Chirurgia dell'apparato digerente
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Chirurgia di urgenza e Pronto Soccorso

    Risponde dal
    2006
    Concordo con il Collega ,data la persistenza della sintomatologia algica , la laparoscopia in tali casi oltre che diagnostica potrebbe essere terapeutica ,con la lisi delle aderenze ,l'appendicectomia,se sussiste una patologia infiammatoria ed il controllo di entrambi gli annessi.
    Saluti


    dr. Vincenzo Cifarelli

  4. #4
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Grazie dottori,
    ma a quale specialista mi dovrei rivolgere? un ginecologo o un chirurgo generale? Ma le ecografie e la tac non avrebbero dovuto evidenziare aderenze? Mi scusi per le tante domande ma sono veramente confusa. Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti



  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 19 Medico specialista in: Chirurgia dell'apparato digerente
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Chirurgia di urgenza e Pronto Soccorso

    Risponde dal
    2006
    Le indagini strumentali anche le più sofisticate , non hanno la stessa risoluzione di un' immagine vista direttamente , come in videolaparoscopia o in laparotomia. Talaltro , nel suo caso ribadisco che la necessita ' non e' solo diagnostica, ma terapeutica ,in considerazione della sofferenza persistente da lei descritta.
    In genere gli interventi in laparoscopia che richiedano un esperienza sulla lisi di aderenze vicerali o in genere sull'apparato digerente, sono di pertinenza dei chirurghi generali. Saluti e auguri


    dr. Vincenzo Cifarelli

  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 2540 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2007
    Non aggiungo altro sono d'accordo con il Collega CIFARELLI


    dott.Nicola Blasi
    specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.
    BARI

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2011
    Gentili dottori,
    vi comunico gli ultimi aggiornamenti. In seguito al riacutizzarsi dei sintomi, ho effettuato privatamente un'ecografia pelvica. Durante l'esame la dottoressa (che lavora presso l'ospedale dove ho fatto il tc) ho individuato il punto nevralgico del dolore in una zona dell'intestino adiacente ai punti della cicatrice. Mi ha chiesto del tempo per guardarsi la tac, effettuata presso lo stesso ospedale, e tentare di inquadrare il problema (gli organi risultano tutti ok, anche l'appendice, che all'esame di aprile era risultata ispessita). Il giorno dopo mi comunica che il problema è in un'anomalia anatomica, (spostamento in seguito all'intervento s'intuisce, perchè sono stata sempre bene anche dopo il primo tc): un "cieco pelvico", ovvero" la parete mediale del cieco impronta la parete antero-laterale dx della vescica mentre la parete anteriore e il fondo si presentano a ridosso del forame inguinale interno". La dottoressa mi ha speigato che il cieco è come lievemente prolassato, "costretto" tra la vescica e la cicatrice interna, per questo provo un dolore cronico (una puntura e un peso in fossa iliaca dx (anche quando urino che si irradia nella gamba dx con attacchi episodici di nausea, conati di vomito e capogiri), che si può acutizzare in seguito a particolari fasi della digestione, del ciclo o a all'innescarsi di processi infiammatori (come il risentimento appendicolare di aprile). MI ha rassicurato che non può succedermi nulla di grave perchè si tratta di una variante anatomica presente in natura. Alle mie rimostranze sul fatto che non mi era stato detto nulla ad aprile, mi ha risposto dicendo che la speranza era ed è che "il mio organismo piano piano accetti questo cambiamento anatomico". Mi ha consigliato comunque una RMN addome inferiore e una rivalutazione chirurgica e di curare nel frattempo la dieta e la regolarità intestinale. Ovviamente adesso prenoto l'esame e la visita, ma nella mia città natale Napoli, perchè onestamente questa storia presenta molti punti oscuri. La mia domanda intanto è: che cosa può essere successo durante questo tc? l'organismo accetterà questo cambiamento o può procurarmi danni nel corso del tempo? Sono molto confusa, attendo i vostri pareri e vi ringrazio anticipatamente.



  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 2540 Medico specialista in: Ginecologia e ostetricia

    Risponde dal
    2007
    E'difficile sapere quello che è successo durante il TAGLIO CESAREO,bisogna leggere la descrizione dell'intervento.
    SALUTI


    dott.Nicola Blasi
    specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.
    BARI

  9. #9
    Indice di partecipazione al sito: 19 Medico specialista in: Chirurgia dell'apparato digerente
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Chirurgia di urgenza e Pronto Soccorso

    Risponde dal
    2006
    Gentile Signora
    al di la ' di tutte le indagini possibili ,lei necessita di una visita chirurgica.
    Il dolore in fossailaca dx irradiata in regione inguinale omolaterale, o sul margine laterale della pregressa cicatrice del taglio cesareo ,sono suggestive di : 1)una sindrome aderenziale che interessa il cieco ,la vescica e la stessa cicatrice.
    2)E' inoltre importante valutare l'integrita' della parete ed escludere un seppur piccolo laparocele in sede di pfannenstiel ,li' dove è presente la cicatrice del taglio cesareo.
    3) infine valuterei se vi possa essere un ernia inguinale dx,con crisi d'impegno dei visceri nell'anello inguinale profondo( la tac tra l'altro mette in evidenza questa possibile evenienza).
    Ad ogni modo in base alla sua sintomatologia persistente consiglio in primis una visita accurata e poi una laparoscopia diagnostica che puo' diventare terapeutica .
    Cordialmente


    dr. Vincenzo Cifarelli

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