Utente 198XXX
Buonasera,
oggi mi sono recata al pronto soccorso verso le 8 del mattino avvertendo dolori toracici sternali, nausea, capogiri, sudorazione eccessiva e vertigini dopo aver assunto la pillola del giorno dopo ellaone alle ore 2 del mattino.
In passato (4 mesi fa) assunsi norlevo ma non ebbi alcun problema.
Al PS ho effettuato il primo prelievo dei tre, dell'iter di 24 ore previsto, che non ha riscontrato problemi o alterazioni a parte il cpk a 240. Di conseguenza ho preferito firmare ed uscire ricollegando l'episodio ad uno stato ansioso, anche se non mi era mai successo prima un episodio simile.
La ginecologa che mi aveva prescritto la pillola del giorno dopo mi aveva avvertito del rischio di trombosi e embolie e di conseguenza mi ero preoccupata molto.
è possibile che adistanza di così poche ore dall'assunzione della pillola (6 ore) si sia sviluppata un'embolia polmonare?
potrei fare ulteriori accertamenti per diagnosticarla?
grazie, cordialità

[#1] dopo  
Dr. Michele Malerba
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L' ellaOne , ovvero la pillola dei 5 giorni dopo, può dare delle reazioni avverse, come quelle da lei accusate, ma in genere sono lievi o moderate e si risolvono spontaneamente. L'assunzione isolata di una sola pillola non può sviluppare una trombosi ed un'embolia polmonare. Quindi sotto tale profilo stia molto tranquilla e non faccia ulteriori accertamenti. Le consiglio al contrario solo controlli dalla sua ginecologa. Distinti saluti.
[#2] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille dottore,
In effetti sono stata rassicurata su questa evenienza anche dal mio medico e dal ginecologo.
Tuttavia mi ha fatto fare degli accertamenti quali l'angiotac toracica e ripetere le analisi del sangue ma devo ancora ritirarli, questo a causa del protrarsi di questa sintomatologia ( dolore al centro del petto che si irradia posteriormente e a sinistra, cefalea e affanno).
Volevo porle una domanda, il mio dottore mi ha parlato del rischio di pericardite, e mi sono preoccupata perché nel giorno precedente l'esordio dei sintomi ho effettuato delle iniezioni per l'aumento del volume delle labbra, e un'ora prima ho avuto un rapporto non protetto col mio compagno. Solo in questi giorni abbiamo scoperto di avere la candida entrambi che sto curando con ovuli e lavande. Secondo lei è possibile che le iniezioni (dopo il rapporto in cui c'è stato sicuramente un contatto della candida con la mucosa orale) abbiano permesso che l'infestazione da candida si propagasse al cuore o comunque divenisse sistemica? Grazie ancora. Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Scusi sig.ra del ritardp, ma solo ora vedo la sua replica : si tranquillizzi perchè il contagio della cavità orale non significa che sfoci in infezione, a riguardo entrano in azione altri fattori, e quantunque avvenisse le candidosi orali sono facilmente controllabili con terapia medica locale e sistemica. Per quanto riguada un'eventuale infezione sistemica e propagazione al cuore, vedo tale possibilità molto remota e rara.
Distinti saluti.
[#4] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie dottore per la cortese risposta.
Mi scuso se ripondo solo ora ma attendevo l'esito degli esami e della terapia data dalla cardiologa.
L'angiotac toracica è risultata negativa, così come l'ecocardiogramma. Le analisi sono nella norma.
Il dottore ha attribuito il dolore toracico ad una esofagite da reflusso.
Mi è stato prescritto levopraid 15 gocce prima di pranzo e cena e 1 co di peptazol al mattino a digiuno per 10 giorni. Ho fatto la terapia e sembrava andasse meglio ma ora è ricomparso il dolore toracico.
Secondo lei è possibile che il dolore toracico e l'esofagite siano dovuti alla candida visto che ho avuto rapporti orali non protetti(con ingestione di fluido seminale) prima che facessimo la cura per la candida?
Mi scuso per la franchezza, ma vorrei essere più precisa possibile per avere una risposta certa.
Grazie ancora per la disponibilità.
[#5] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Certo che è possibile che il dolore toracico e l'esofagite possano essere dovuti ad un'infezione da Candida albicans .
L'esofagite da candida è la causa più frequente di esofagite infettiva.
A questo punto Le consiglio di eseguire un esame di Esofagogastroscopia( EGDS) che risulta essere l'indagine per eccellenza in caso di sospetta esofagite , in quanto permette di evidenziare la presenza di danni a carico della mucosa e fornire indizi sui fattori eziologici.
