Utente 141XXX
Buon giorno Dottori, vi scrivo per chiedervi delle informazioni su una vicenda: due giorni fa mia zia ha avuto un infarto, è stata ricoverata in ospedale, dove si trova tutt'ora. La rianimazione sembra essere durata 35 min circa. Se non ho capito male è stata poi sedata. Ieri hanno provato a svegliarla, ma non si svegliava e dicono fosse agitata, dunque l'hanno sedata nuovamente aspettando oggi. Oggi hanno fatto il secondo tentativo, ma nulla da fare. Il cuore e la respirazione funzionano regolari. Oggi aveva anche la febbre. Ovviamente i medici dicono che non è un buon segno il "non risveglio" e che quasi sicuramente ci sono danni cerebrali. La mia domanda è di carattere generale:
a) In teoria quante provano a svegliare una persona?
b) Se non si sveglia cosa succede? com' è la prassi? resta ricoverata a vita?
c) Secondo voi, per esperienza, perchè capisco benissimo che se non seguite il caso non potete rispondere, che danno potrebbe aver subito?
e) E' possibile che resti per sempre con il cuore funzionante ma con il cervello "morto"?

Grazie mille,
Daniele

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
Pochissimi minuti di arresto cardiorespiratorio sono sufficienti per causare l'anossia cerebrale, ovvero la mancanza protratta di ossigeno al cervello con conseguenti danni cerebrali, spesso irreversibili.
La rianimazione cardiopolmonare consiste nel sostituire, attraverso il massaggio cardiaco e la respirazione forzata), le funzioni cardiache e polmonari del paziente. Ovviamente, il segno prognostico più negativo consiste nell'attesa tra l'arresto cardiaco e l'inizio della rianimazione: se la rianimazione viene eseguita oltre 4-5 minuti di totale arresto cardiorespiratorio, come già detto, molto spesso il paziente subisce danni neurologici irreversibili ("coma postanossico").
L'elettroencefalogramma e la TC cerebrale sono dirimenti per capire l'entità del danno e vengono di norma eseguiti nel caso in cui il paziente, almeno al secondo tentativo, dopo l'interruzione della sedazione farmacologica, non dia segni di risveglio o non sia contattabile.
Purtroppo è possibile che un paziente, specie se giovane, rimanga in coma grave per mesi, senza mai risvegliarsi. Se il paziente è invece anziano, in caso di coma anossico, va incontro spesso a complicanze respiratorie, renali, infettive, che portano al decesso nel giro di qualche settimana. Ovviamente ogni paziente si comporta in modo diverso, a seconda non solo dell'età e del quadro clinico, ma anche a seconda delle sue condizioni fisiologiche e patologiche.
Mi spiace per la sua parente. Spero che non abbia subìto danni gravi e si possa riprendere.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 141XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille per la velocissima e chiarissima riposta.
Esistono casi di risveglio anche dopo mesi?
Il fatto che al primo tentativo di risveglio fosse agitata non stà a significare che il cervello qualche "comando" lo invia?
Comunque ha ragione, infatti domani le fanno l'elettroencefalogramma e la TC.

Cordiali saluti
Daniele