Utente 264XXX
salve dottore, le chiedo un consiglio per mio padre.
Ha 83 anni e da circa una settimana gli hanno diagnosticato una grave aritmia con la possibilità purtroppo che ci siano trombi nelle arterie; mi hanno proposto stamane l'ipotesi di entrare con un sondino per vedere quanto si siano "chiuse" le arterie in anestesia generale e con una fibrillazione del cuore.
io sinceramente ho un po di timore perchè da come me l'ha descritta il cardiologo in pronto soccorso si tratta di fermargli il cuore e poi farlo ripartire x abbassare i battiti che sono troppo accelerati. non c'è un altra tecnica meno invasiva?
concordo pienamente sul fatto che mio padre non abbia una vita sedentaria (si alza alle 5 x andare in campagna a badare all'orto e agli animali)e purtroppo a tavola ama i cibi saporiti,ma comunque fa un solo pasto al giorno e consuma molta frutta e verdura.
Ha qualche suggerimento da darmi?
cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
francamente, non essendo lei un addetto ai lavori, è difficile comprendere la procedura cui deve esser sottoposto suo padre. E' verosimile che lei stia parlando di un ecocardiogramma transesofageo e di una successiva cardioversione elettrica, procedure, che al giorno d'oggi, sono da ritenersi più che sicure.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2012
salve dottore la ringrazio ma il cardiologo ha detto le seguenti parole, entreranno dall inguine con un un sondino/telecamera per vedere in quali condizioni sono le vene di mio padre,e una volta localizzato il "deposito" di grasso puliranno le vene, in seguito per far riprendere il battito normale , per cercare di togliere questa aritmia dovranno prima fibrillare il cuore e poi defibrillarlo (per quello sono spaventata xkè anche se non è il mio settore si tratta di fermarlo e poi farlo ripartire). la ringrazio nuovamente per il suo consulto