Utente 244XXX
Buon giorno.
Il 26 ottobre scorso ho riportato la frattura del terzo medio distale del quinto metacarpo destro.
Sono stato ingessato una settimana dopo perché la mano secondo il medico era troppo gonfia. Dopo 3 settimane le radiografie hanno evidenziato un callo osseo in posizione errata (l'osso si era spostato). Sono stato perciò sottoposto ad intervento di riduzione e stabilizzazione tramite due fili di Kirshner. I fili mi sono stati tolti in data 11 gennaio. A seguito del lungo periodo di immobilità ho iniziato una costante mobilizzazione sotto la guida di un fisioterapista. Si era manifestata frattanto una rigidità IFP del quinto dito e rigidità iniziale del quarto dito. Durante le sedute di fisioterapia si è evidenziata una specie di blocco del dito mignolo che sembra fermato da un blocco articolare o tendineo. Tutti gli sforzi fatti per muoverlo sono risultati finora vani e l'articolazione risulta sempre gonfia e dura. Inoltre il mignolo non si estende completamente, ma resta pendente. Vorrei sapere di che cosa si può trattare. Sono preoccupato. Il tempo passa e il dito non migliora. Ho già fissato un appuntamento nell'ospedale dove sono stato operato, ma i tempi d' attesa sono lunghi e nel frattempo vorrei sapere quanto posso forzare nei quotidiani esercizi fisioterapici.
Ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signore,

certamente puo', anzi deve forzare in flessione e in estensione, sperando che ci siano ancora i margini temporali per sbloccare la rigidita'.

Importante la progressione dell'esercizio, che deve durare almene 15-20 minuti e deve essere ripetuto almeno tre volte al giorno.
[#2] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Gentile dottore. Faccio già gli esercizi in progressione, come da lei consigliato. Tuttavia il mio sospetto e anche quello del fisioterapista è che si tratti di più di una normale rigidità. Siamo arrivati a forzare anche molto, cercando di ignorare il dolore, ma senza risultati, se non gonfiore ed indurimento. Il fisioterapista ha deciso di non esagerare perché, a suo dire, c'è rischio di peggiorare. Per rendere l'idea è come se qualcuno tentasse di piegarmi il ginocchio al contrario.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Bisogna capire se esiste un blocco articolare, dovuto ad esempio a un vizio di consolidazione che coinvolge la rima articolare.

Deve fare, se non le ha gia' fatte, almeno tre proiezioni radiografiche dell'articolazione in oggetto.
[#4] dopo  
Utente 244XXX

Iscritto dal 2012
Ho effettuato un controllo presso l'ospedale dove sono stato operato.
Mi è stato detto che questo blocco è dovuto ad un eccessivo periodo di immobilità, per altro non imputabile alla mia volontà. Tra due mesi verrà valutata la possibilità di un intervento di artrolisi. Devo dire che non ho avuto molti consigli su come proseguire la fisioterapia nel periodo che precede l'intervento. Vorrei chiedere a voi qualche consiglio in merito e soprattutto se ci sono cure non invasive per migliorare la mobilità. Attualmente riesco a flettere il mignolo di circa 30 gradi.
Grazie.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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In questi due mesi le conviene insistere al massimo con la kinesiterapia, per cercare di evitare, se possibile, l'artrolisi.