Utente 275XXX
Buona sera, utilizzo per la prima volta questo canale...per disperazione. A mio padre, di 59 anni è stato diagnosticato nel settembre 2011 un adenocarcinoma di verosimile origine polmonare con metastasi multiple (3) al cervello e linfoadenomegalie confluenti in sede mediastinica. Ad oggi ha effettuato 6 cicli di chemioterapia con cisplatino, con riduzione delle metastasi cerebrali (ne rimane 1) e modica riduzione delle linfoadenomegalie. Attualmente è in attesa di radioterapia e versa in uno stato di salute ottimale, riacquistando forza (fine chemio il 13 agisto). Prende esclusivamente 4mg al gg di soldesam forte intramuscolare. Nonostante tutto, ha problemi psichici piuttosto forti: sbalzi di umore improvviso, rabbia incontrollata a volte violenta, manie di persecuzione, pranoia unitamente a disturbi dell'equilibrio (che hanno permesso la diagnosi della malattia). Lunedì mattina, ha avuto una forte crisi di rabbia e ha deciso di non procedere più con le cure e mi impedisce di assisterlo. Ho chiesto aiuto al mio medico che mi ha prescritto il serenase 2mg. Sono a chiedervi, vista la situazione, quanto tempo può sopravvivere se si rifiuta di sottoporsi ad ulteriori cure, in particolare a radioterapia? C'è la possibilità di costringerlo a curarsi? I sintomi potrebbero peggiorare ulteriormente? Consigli nella gestione di un malato così problematico? In questo ultimo hanno sono riuscita a gestirlo abbastanza bene..ma ora in questa situazione, non so più cosa fare.

Grazie per il consulto

Elisabetta
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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Spesso nelle oncologie vi sono psicologhi specialisti nel settore proprio per queste situazioni molto frequenti. Certo bisognerebbe capire se non vi sia qualche problema in sede subcorticale; potrebbe essere utile una RM.