Utente 337XXX
Gentilissimi Dottori di Medicitalia,
pongo a voi un quesito che per me e mio marito è motivo di ansia, in vista dell’approssimarsi della data della prima vaccinazione esavalente di nostro figlio di due mesi.
Si dà il caso che, a seguito di quattro aborti spontanei intorno alla ottava settimana, mi sia sottoposta a indagini più approfondite del mio sistema linfocitario, da cui è emerso un forte squilibrio tra T-helper e T-suppressor (T-helper 72% e T suppressor 6%; rapporto CD3+CD4+/CD3+CD6+ = 11,79), rivelatosi di natura ereditaria, che ha indotto la mia ginecologa, in via precauzionale, a farmi assumere per quasi tutta la gravidanza 12,5 mg di Deltacortene, attribuendo in via ipotetica a tale anomalia la causa di perdita del feto. Sta di fatto che seguendo tale terapia, associata a Seleparina (per problemi di coagulazione) e a Eutirox (a causa di un ipotiroidismo subclinico), la gravidanza è andata a buon fine.
Ora, ci chiediamo, qualora nostro figlio avesse ereditato da me la medesima situazione di scompenso del sistema immunitario relativo ai linfociti suddetti, se non sia il caso di rinviare la vaccinazione, attendendo una più solida strutturazione del suo sistema immunitario o, se tale scompenso non costituisca addirittura motivo di controindicazione alla vaccinazione stessa.
Sicuri del vostro qualificato supporto professionale, ringraziamo anticipatamente per ogni suggerimento che potrete fornirci.

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
quello che è stato definito «squilibrio» tra helpers/suppressors potrebbe avere nessun significato clinico, dando per scontato (per come lo presenta) che tale reperto rifletta un'alterazione reale ed abbia effettivamente una matrice costituzionale.
Mi pare sinceramente fuori luogo ipotizzare che il bambino possa avere ereditato un tratto costituzionale teoricamente anche "innocuo" - anche perché il sistema adattivo del bambino ha davanti a sé molta strada per definirsi. La «solida strutturazione» avviene comunque in relazione alle esposizioni ambientali (vaccini compresi, se si effettuano) e in linea generale non è in grado di escludere la possibilità di reazioni avverse al vaccino o, viceversa, del mancato sviluppo di una protezione specifica.
In conclusione, quanto ha riferito non costituisce controindicazione alle vaccinazioni. Ad ogni modo, se esiste un dubbio o comunque una costruzione ansiosa intorno alla questione della vaccinazione, si può sempre consultare nel reale un immunologo e/o un medico di medicina preventiva.
Saluti,