Utente 284XXX
Buongiorno,

Soffro di eiaculazione precoce non associata a deficit erettivo sin dal mio primo rapporto. Diminuendo la quantità di caffe o magari facendo sport (principalmente corsa), ricordo che la situazione saltuariamente migliorava. In seguito iniziai a soffrire di colon irritabile e assunsi a lungo Valpinax 20 in compresse. Mi resi conto nelle successive relazioni che la mia ep fosse migliorata per via dell’ansiolitico che conteneva permettendomi rapporti normali.

Ad oggi da circa due anni e mezza sto con una ragazza. Con questa ragazza nei primi tempi assumevo valpinax e dapoxetina 60mg, quest’ultima comprata via internet, quando ero ragionevolmente sicuro che avrei avuto un rapporto sessuale con lei. La dapoxetina mi dava nausea e insonnia nella notte seguente, a volte mi stordiva decisamente, altre mi rendeva molto socievole, attivo e lucido. Non sapendo che stessi ingerendo, decisi di sospenderla. In questo modo a volte non riuscivo nemmeno a raggiungere l’orgasmo con tempi buoni, altre volte incorrevo ancora in ep.

Oggi è da oltre un anno che non assumo più dapoxetina, ma solo valpinax all’occorrenza rispetto alla SCL. Quando mi capita di assumerlo (1volta alla sett. o 1volta ogni 2sett.) e di avere rapporti sessuali con la mia ragazza la mia durata è accettabile, in caso contrario la durata è di qualche minuto.
Son andato in visita da un urologo portando una ecografia prostatica transrettale e un’analisi batteriologica urine e lamentando minzione debole e reflusso di urina post minzionale.I valori degli esami per l’urologo erano nella norma ed escludeva problemi di ep legati ad ipb. Il resto dei problemi li connetteva alla SCI.

Aggiungo che sono un soggetto tendenzialmente ansioso e che a volte l’ansia mi porta difficoltà a far valere le mie ragioni perché paralizzato dall’agitazione o ad agire con tranquillità nelle situazioni in cui sono sotto pressione ecc. Detto questo, ritengo che le cause organiche, per quanto le ricercherò ugualmente con il sessuologo, non esistano ed i miei problemi di ep siano connessi e problematiche psicologiche. Volevo quindi intraprendere una terapia con paroxetina a basso dosaggio, magari 10mg, per risolvere sia le problematiche relazionali che quelle di ep.

Avete mai trattato dei pazienti con paroxetina a bassi dosaggi, come 10 mg p.es., per problemi di ep? Hanno avuto tali pazienti nel caso problematiche connesse ad un deficit di erezione o altri sintomi che han reso insostenibile la cura rispetto ai benefici anche a questo dosaggio? Se si in che percentuale? Mi consigliate delle particolari analisi per escludere le cause fisiologiche dai miei problemi di ep anche considerando i miei problemi di SCI?

La mia durata masturbatoria è abbastanza lunga (dai 10 ai 20 min, in relazione alla eccitazione e alla frequenza) e che anche se masturbandomi il giorno stesso duro quel tanto, in un rapporto sessuale duro poi abbastanza poco.

Grazie mille per l’attenzione, attendo vostre risposte.

Grazie.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Carlo Luigi Augusto Negro
24% attività
4% attualità
12% socialità
TORINO (TO)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2014
Gentile Signore,

la paroxetina rappresenta un'opzione terapeutica dell'eiaculazione precoce, off-label. In passato, prima che la dapoxetina venisse autorizzata per la terapia dell'EP, la paroxetina insieme agli altri farmaci antidepressivi inibitori del re-uptake della serotonina (SSRI) rappresentavano il cardine della terapia farmacologica orale dell'EP, con discreti buoni risultati. Gli effetti collaterali esistono (in primis la disfunzione erettile), ma al doasggio di 10 mg sono abbastanza rari.
Non mi è chiaro se la decisione di intraprendere questa terapia con la paroxetina sia nata dal consiglio dell'urologo che Lei ha consultato, oppure sia un tentativo autogestito di terapia, nel qual caso glielo sconsiglio. Tutte le terapie per le problematiche sessuologiche debbono essere iniziate sotto la supervisione di uno specialista che è in grado di consigliarLe la terapia maggiormente adeguata alla sua condizione, essendo la terapia per le disfunzioni sessuali una terapia altamente personalizzata.
Inoltre dalla latenza masturbatoria che Lei ha riportato sono d'accordo con Lei: è più ipotizzabile una causa sessuologica, piuttosto che prevalentemente organica.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)
Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
Gentile Utente,
Mi associo al dr Negro nella risposta.
In clinica la prima tappa è porre una diagnosi e poi un protocollo terapeutico, tappe assolutamente necessarie e non invertibili dal punto di vista temporale.
Sarebbe un grave errore, amplificato da una miopia clinica, ricorrere a farmaci, sicuramente molto efficaci, ma sintomatici, se non si rispetta la scaletta diagnostico-terapeutica.

La terapia non può essere " organo/ focalizzata".

Una scrupolosa diagnosi clinica inoltre, può quantizzare ed investigare gli "aspetti ansiogeni" sempre presenti nel disagio sessuale, comprendendo inoltre se sono " causa o effetto" della disfunzione, oltre che l' etiologia correlata alla variabile " coppia" .

l'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo e va diagnosticata dall'andrologo, a seguito di visita specialistica, poi la terapia si stabilisce di conseguenza.

