Utente 221XXX
gentili medici sono una donna di 34 anni con vari problemi inerenti l'apparato gastroenterico ai quali si associano da un annetto a seguito di ingestione di alimenti problemi pseudo allergici, come rush citanei, sensazione di strozzamento e di edema della glottime, rigonfiamento delle mucose orali (interno guancia) e bruciore lingua e palato con escoriazione dello stesso e formazione immediata di bolle. Aftosi ricorrente. Attualemnte dagli ultimi esami è emersa una positività degli APCA,della calprotetctina fecale pari a 79mg/kg (min50)della ves paria 21mm/1h. ANA positivi titolo 1:60) anticorpia ntigliadina, p Anca positivi, basso titolo degli anti ccp. I rast alimenti inerenti gambero, granoturco, mela presentano come valore 0,03. leggo sul referto che valori ige specifiche maggiori di 0,1 (KUA/L)indicano il grado di sensibilizzazione agli allergeni. come devo interpretare questi dati? attualmente, visto che mi è stato indicato di escludere per un po' il glutine dalla dieta, ho cominciato ad assumere pasta di mais da alternare al rico che consumo quotidianamente, ma ho notato la formazione di alcune bolle sul busto. Sono per caso allergica al mais secondo i rast? grazie .

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
la comparsa di sintomi in relazione al consumo di alimenti ben individuati deve essere posta all'attenzione dell'(immuno)allergologo e del gastroenterologo per valutare la possibilità di una forma di allergia o di intolleranza.
Quegli stessi specialisti sono le figure che possono interpretare tutti i test alla luce degli eventuali sospetti che potranno formulare.
In linea generale io posso solo dirle che:
- il risultato di 0.03 è inferiore a 0.1 (cioè 0.10), quindi è da giudicare negativo;
- la positività di tutte quelle specificità anticorpali (APCA, ANCA, antiCCP) appare piuttosto "inconsueta" per cui ne richiederebbe la ripetizione (se ritenuta effettivamente necessaria dall'immunoallergologo in relazione al quadro clinico) presso un laboratorio di riferimento;
- il valore dubbio/positivo della calprotectina fecale deve essere confermata e poi ulteriormente indagata con il gastroenterologo.
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 221XXX

Iscritto dal 2011
grezie dottor Marchi