Nel caso di conferma di esofagite da candida il trattamento comprende la terapia con fluconazolo.
Distinti saluti.

[#6] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie dottore,
Ma l'esofagite da candida viene solo a soggetti affetti da hiv? Oppure può essere riscontrata in persone con un normale sistema immunitario?
Grazie per la disponibilità
Cordiali saluti
[#7] dopo  
Dr. Michele Malerba
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L'esofagite da candida e’ la causa più frequente di esofagite infettiva e senz'altro le persone maggiormente a rischio sono quelle con con un sistema immunitario indebolito, tipo infezione da HIV. Peraltro queste stesse persone incorrono in un rischio più alto per quanto riguarda la gravità dell’esofagite che eventualmente insorge.
Ma non necessariamente l' esofagite da candida colpisce solo soggetti con HIV.
Difatti una depressione del sistema immunitario, che rappresenta il maggior fattore di rischio di tale infezione, si può presentare favorevolmente e con maggior rischio anche in persone che fanno uso prolungato di antibiotici e/o di farmaci immunosoppressori (ad esempio dopo trapianto d'organo) e/o corticosteroidi , che sono affette da varie malattie del sistema immunitario e/o portatrici di alcuni tipi di cancro o che eseguono trattamenti chemioterapici.
Per ultimo chiede se tale esofagite può essere riscontrata in persone con un normale sistema immunitario?
In misura molto minore si può presentare anche in tali persone, specie se affette dall'iperglicemia cronica (diabete), dai disturbi della motilità esofagea e dalla malattia reumatica.
Cordiali saluti.

[#8] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie dottore,
La sua spiegazione è stata molto precisa e dettagliata.
Farò ulteriori accertamenti in merito.
Grazie ancora.
Buona serata
[#9] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Buonasera dott. Malerba,
Mi scusi se la disturbo ancora.
Vorrei chiederle un consiglio visto che oggi il mio medico curante non c'è.
Ieri sono andata a fare il test hiv data l'insorgenza di altri sintomi oltre il dolore sternale che è tornato dopo un periodo in cui non lo avvertivo più, quali una tonsillite con una placca tonda rossa, su una tonsilla, ricoperta di pus bianco e fastidio ai linfonodi di inguine e ascelle. (Non so se si tratti propriamente di linfonodi infiammati visto che faccio molta palestra).
Il mio dottore mi ha consigliato così di fare il test, più su mia insistenza, visto che di tonsillite ci soffro spesso. Lo ritirerò lunedì.
Questo pomeriggio però ho anche qualche linea di febbre, 37.3 circa.
Lui mi ha detto di aspettare per prendere l'antibiotico che mi ha segnato, e di prenderlo qualora mi fosse venuta la febbre, per cui non so cosa fare dato che lunedì ho una visita col venereologo e martedì con l'otorino, e vorrei fargli vedere la tonsilla.
Non nascondo di essere molto preoccupata per un eventuale contagio hiv, dato che ho cambiato partner 3 mesi fa. Prima sono stata 7 anni con la stessa persona, e a dicembre quando ancora ero con lui ho avuto lo stesso episodio di tonsillite con una placca sullo stesso punto con sangue e pus come si presenta ora. E sono certa che non avevo l'HIV dato che avevo donato il sangue qualche mese prima.
Pensa mi debba preoccupare? La dottoressa infettivologa del centro mi aveva detto di stare tranquilla dato ce non avevo febbre né linfonodi ingrossati, mentre oggi si.
Crede che debba assumere l'antibiotico già da ora?
Il mio medico mi ha prescritto zitromax, una scatola questa settimana e una quella successiva.
Grazie
Cordialità
[#10] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Importante che si arrivi a fare una diagnosi certa al più presto. E' preoccupata per un possibile ed eventuale contagio HIV, a questo punto non resta che attendere il risultato del Test dell'HIV ( mediamente si ha dopo una settimana) che poi bisogna interpretarlo tenendo conto se il suo partner precedente e l'attuale sono sieropositivi o meno e il tempo intercorso dal presunto contagio e/o evento a rischio.Vedo che sono prossime le visite con il venereologo e l'otorino , che ha fatto molto bene a prenotarle, dirimeranno la diagnosi.
I sintomi che presenta oggi , febbre e linfonodi ingrossati bilaterali a livello della reg.inguinale ed ascellare ci possono stare con un contagio HIV , ma non sono specifici ed esclusivi solo per tale infezione potendosi ritrovare in tante altre condizioni patologiche sia infettive che non.
Quindi è importante che anche l'otorino valuti nel modo giusto la sua tonsillite.
