Utente 250XXX
Mio padre (62 anni, dati riportati nella scheda a lato) un mese fà ha subito un infarto del miocardio. E' stata effettuata un'angioplastica di urgenza e sucessivo monitoraggio per 3 giorni in sala emodinamica. Il decorso è stato buono; tuttavia i medici hanno optato per effettuare una seconda angioplastica per "sistemare" altre due coronarie parzialmente compromesse. Anche questo secondo intervento ha avuto il sucesso sperato e nessuna complicanza a posteriori. (Totale: 4 stents metallici medicati; danni al cuore molto limitati). Da lì a poco è stato dimesso con prescrizione di un ricco ventaglio di farmaci. Da quel giorno la sua vita è cambiata (per noi in meglio) giacchè ha smesso di fumare, la sua dieta è regolare ed equilibrata, da pochi giorni ha iniziato una leggera attività fisica aerobica. Ciononostante, il suo stato fisico è contraddistinto da "fiacchezza" e questo lo deprime un pò. Non che questa debolezza comprometta lo stile vita in quanto si alza sempre molto presto e si appresta come prima ai suo hobby (orto, giardino, cucina ecc.) però lui si stanca prima nelle varie attività e alla sera verso le 22.00 inizia a fare uno sbadiglio dietro l'altro e deve per forza andare a letto (prima dell'infarto rimaneva sul divano fino a tardi). Pochi giorni fa ha fatto gli esami del sangue che risultano tutti nella norma (creatinina, clearance della creatinina, colosterorolo totale, HDL, LDL, glicemia, elettroliti, transamenasi) eccetto qualche valore sballato nell'esame emocromocitometrico, in particolare emoglobina ad eritrociti, che risultano leggermente sotto il valore di soglia. I valori pressori, monitorati quotidianamente, sono nella norma (media: 130/80; prima dell'infarto: >200/150). Le chiedo se questa stanchezza costituisce il normale recupero post-infarto (a cosa è dovuta?) o se deve essere interpretata come un ulteriore campanello d'allarme.
Secondo quesito: da quanto ha avuto l'infarto, ha osservato inizialmente feci neri che poi si sono normalizzate. Tuttavia nel test del sangue occulto nelle feci (prescritto come prevenzione dall'USL) hanno trovato sangue (tre volte rispetto alla soglia). Prima dell'infarto (e quindi assunzioni di farmaci, tra i quali il cardirene) non ha mai avuto sangue nelle feci osservabile nè rilevabile con i tests. Come procedere? Cordialmente, la ringrazio.

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Dr. Mariano Rillo
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E' importante che lei ricontatti i colleghi che hanno seguito suo padre. I bassi valori dell' emoglobina e degli eritrociti, il sangue occulto e i sintomi riferiti sono compatibili con un'anemia da perdita ematica, che può essere conseguenza dei farmaci antiaggreganti che sicuramente gli sono stati prescritti come terapia post angioplastica. E' possibile che ci sia una predisposizione al sanguinamento (come a volte per coesistenti problemi gastroenterici) e quindi i colleghi cardiologi ai quali suo padre è stato affidato sapranno sicuramente consigliarla ulteriormente per il meglio.
Cordialità