Utente 250XXX
Salve,
mio padre (62 anni) lo scorso marzo ha avuto un infarto miocardico acuto; gli sono stati applicati 4 stents metallici medicati in corrispondenza di 3 coronarie (1+1+2). Una volta dimesso, gli sono stati prescritti i seguenti farmaci: DUOPLAVIN 75 mg/100 mg, CARVEDILOLO 6.25 mg, TORVAST 80 mg, IDROCLOROTIAZIDE 25 mg, TRIATEC 5 mg (dopo qualche mese il dosaggio di TORVAST è stato abbassato a 20 mg). Dopo la dimissione è stata riscontrata una leggera anemia (dai referti ematici). Tale status è stato riscontrato anche nelle successive analisi del sangue (eseguite a distanza di un mese l'una dall'altra) in modo più accentuato: in altre parole l'emoglobina è passata da un valore di 12.6 g/dl alla dimissione, a 11.10 g/dl dopo un mese, a 10.00 g/dl dopo due mesi, e a 9.80 g/dl dopo tre mesi. Il medico ha deciso di sottoporre mio padre ad esami endoscopici per rilevare la causa della possibile anemizzazione e i referti di gastro e colon-scopia sono risultati entrambi negativi, non riscontrando alcuna causa di anemizzazione (anche i referti bioptici sono risultati negativi). Lo specialista gastroenterologo ha solo optato di cambiare il farmaco gastroprotettore. Dopo alcuni giorni ha rieseguito le analisi del sangue e l’Hb è tornata a valori accettabili (11.80 g/dl) anche se non acora nella norma. Lo specialista ha optato di non stressare ulteriormente il paziente con ulteriori esami dato che l’Hb è tornata ad un valore accettabile e di tenerla controllata periodicamente. Contemporaneamente stanchezza e affatticamento sono scomparsi.
Lo scorso 16 ottobre ha eseguito un test dello sforzo il quale è riassunto come segue:”il paziente si è esercitato secondo il 25x2 per 4:39 min:sec, ottenendo un livello di carico max: 100Watt. La frequenza cardiaca a riposo inizialmente era di 69 bpm; è salita ad una frequenza cardiaca massima di 120 bpm che rappresenta il 75% della frequenza massima prevista per lìetà. La pressione sanguigna a riposo era di 143/98 mmHg; è salita ad una pressione sanguigna massima di 194/85 mmHg. CONCLUSIONI: TEST ALL’ESAURIMENTO MUSCOLARE NEGATIVO”.
Le ultime analisi (18 ottobre) segnalano un valore di Hb (11.40 g/dl) sostanzialmente stazionario con le ultime. Di fatto in questi ultimi giorni mio padre sta accusando una forte fiacchezza accompagnata da un fastidio in zona gastrica e inappetenza. Ora non capisco più quando è il caso di allarmarsi e intervenire prontamente giacchè di tanto in tanto segni di cedimento e stanchezza si ripetono, non so se attribuibili alla terapia farmacologica o ad altre cause. La mia apprensione mi porterebbe a trascinare mio padre al pronto soccorso perché la stanchezza che accusa non è normale e perché sono rimasto scottato dal primo evento di IMA. La pressione sanguigna è nella norma e i battiti hanno un valore medio al minuto di 65/70. Dato lo spettro di informazioni che le ho fornito potrebbe suggerirmi come posso comportarmi rispetto a questa situazione? Anche per noi stessi parenti cha abbiamo a cura i nostri cari e cosi sappiamo come comportarci. E’ frequente in soggetti infartuati alternare periodi di fiacca fisica cosi pronunciati? O devo ogni volta preoccuparmi e insistere per andare al pronto soccorso?
Cordialmente ringrazio.

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[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Gentile signore,
suo padre mi pare troppo giovane per avere una capacità fisica così ridotta.
Ci sono diverse (con)cause possibili: il decondizionamento fisico, una ridotta funzione di pompa cardiaca, l'anemia.

Dopo l'infarto suo padre ha seguito un programma di riabilitazione? Fa attività fisica regolare o solo vita sedentaria?
Ha fatto un ecocardiogramma? Com' è la frazione di eiezione?
Infine, senza ripetere indagini iinvasive, ha fatto una ricerca del sangue occulto nelle feci? Se questo fosse negativo, bisogna indagare su altre possibili cause di anemia (carenza di ferro?) ma la persona più adatta è l'ematologo).

Senza questi dati è impossibile spiegare perchè suo padre è così astenico.

Comunque, in linea di massima, fare una regolare attività fisica aerobica (almeno 30 minuti di cammino al giorno) dovrebbe essere d'aiuto.
[#2] dopo  
Utente 250XXX

Iscritto dal 2012
Gentile dottoressa,
per quanto concerne l'attività fisica posso dirle che mio padre aveva prima dell'infarto cosi come ora una vita molto sedentaria. E dopo l'infarto non ha eseguito nessuna attività di riabilitazione (oltrettutto nessuno ci ha parlato di questa possibilità, ci hanno detto però di fare un pò di attività fisica). L'ecocardiogramma non è stato ancora eseguito (se non poco prima della dimmissione post IMA). Per quanto concerne l'anemizzazione non abbiamo proceduto ad altre indagini se non a quella del monitaroggio costante dell'Hb, come suggerito dallo specialista gastroenterologo. Poco prima di eseguire gli esami endoscopici (agosto) è stato eseguito un test sulla ricerca di sangue occulto delle feci che è risultato ineffetti positivo. E' proprio per questa ragione, unitamente alla stanchezza fisica, e ai valori di sideremia 22 ug/dl (59-158) e ferritina 6 ng/ml (30-400) bassi che è stata eseguita una preliminare colonscopia seguita da gastroscopia; queste ultime non hanno evidenziato nessun tipo di anomalia (i referti completi li ho postati su questo sito su un altro messaggio scritto in passato nella sezione di gastroenterologia). Per questa ragione stiamo navigando un pò a vista. E anche per il fatto che per ora queste situazioni sono molto stocastiche, nel senso che la stanchezza può rimanere per un mese per poi scomparire per un altro (come capitato in passato). Per stanchezza non intendo che sta a letto tutto il giorno, lui dice però che non ha forze. In ogni caso noi lo conosciamo e capiamo che è una stanchezza anomala.

Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Vista la situazione, io farei fare un ecocardiogramma e ripeterei la ricerca del sangue occulto.

Se è sempre stato sedentario, astenia e facile affaticabilità sono molto probabilmente legate almeno in parte a questo. Io direi di cominciare un programma di "messa in moto" che migliorando il tono muscolare, la circolazione ecc. sicuramente sarà di beneficio.

Può cominciare facendo una passeggiata di almeno mezz'ora tutti i giorni, a passo normale. Se non riesce a organizzarsi (tempo inclemente, strade poco sicure....) alternative valide sono la cyclette (io consiglio di metterla davanti alla televisione, in modo che non sia una cosa troppo noiosa) o il nuoto (allora può fare 45 minuti 3 volte a settimana). Dopo un paio di settimane potrebbe cominciare a fare un programma un po' più strutturato. Compri un cardiofrequenzimetro e cominci a fare una delle attività descritte cominciando con 3-5 minuti a velocità normale, poi 20-40 minuti a una velocità tale da mantenere la frequenza cardiaca sui 100-110/m' (comunque non >120/m'), seguiti da 5 minuti a velocità normale.
Il totale delle ore di allenamento dovrebbe essere di almeno 3 alla settimana.

I benefici si dovrebbero cominciare a sentire nell'arco di un mese. La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca a riposo si dovrebbero ridurre se l'allenamento è efficace.