Chiede se deve assumere già da ora l'antibiotico; dipende se la febbre raggiunge picchi alti e se ha fastidiosi ed intensi dolori alla gola ( altrimenti se può aspetti la visita dell'otorino e nell'attesa prenda solo antidolorifici , antiflogistici e antipiretici).
Disponibile sempre per chiarimenti invio distinti saluti .
[#11] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille dottore, il suo aiuto mi è davvero importante.
Grazie ancora per la disponibilità, aspetterò per l'antibiotico perché la febbre è bassa.
La terrò aggiornata sui risultati di analisi e visite effettuate.
Cordiali saluti.
[#12] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dottor Malerba, ci tengo ad aggiornarla circa la mia situazione.
La febbre e la gola sono passate da sole in 3 giorni senza antibiotico, ho assunto solo tachipirina 1000 2 volte al giorno.
I dolori ai linfonodi ce li ho ancora ma diminuiscono, tranne quello all'inguine, soprattutto destro dove spesso ho dolori che si propagano al fianco e al gluteo dx.
L'otorino mi ha dato una cura per aumentare le difese immunitarie e non ha potuto vedere la placca che è caduta da sola.
Il venereologo mi ha tranquillizzata, dicendomi che potrebbe essere anche una comune influenza.
Il test hiv l'ho ritirato ed è negativo, ma lo devo ripetere perché non è ancora passato il periodo finestra, sebbene io abbia una relazione da tre mesi con la stessa persona sono passati solo pochi giorni dall'ultimo rapporto, quindi lo ripeterò ad un mese e tre mesi da questo, come consigliatomi, ma già il risultato mi incoraggia. Tuttavia leggevo su internet che l'esame fatto durante la sieroconversione, cioè in presenza di eventuali sintomi, potrebbe risultare un falso negativo, è corretto?
Un'altra domanda che vorrei porle è se i test hiv che vendono online siano attendibili, mi riferisco a quelli salivari o su urina. Avevo pensato di provarli intanto che aspetto che passi il primo mese.
Inoltre il ginecologo mi ha trovato una ciste di quasi 4 cm sull'ovaio dx, (x cui ho eseguito i markers tumorali risultati negativi) potrebbero essere quelli i dolori che avverto? Sono nel periodo dell'ovulazione ma ormai li avverto da una settimana ed ho perdite ematiche inusuali.
Grazie davvero per la sua cortesia. Cordialità
[#13] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Giusto ripetere il test HIV ad 1 e 3 mese dall'ultimo rapporto tenendo conto dell'esistenza del "periodo finestra" che varia in media dalla 4-6 settimane.
Solo dopo 3 mesi dal presunto contagio è possibile avere una diagnosi certa. Questo perché gli anticorpi anti-HIV non si formano appena il virus penetra nell'organismo. Esiste difatti il cosiddetto “periodo finestra” durante il quale non è ancora avvenuta la sieroconversione, anche se si è stati contagiati e si può contagiare gli altri. Il test ELISA, comunemente impiegato tramite prelievo del sangue, può rilevare la presenza di anticorpi “anti-HIV” entro 2-4 settimane dal presunto contagio nella maggioranza dei casi.
Questa è la tempistica consigliata dal presunto contagio e l'interpretazione dei risultati :
• dopo 1 mese/1 mese e ½ : un risultato negativo dà tranquillità, mentre un risultato positivo permette di agire tempestivamente parlandone con il medico trattandosi di una diagnosi precoce;
• In casi di eventi a rischio di contagio si consiglia di eseguire un test subito (senza aspettare uno o tre mesi) per stabilire se si era già sieropositivi, in particolare se si sono avuti in precedenza altri comportamenti a rischio.
• Un risultato positivo del test ELISA necessita sempre di un ulteriore esame detto ‘test di conferma’, più raffinato dal punto di vista laboratoristico, noto come “test Western Blot” (metodica più utilizzata), per una diagnosi certa.
• dopo 3 mesi: il risultato ha un valore diagnostico definitivo
• Un test ELISA negativo, dopo 3 mesi dall'ultimo evento a rischio, indica definitivamente che non è avvenuto il contagio.
Un test ELISA positivo, confermato successivamente da un test Western Blot anch’esso positivo, indica definitivamente che è avvenuto il contagio.
Esistono altri tipi di test di screening rapidi, al momento non autorizzati in Italia, che utilizzano altri fluidi corporei (saliva, urine, …). Ciò che è importante è NON eseguire il test in solitudine (attraverso, ad esempio acquisti su internet o in centri di analisi dove il counselling adeguato non sia garantito), ma sempre supportati da personale sanitario.
