Utente 103XXX
Buongiorno,
in passato, avendo il valore VES sempre alto, ho dovuto fare parecchie punture di penicillina, ma ad un certo punto come reazione allergica ho avuto uno shock anafilattico.

Da allora, nei casi di febbre persistente o di faringite, ho avuto modo di usare come antibiotico soltanto il MACLADIN che fino ad ora non ha dato problemi (tranne una sensazione insopportabile di amaro in bocca, avvertita però esclusivamente con l'assunzione di compresse da 500 mg, questo problema non si presenta se assumo metà compressa per volta).

Il mio medico mi ha consigliato di effettuare una visita allergologica sostenendo che potrei "abituarmi" a questo antibiotico che non produrrebbe più effetti positivi ed in questo caso non si saprebbe con quale sostituirlo.

Guardando in internet, ho letto che queste "prove allergiche" agli antibiotici potrebbero essere rischiose perchè cosistono nel far provare varie compresse e nel vedere dopo alcuni giorni se si sono presentati effetti negativi.
Sinceramente sono un pò preoccupata visto quello che mi era successo con l'uso della penicillina..

La domanda che vorrei porvi è la seguente: in cosa consistono effettivamente queste prove allergiche e, sono sicure o presentano rischi?

Grazie

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
nella pratica clinica, in caso di sospetto di allergia a una penicillina, può essere sufficiente utilizzare un antibiotico alternativo su indicazione medica (così come ha fatto con la claritromicina), ma si raccomanda sempre una valutazione specialistica allergologica e l'eventuale esecuzione di test specifici (dosaggio sierico di IgE specifiche e test cutanei) per almeno due motivi:
- i betalattamici sono spesso antibiotici di prima scelta per questioni di efficacia, costo, e anche sicurezza;
- i test cutanei per betalattamici (prick test e iniezioni intradermiche, a concentrazione crescente partendo da "dosi" minime), eseguiti nel momento giusto e in maniera corretta, sono molto affidabili e permettono sovente l'identificazione di un farmaco di quella stessa "famiglia" da poter utilizzare con sicurezza.
I test di esposizione orale (somministrazione controllata di quantità crescenti di farmaco) sono eseguiti in condizioni di sicurezza e comunque solo in seguito alla raccolta anamnestica dettagliata, al dosaggio delle IgE specifiche e all'esecuzione dei test cutanei.
Saluti,