Utente 347XXX
Faccio seguito ad un precedente consulto.

Finalmente (toccando ferro!) mi sembra di essere finalmente uscito dagli strascichi di una fastidiosa prostatite.

Tuttavia, il problema legato alla libido (principalmente) ed in seconda battuta a problemi di erezione, non sono riuscito ancora a risolverli, pur essendo nati in concomitanza con la prostatite.

Di recente l'andrologo/endocrinologo che mi ha seguito mi ha fatto fare una risonanza magnetica dove si evince che la prostata sta benissimo.
Mi ha fatto anche ripetere gli esami del sangue dove si evince che
il PSA sta a 0.30
testosterone 26.80 nmol/L (mai cosi' alto, almeno che io ricordi)
SHBG 37 nmol/L (18-50)
prolattina 155 mU/L (70 - 400)
fsh 3.5 (0.95 - 11.95)
lh 3.4 (1.14 - 8.75)
estradiolo 104 pmol/L (40-160)

Insomma, pare che sulla carta tutti i valori rientrano nei limiti "sani".
E invece il mio problema e' sempre la.
Avevo riacquistato un po' di sicurezza facendo uso saltuario di Cialis 5mg come prescrittomi dall'andrologo, ma ultimamente mi ha dato dei disturbi all'udito, con fastidiosissimi acufeni di cui soffro ancora (i quali pare rientrino negli effetti collaterali possibili) quindi ho ritenuto opportuno interromperne l'uso.

Ne ho parlato con il mio andrologo/endocrinologo, lui ritiene che non e' detto che sia stato il Cialis a darmi questi disturbi uditivi, ma francamente preferirei non rischiare di diventare sordo o peggiorare gli acufeni. L'andrologo mi ha invece consigliato di continuarne l'uso, magari utilizzando mezza compressa da 5mg anziche' una intera. La cosa, francamente, non mi ha comunque convinto.

Mi chiedo se rimedi alternativi, come integratori a base di citrullina ad esempio, possano essere d'aiuto nel mio caso. Un vostro collega a cui ho posto lo stesso quesito dopo aver esposto nel dettaglio la mia situazione mi ha consigliato di fare uso di uno di questi integratori. Ho letto poi su questo sito che alcuni di voi (come il professor Cavallini) in casi simili prescrive fitofarmaci "a dosaggio farmacologico" (riporto testualmente da un vecchio post). In buona sostanza mi chiedo se l'utilizzo di fitofarmaci e/o di integratori (che si suppone siano meno rischiosi in termini di effetti collaterali rispetto ai PDE5i) si possano raggiungere effetti terapeutici simili che si adattino al mio caso.

Grazie a tutti.




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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,piuttosto che teorizzare effetti collaterali disastrosi,quali la possibile sordità...in seguito all'assunzione di tadalafil 5 mg.,Le chiedo se abbia eseguito un ecocolordoppler penieno dinamico al fine di valutare l'afflusso ematico ai corpi cavernosi e giustificare la modulazione farmacologica propostale.L'assunzione di
fitofarmaci può essere considerata come coadiuvante,piuttosto che alternativa,ai farmaci proerettili.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Caro Dr Izzo,
Le dico, purtroppo e' cosi': oltre all'acufene, in seguito all'ultima assunzione di tadalafil da 5mg mi e' stata diagnosticata una perdita di udito intorno ai 20db sulle alte frequenze. Ho effettuato 3 audiogrammi separati a distanza di mesi ed hanno mostrato tutti la stessa cosa. Se ricorda, il Dottor Beretta in altri post aveva accennato ad alcune ricerche in merito che hanno dimostrato che gli inibitori della pde5 possono portare questi effetti collaterali. Non avevo mai avuto problemi di udito prima di allora, ne acufeni ne perdite di udito di alcun genere. Credo sia giusto che chi fa utilizzo di questo tipo di farmaci sappia quali rischi si corre.

[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...le fosfodiesterasi sono ubiquitarie nel corpo umano,per cui può accadere che si abbiano effetti collaterali di vario tipo.Non trovo corretto che certi messaggi vengano proposti da casi singoli di Pazienti su un forum medico di larga diffusione,piuttosto che illustrati dal medico prescrittore,onde evitare panico e disagio ingiustificato per migliaia di Utenti.Cordialità.
[#4] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Grazie dottor Izzo per la spiegazione e per il suo punto di vista. Allo stesso tempo, come paziente (quindi non come medico) avrei preferito essere stato informato in modo piu' dettagliato dagli specialisti (ben pagati) che mi hanno seguito dei rischi che correvo, anche a basse dosi. La FDA in America ha imposto a tutti i produttori di inibitori delle fosfodiesterasi di menzionare chiaramente ed in modo inequivocabile questi rischi nei bugiardini, lo ha fatto (o lo ha dovuto fare) in seguito ai numerosi casi analoghi verificatisi negli USA ed altrove. Non credo che la FDA avesse intenzione di creare allarmismo o disagio nei pazienti, ma piuttosto un utilizzo piu' conscio e responsabile da parte di questi. Anche sulle sigarette c'e' scritto che provocano il cancro e quant'altro: cio' non ha provocato panico (per altro giustificabile) tra i fumatori, che invece continuano a fumare pur consci dei rischi che corrono, anche perche' non tutti quelli che fumano una sigaretta soffrono poi nefaste conseguenze. Tuttavia, le confesso francamente, se fossi stato io stesso piu' informato di casi reali veramente accaduti legati agli inibitori della pde5 o del Cialisi in particolare, avrei usato questa molecola con meno disinvoltura.