Per l'ultima domanda rigurdo la cisti ovarica e perdite ematiche inusuali Le consiglio di consultare per competenza nosologica il ginecologo.
Sperando di aver esaudito le sue domande invio distinti saluti.
[#14] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille Dr Malerba, la sua risposta è stata molto chiara ed esaustiva.
Aspettavo a risponderle per ritirare le analisi effettuate.
Emocromo e pcr nella norma, proteine totali nella norma, l'elettroforesi rileva l'alfa1 di poco al di sotto dei limiti (3,0 anziché 3,1 come valore minimo), ab per sifilide negativo, treponema pallidum ig tot negativo, negativi i markers per epatite b e c,
Cmv igG 106
Cmv IGM 13.40
Ebv
Vca igM <10
Vca igG 175.00
EA IgG <5
Ebna igG 190.00
Sembrerebbero tutte infezioni virali passate.

Secondo lei dovrei includere qualche altro esame?
I sintomi sono sempre gli stessi, dolori toracici e
retrosternali, "fitte" ai linfonodi di inguine, ascelle e seno. Ho dolori anche nella regione lombare.
Oggi andrò dal ginecologo per controllare la ciste ovarica
E gli chiederò una valutazione in merito alla mia situazione,
Ho letto che esiste un test chiamato hiv-rna, che potrebbe essere atttendibile già a tre settimane dal presunto contagio, è corretto?
Pensavo intanto di farlo presso un centro di malattie infettive.
Grazie per la cortese attenzione. cordialità
[#15] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Gentile Sig.ra , confermo che trattasi di infezioni virali pregresse e Le consiglio, dopo la visita ginecologica, di rivolgersi presso un centro di malattie infettive per un consulto ed eventuale approfondimento diagnostico per le infezioni passate ed escludere con assoluta certezza l’infezione HIV, atteso che solo dopo 3 mesi dall'esposizione al rischio un nuovo Test HIV negativo può escludere con assoluta certezza l’infezione.
Disponibile sempre per chiarimenti invio distinti saluti .
[#16] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille Dr Malerba,
Chiederò in settimana un parere all'infettivologo che si è occupato del mio counselling quando ho effettuato il primo test risultato negativo. Dovrei tornare il 25 a fare il test, dato che saranno passati 35 giorni dall'ultimo rapporto. Intanto il 17 avrei voluto fare l'HIV rna qualitativo insieme a un test elisa di ultima generazione a 28 giorni.
Intanto il mio medico mi ha consigliato di effettuare il mantoux per la tbc, può falsare eventualmente il risultato del test hiv (sia hiv rna qualitativo che il classico elisa) qualora li facessi qualche giorno dopo il mantoux?
È possibile che l'HIV-rna qualitativo dia falsi positivi? Ho letto che può accadere col quantitativo e pertanto è consigliabile il primo, e che a 28 giorni da una certezza di circa il 99% per cui è considerato pressoché definitivo, salvo ripetere a 3 mesi l'elisa a conferma della negatività.
Grazie davvero!
Cordiali saluti
[#17] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Concordo con il suo medico per il consiglio di eseguire Il test di Mantoux, noto anche come intradermoreazione secondo Mantoux per lo screening della tbc ; poi stia tranquilla che tale esame non falsa il test HIV.
E' vero quello che asserisce ,
cioè che l'utilizzo delT est HIV precoce, noto come la PCR qualitativa , pur non operando una quantificazione della viremia ovvero della presenza del virus nel sangue come fa il Test o PCR quantitativa , la si preferisce a quest'ultima, perchè , nel caso di una possibile esposizione all'HIV, accerta con molta più attendibilità e sicurezza ( che arriva e supera il 99%) se sia avvenuto il contagio all'HIV .
Eppoi è noto che quella quantitativa può dar luogo a false positività, per cui si preferisce utilizzarla solo in caso di contagio già precedentemente accertato.
Inoltre con la PCR qualitativa la durata media del periodo finestra si riduce drasticamente a 12 giorni, al punto tale che è considerato un test precoce e già attendibile molto prima ovvero per la precisione 15-20 giorni dopo l'evento a rischio.
Tuttavia, solo per precauzione, si consiglia in caso di negatività ugualmente e comunque il test ELISA dopo 3 mesi che se conferma la negatività dà assoluta tranquillità e certezza di assenza di contagio HIV.
Distinti saluti .
[#18] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie Dr. Malerba,
Ho fatto il test hiv di 4 generazione con ricerca di anticorpi e antigene p24, risultato negativo.