Vi sono svariati tipi di e.p.:
anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia.
L'approccio terapeutico, potrebbe essere:
counseling psico-sessuologico,
psicoterapia,
terapia di coppia ad orientamento sessuologico,
trattamento integrato( farmacoterapia e terapia mansionale),
farmaco on de mand( cioè al bisogno), di cui si occupa ovviamente l' uro /andrologo.

Il farmaco, non è curativo, nè risolutivo, ma un validissimo supporto alla terapia psico-sessuologica.
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

In ambito sessuologico e nella fattispecie nell’e.p., non si può trattare esclusivamente il sintomo sessuale trascurando la cornice emozionale, ambientale e relazionale in cui si manifesta; è infatti una disfunzione sessuale, che necessita di un clinico, che possa e sappia farsi carico dell’aspetto diagnostico, terapeutico e del carico emozionale che questa disfunzione porta con sè.

Le allego quel che lettura ed un canale salute tutto sull' e.p.

http://www.medicitalia.it/salute/eiaculazione-precoce

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3854/Si-http://www.medicitalia.it/salute/eiaculazione-precoce-prevenire-l-eiaculazione-precoce-Quell-incontrollabile-fretta-del-piacere
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3220/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/libri/9-eiaculazione_precoce_riflessioni_e_strategie_per_risolvere_il_problema.html


[#3] dopo  
Utente 284XXX

Iscritto dal 2013
Buongiorno,

Grazie mille ad entrambi per le vostre utilissime e celeri risposte. Procedo quindi con alcune risposte\precisazioni.

L’urologo si è limitato a dirmi quanto vi ho riportato nel post poco sopra condannando in maniera estremamente decisa un utilizzo scriteriato di farmaci acquistati via internet, in particolare di quella tipologia.

La scelta (molto sofferta e difficilmente sintetizzabile in 3000 caratteri) è legata prima di tutto al fatto che fatichi ad accettare il non riuscire ad avere una vita sessuale soddisfacente unita alla consapevolezza che queste problematiche stanno minando anche la mia autostima.

La seconda questione è che se non mi controllo molto a livello di sport\alimentazione ho degli episodi di agitazione e ansia che mi stanno creando problematiche di tipo relazione ed umano, cosa che comunque ultimamente ho imparato a gestire molto meglio.

La terza questione è che queste problematiche di natura psicosomatica sembrano (e su questo ci sarà modo di indagare) tutte effetto della stessa causa mi han ridotto ad una dieta estremamente poco variegata, come immagino sappiate infatti la dieta di chi soffre di colite spastica è molto limitata.

Preferisco avere quindi una dieta completa e sana, visto tutto quello che si sente oggi infatti non si sa più cosa si possa mangiare fatta eccezione per frutta e verdura, una vita sessuale più soddisfacente e meno frustrante ed una tranquillità maggiore nell’affrontare alcune sfide che una qualsiasi vita che merita di esser chiamata tale propone con una certa frequenza.

Se questo può esser effettuato senza incorrere in effetti collaterali ingestibile direi che sia la cosa corretta da fare al momento per me.
Ho già avuto un confronto con una psichiatra riguardo queste tematiche circa un annetto fa presso il suo studio e che ci crediate o meno non sapeva dell’esistenza della dapoxetina come metodo per la cura della ep. Lei mi proponeva di partire con paroxetina a 40mg che indubbiamente ha degli effetti collaterali non trascurabili e non me la son mai sentita. Son tornato a casa con una ricetta per la paroxetina che non ho mai comprato e preso, ho avuto bisogno di tempo e continue osservazioni sulle variazioni dei miei stati d’animo per capire se quella fosse la strada giusta per me annotando in maniera precisa e con cadenza quotidiana quel che accadeva nella mie giornate.

Il punto è che la mia situazione non è insostenibile ma a giorni mi rendo conto che ho forse bisogno di un piccolo supporto per migliorare alcuni aspetti della mia vita che magari possono esser migliorati semplicemente. Aggiungo che quando prendevo quella sorte di dapoxetina via internet anche la mia colite con distensione addominale ne giovava che fa molto scopa con problematiche più psicosomatiche che organiche.

Indagherò quindi a questo punto con uno specialista, andrologo giusto?, tutte le possibili cause organiche e se queste daranno esito negativo proporrò una cura con un livello basso di paroxetina.

Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Carlo Luigi Augusto Negro
24% attività
4% attualità
12% socialità
TORINO (TO)
Rank MI+ 40
Iscritto dal 2014
Gentile Signore,

mi permetto di puntualizzare 2 cose in merito alla Sua risposta.
1. l'acquisto di farmaci on-line è sicuro solo se fatto da farmacie autorizzate (http://www.saninforma.it/biblioteca-della-salute/acquistare-farmaci-on-line-quali-sono-i-rischi), in caso contrario mi sento di condividere la condanna del Suo urologo non sul piano morale bensì su quello sanitario;
2. non tutti gli psichiatri si occupano specificamente di sessuologia, dunque l'uscita di un farmaco ultraspecialistico è raramente presentato ai non addetti ai lavori, dunque non biasimerei lo psichiatra che ha consultato.

Il quadro da Lei esposto mi fa sempre più pensare che nel suo problema di EP vi siano componenti psico-sessuologiche che debbono essere affrontate e risolte. Le eventuali cause organiche, se presenti, non rappresenterebbero che una concausa di importanza minore rispetto a quello sessuologiche, per cui mi associo alla risposta che la Dott.ssa Randone Le ha scritto in merito.
La valutazione andrologica deve rappresentare il primo passo verso un cammino che non può prescindere dall'affrontare componenti psico-sessuologiche.
La terapia con paroxetina può essere utilizzata come concomitante a quello psico-sessuologica che ha come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico di benessere stabile.