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Ernia iatale e anello di Schatzki... che fare?

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2005

    Ernia iatale e anello di Schatzki... che fare?

    Gentilissimi specialisti,
    innanzi tutto complimenti e un grosso grazie per il servizio che prestate.
    Mi permetto di illustrare il problema che mi tormenta da alcuni anni e che mi impedisce di svolgere una vita normale, o per lo meno di alimentarmi in maniera normale. Ho 45 anni e sono di corporatura e peso normali. Da qualche anno soffro infatti di grandissime difficoltà nell'ingestione del cibo, pur facendo moltissima attenzione. In pratica il bolo ha molto di frequente difficoltà a transitare dall'esofago allo stomaco e spesso (almeno un paio di volte alla settimana) mi capita che di fatto si blocchi all'altezza dello sterno, senza poter scendere: in quella situazione anche bere acqua può diventare pericoloso, in quanto il "tappo" è spesso così tenace, che nemmeno l'acqua passa e sono costretto a farlo uscire per dove è entrato...
    Negli ultimi due anni ho fatto due esofagogastroduodenoscopie, che hanno confermato l'esistenza di un'ernia iatale e esofago con anello di Schatzki, oltre a un prolasso intermittente dello stomaco verso l'esofago (spero di essermi spiegato correttamente). Il test H.P. è negativo. Ovviamente da circa due anni prendo in maniera abbastanza continua l'omeprazolo (Mepral), ma spesso nemmeno questo serve... Il mio problema in realtà si riduce alla difficoltà di far scendere il bolo, in quanto (grazie a Dio) non ho per adesso mai avuto episodi di reflusso; anche dal punto di vista digestivo non ho particolari problemi.
    Mi alimento in ogni caso secondo i canoni previsti e forse l'unica cosa su cui ogni tanto trasgredisco è il caffè (comunque mai più di 4 al giorno), mi rendo conto che il the è per me ancor più dannoso e l'ho eliminato a malincuore. Il problema vero e grosso sono ovviamente pranzi e cene di lavoro, situazioni nelle quali posso fino a un certo punto scegliere gli alimenti. Che tipo di terapia in generale mi consigliate e che possibile prevenzione per i casi descritti?
    Per aiutare nella comprensione, ho ormai rilevato che dopo un episodio di cattivo transito del bolo (soprattutto con certi alimenti: carne in particolare), sento che la zona all'altezza dello sterno è ormai irritata e ho come la sensazione che il tessuto si irrigidisca, al punto da ridurre il buco di passaggio del bolo. Forse esistono farmaci che possono "preparare" la zona? Da giovane ero sicuramente vorace e mangiavo con grande rapidità e a bocconi grossi, ma adesso a tavola sono sempre l'ultimo, ma non basta...
    Grazie fin d'ora se vorrete aiutarmi dandomi una risposta.




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 89 Medico specialista in: Gastroenterologia e endoscopia digestiva
    Medicina interna

    Risponde dal
    2004
    Gentile Signore,
    la sintomatologia che riferisce potrebbe essere dovuta ad una Acalasia esofagea ovvero ad una alterazione del funzionamento della valvola posta tra esofago e stomaco. Per accertare ciò, Le consiglio uno studio radiologico morfo-dinamico della deglutizione (mediante videoregistrazione). Si tratta di un esame radiologico particolare che potrà effettuare sicuramente in uno degli ospedali della sua città. Potrà essere utile sottoporsi anche ad una manometria esofagea che consentirà di chiarire ulteriormente la genesi dei suoi disturbi. Fatta la diagnosi, potrà sottoporsi eventualmente a dilatazioni endoscopiche dell'esofago.
    Mi faccia sapere e cordiali saluti.



  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2005
    Gentilissimo Dr. Mangiarotti,
    la ringrazio molto per la preziosa indicazione; ho provato a dare un'occhiata nella rete a proposito dell'acalasia esofagea e ho trovato in effetti una serie di descrizioni di altre persone affette dagli stessi sintomi che manifesto io: è quindi probabile che sia quindi effettivamente questo il mio problema. Non so se stupirmi per il fatto che in due gastroscopie non sia stata presa in considerazione questa eventualità... Ma immagino che la diagnosi non sia così facile, come anche le origini della malattia stessa.
    La ringrazio quindi di cuore per il consiglio e il tempo che mi ha dedicato.
    Cordiali saluti.



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