Alcuni medici mi dicono sia pressoché definitivo e di ripeterlo a 90 giorni solo per prassi, poiché attendibile a circa il 97/98%.
Mi sento abbastanza rassicurata in merito. Lo ripeterò comunque anche a 45 giorni per maggior sicurezza.
Il mantoux è risultato negativo.
Sto eseguendo tamponi ginecologici per ricerca di batteri/miceti ecc...
I miei sintomi ancora perdurano da quasi un mese. Ho dolore alle articolazioni (gomiti, ginocchia, spalle), dolore alla cervicale e zona lombare, alle pelvi, e all'inguine è fitte al seno.
Ho anche dolori muscolari tipo spasmi/ contrazioni dolorose a cosce e polpacci.
Ed il dolore al torace che è stato il primo sintomo e
Ce l'ho da circa due mesi, la cardiologa dice sia esofagite e sto ripetendo la cura.
L'unica cosa che mi è stata riscontrata è la candida vaginale per ora, ma può dare queste neuropatie? Quali esami mi consiglia di fare?
Secondo lei a quale specialista dovrei rivolgermi? Grazie, cordialità
[#19] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Gentile utente, stia tranquilla perchè i test hiv di 4 generazione sono abbastanza sicuri e sono d'accordo con medici che le dicono che il risultato negativo sia pressoché definitivo e di ripetere il test a 90 giorni solo per prassi, poiché attendibile in circa il 97/98%.
A questo punto bisogna attendere i risultati dei tamponi ginecologici e curarsi la candidosi vaginale. La candidosi potrebbe dare oltre che una vaginite con vulvodinia anche manifestazioni di neuropatie soprattutto cutanee e fibromialgie.
Per l'esofagite , che può essere da candida e/o peptica da reflusso gastro-esofageo, le consiglio l'esecuzione di una esofago-gastroduodenoscopia
.Le consiglio di rivolgersi oltre che ad un ginecologo, ad un medico internista che solo dopo attenta visita clinica saprà prescrivere gli esami più appropriati al suo caso.
Distinti saluti.
[#20] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille Dr. Malerba,
Seguirò le sue indicazioni. Inoltre le vorrei chiedere un parere. Prima dell'esordio di questi sintomi ho avuto una tonsillite con placche non curata con antibiotici, solo tachipirina. è possibile che sia un'infezione trascurata alle tonsille ad aver scatenato questa "artrite"? Già in passato da bambina fui ricoverata per una infezione sistemica streptococcica. In tal caso come andrebbe trattata?
Grazie cordialità
[#21] dopo  
Dr. Michele Malerba
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Certo , gentile sig.ra , che potrebbe trattarsi di una Malattia Reumatica o Reumatismo Articolare Acuto (RAA)da infezione faringo-tonsillare da streptococco beta-emolitico di tipo A,infezione che si denota già nella sua anamnesi patologica remota. A maggior ragione, come già consigliato, interpelli un medico internista che ,rappresentando lo specialista competente per tale settore, dopo attenta visita clinica saprà prescrivere gli esami più appropriati al suo caso e se confermata l'infezione streptococcica saprà scegliere il trattamento idoneo al caso.
Cordiali saluti.
[#22] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille dottor Malerba,
A breve consulterò anche un reumatologo perché i dolori articolari che sono su più regioni(gomiti,ginocchia,caviglie,anca) perdurano da ormai un mese. Così potrò capire se siano dovuti allo streptococco o ad infezioni vaginali.
Mi scusi se torno su questo punto, ma lei crede probabile che l'aver eseguito iniezioni riempitive di acido ialuronico alle labbra dopo aver avuto un' ora prima un rapporto orale possa aver causato il diffondersi della candida a livello sistemico/articolare?
La cosa mi fa preoccupare perché sono sicura che entrambi avevamo la candida in quel momento.
I dolori al torace sono iniziati il giorno dopo e quelli alle articolazioni dopo un mese circa.
Grazie mille.
Cordialità
[#23] dopo  
Dr. Michele Malerba
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L'infezione sistemica da candida o fungiemia , che può portare alla meningite e al coinvolgimento focale della cute, dei tessuti sottocutanei, delle ossa, delle articolazioni, del fegato, della milza, dei reni, degli occhi e di altri tessuti, trova nelle linee venose e nel tratto gastrointestinale le usuali porte di ingresso. Quindi , tenuto presente ciò, è possibile che una lesione , anche minima delle labbra e/o mucosa del cavo orale abbia potuto rappresentare una porta d'ingresso della candida.
Cordiali saluti.