Utente 428XXX
Buonasera,
dopo tanti rinvii e con non poche perplessità mi accingo a mettere l'apparecchio.
La situazione è questa: affollamento abbastanza evidente nell'arcata inferiore e un pò meno in quella superiore.
Ma il problema vero e proprio è il seguente:
recito a livello (semi-)professionistico e per questo non posso permettermi l'apparecchio visibile tradizionale. Soluzione dell'ortodonzista -risolvere l'arcata inferiore con un linguale e poi, quella superiore, se possibile con le mascherine-. Ora ho letto dappertutto che questa tecnica (linguale) dà molti problemi di pronuncia quindi rischio di trovarmi si con qualcosa di invisibile ma con problemi fonetici altrettando limitanti.
Come fare? questi problemi davvero non si risolvono col tempo? devo rassegnarmi?

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[#1] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Gentile paziente, cosideri le seguenti cose:
1) le limitazioni fonetiche sono evidenti, e con la sua attività la vedo molto male. Non tutti sono come quegli oratori dell'antichità che si mettevano delle pietre in bocca apposta per lottare contro un impedimento.
2) L'ortodonzia tradizionale non le da questo problema, ma è visibile. Tenga però conto della distanza da cui il pubblico la vede quando recita. Dubito molto che uno spettatore possa scorgere un apparecchio ortodontico dalla platea, anche con un occhio allenato come quello di un dentista.
3) Esistono, sempre con gli apparecchi tradizionali, gli attacchi in ceramica, un pò più grossi, ma praticamente invisibile. L'unica cosa che si vedrebbe è il fino orizzontale in metallo. E' la soluzione che le consiglio, considerando la sua attività, e da appassionato di teatro.
4) L'ortodonzia a mascherine (Invisalign) è la novità di questi anni.
Funziona, ma solo in casi selezionati non particolarmente gravi.

Spero di esserle stato utile con queste risposte
[#2] dopo  
Utente 428XXX

Iscritto dal 2007
grazie.
purtroppo ora sono ancora più confusa.
Riflettevo sul fatto che comunque si tratterebbe soltanto dell'arcata inferiore e che bene o male i suoni mi sembra di produrli soltanto con contatto lingua-denti superiori. Mi sbaglio?
Questo non potrebbe essere un punto a mio favore?
Purtroppo un anno e mezzo (o più) con ortodonzia visibile mi bloccherebbe molto, soprattutto per quanto riguarda i provini (non ti accettano se non hai i capelli sufficientemente lunghi figuriamoci con l'apparecchio...)
[#3] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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L'ortodonzia riguarda l'intera bocca, superiore e inferiore.
In genere spostando i denti solo in una arcata, questi non combaciano poi correttamente con quelli dell'altra arcata.
Questo il motivo della mia contrarietà ai "camuffamenti" estetici.
Consulti un ortodonzista che usi la tecnica INVISALIGN; probabilmente è quella che fa per lei (SE rientra nei casi trattabili).
.
[#4] dopo  
Utente 428XXX

Iscritto dal 2007
L'idea è appunto quella.
Il mio ortodonzista mi darà la risposta definitiva al prossimo appuntamento, comunque vorrebbe risolvere l'arcata inferiore con apparecchio linguale e ritoccare infine quella superiore con invisalign. Comunque il grosso sarebbe appunto il "sotto".
Vorrei sapere se i backets -soltanto sotto- interferiscono o meno foneticamente.
Mi sta venendo una voglia matta di tenermi i denti storti...
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca
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Cara utente, nella vita purtroppo esistono delle priorità che ogniuno di noi posiziona nei vari gradini della propria esistenza. Per Lei in questo momento cos'è più importante? La carriera, mi auguro piena di successi, o raddrizzare i suoi denti (in 18/24 mesi max)? Io sono convinto che, soprattutto nel campo teatrale, conti più la sostanza che non la forma.
[#6] dopo  
Dr. Lorenzo Alberti
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I miei 2 stimatissimi colleghi hanno risposto esaurientemente. Io vorrei soltanto aggiungere la mia contrarietà ai brackets montati lingualmente. Sarà anche perchè sono un pò "fissato" con la funzionalità linguale, di cui, pur occupandomene in maniera specifica da qualche anno, mi sorprendo ancora a constatarne l'importanza. C'è un lavoro interessante sul rapporto tra fonetica e gli attacchi linguali i cui risultati ci dicono che soltanto dopo circa sei mesi si recupera completamente l'attività fonetica normale nella totalità dei casi esaminati (va da sè che esiste una variabilità individuale e che lei potrebbe parlare normalmente anche dopo qualche settimana, ma la previsione è ovviamente impossibile). Se posso permettermi di darle un consiglio, in assenza d'indicazioni cliniche o funzionali, si tenga i denti "storti" o ,al massimo, scelga l'Invisalign; in quest'ultimo caso sappia,però, che condizione necessaria per la stabilità successiva al trattamento è la riduzione interprossimale del diametro dentale, che vuol dire eliminare 2 o 3 decimi di millimetro per ogni dente anteriore. Altrimenti, dopo, torna tutto come prima.
[#7] dopo  
Dr. Gabriele Floria
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Non concordo con tutte queste limitazioni fonetiche date dall'ortodonzia linguale a patto che venga utilizzato un apparecchio individualizzato (tecnica Incognito www.floria.it/linguale/ ).
Il disagio fonetico, e funzionale e' relativo alle prime due/tre settimane, dopodiche i pazienti quasi dimenticano l'apparecchio interno. Avere degli attacchi progettati e realizzati su misura conferisce dimensioni molto ridotte, comfort e precisione dei risultati. Basta confrontare le dimensioni dei brackets customizzati con quelli tradizionali (detti di settima generazione) per comprenderne le differenze.
Viceversa la lingua non si adatta mai alle mascherine pertanto il disagio fonetico rimane costante.