Utente 776XXX
Gentili Dottori,
mi chiamo Paola e provo ad esporre brevemente il mio caso, sperando di avere le delucidazioni necessarie per fare la scelta giusta.
Sono una donna di 51 anni a cui è stato diagnosticato dopo screening
mammografico preventivo (mammografia + ecografia + agoaspirato +
agobiopsia) un carcinoma infiltrante della mammella sinistra, B5/lesione neoplastica maligna non palpabile in data 17/06/08.

Successivamente mi sono sottoposta in data 10/07/08 a quadrantectomia
infero centrale della mammella sinistra e biopsia di due linfonodi
sentinella.
Provando a sintetizzare, il referto istologico recita:
"... Neoplasia a margini raggiati, mal definiti, diametro massimo 13 mm
e colorito bianco-grigiastro. Distanza macroscopica della neoplasia dal
margine laterale 15 mm, dal margine mediale 5 mm, dal margine profondo
20 mm e dalla cute sovrastante 13 mm. Frammento di ampliamento del
margine mediale di 35x25x9 mm...
Diagnosi: carcinoma duttale infiltrante (N.O.S.), ben differenziato, del quadrante infero centrale della mammella sinistra con associate
espressioni di carcinoma duttale in situ (T1-3). Non si evidenziano
espressioni di invasione angiolinfatica e/o perineurale. Nessuna
proliferazione cancerigna nei margini di sezione, nell'ampliamento del
margine mediale, nella cute e negli altri frammenti mammari in esame.
Nessuna documentabile proliferazione neoplastica nel linfonodo
sentinella ascellare sinistro in esame (citocheratina AE1-AE3 negativa)
(SA). Presenza di fibrosi e depositi di carbone nell'area tumorale.
Diffuse espressioni di mastopatia fibrocistica mammaria con metaplasia
apocrina. pT1c pNO (1-sn) (i-) pMx - G1 (sec. Elston & Ellis) (R0, L0,
V0); stadio I sec. UICC/AJCC (2002).
Assetto recettoriale:
score percentuale recettori per estrogeni (ER): classe 5 (cellule
positive 90%);
score intensità recettori per estrogeni (ER): classe 3 (colorazione
intensa);
score percentuale recettori per progesterone (PgR): classe 0 (cellule
positive 0%);
score intensità recettori pre progesterone (PgR): classe 0 (nessuna
colorazione);
indice di proliferatività (valutato immunoistochimicamente con KI-67):
cellule positive 1%;
c-erbB-2 (confirm anti-HER-2/neu [4B5], ventana): positività di membrana debole e incompleta. Negativo (score 1+)."

Mi sono infine avvalsa della consulenza oncologica in data 13/08/08.
Visti i risultati istologici (Stadio I -TNM pT1c pN0 (1-sn) (i-) pMx -
G1 (R0,L0,V0) - ER 90% Pgr neg -ki-67 1% - c-erbB2 neg (score 1+)), mi è stato detto che il rischio di ripresa della malattia a distanza è basso e che può essermi indicata esclusiva radioterapia complementare su mammella residua. Mi è stata anche comunicata la possibilità di
effettuare trattamento ormonale adiuvante per 5 anni (tamoxifene 20
mg/die - 1cp - per 2/3 anni seguito da inibitore dell'aromatasi) da
iniziare entro due mesi dalla chirurgia.
Ciò che mi mette in estrema difficoltà è che mi è stata lasciata piena
libertà di decisione, spiegandomi pro e contro del tamoxifene e
facendomi capire che può essere utile ma che al tempo stesso nel mio
caso potrebbe essere poco utile, essendo a basso rischio.

Mi trovo dunque a prendere una decisione che diventa tanto importante
quanto difficoltosa. Non ho le basi necessarie per poter pesare pro e
contro. E sentendomi dire più o meno esplicitamente che nel mio caso si
può ricorrere esclusivamente a radioterapia, mi viene da pensare che gli svantaggi della ormonoterapia siano maggiori dei benefici. D'altronde ho provato a documentarmi su quali possano essere i rischi e ho supposto che se fosse stata necessaria (o utile) mi sarebbe stata prescritta o quanto meno fortemente consigliata. Sono quindi immersa in
interpretazioni linguistiche di ciò che mi è stato detto col risultato
che la scelta che devo prendere rischia di diventare tanto ragionata
quanto l'esito del lancio di una monetina.

Mi rivolgo quindi a Voi sperando che possiate chiarirmi la strategia a me più utile, spingendomi verso una delle due direzioni (fare? non fare?) di questo ennesimo bivio di questo percorso.

Aggiungo una domanda su un frammento della diagnosi che non mi è chiaro: quando si parla di "associate espressioni di carcinoma duttale in situ" cosa si deve intendere? Vuol dire che il carcinoma è in situ anziché infiltrante, che ci sono altri carcinomi in situ, che all'interno del carcinoma infiltrante ci sono microcarcinomi in situ?

Mi scuso se non sono stata troppo concisa, ma credo fosse necessario
presentare rigorosamente il mio caso.

Attendo con ansia e fiducia una risposta.
Grazie in anticipo.

Paola
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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Personalmente visti i dati ventennali (e più) sul tamoxifene, valuterei l'ipotesi di utilizzarlo come profilassi, considerando e tenendo a bada gli eventuali effetti collaterali.

Aggiungo una domanda su un frammento della diagnosi che non mi è chiaro: quando si parla di "associate espressioni di carcinoma duttale in situ" cosa si deve intendere? ... all'interno del carcinoma infiltrante ci sono microcarcinomi in situ!