Utente 371XXX
Salve,
Vorrei chiedervi informazioni in merito alla situazione di mio fratello, in quanto ho alcuni dubbi in merito.
Mio fratello ha dalla nascita la valvola aorta bicuspide ma è sempre stato asintomatico e ha regolarmente effettuato controlli annuali sull'andamento della patologia.
All'età di 32 anni ha iniziato ad avere degli scompensi cardiaci e si è fatto ricoverare. Dagli esami effettuati è emerso un significativo peggioramento relativo alla frazione di eiezione (35%) rispetto ai risultati degli esami effettuati l'anno precedente. Dopo aver terminato l'iter previsto antecedentemente all'intervento si è sottoposto alla sostituzione della valvola aortica con una valvola meccanica. L'intervento è andato a buon fine anche se ci hanno fatto notare che il cuore è risultato essere ingrandito moltissimo rispetto al normale e un ventricolo risulta danneggiato. Dopo 12 ore in terapia intensiva è stato spostato in sub intensiva e in questi due giorni si evincevano miglioramenti notevoli, tanto è vero che ha iniziato il percorso riabilitativo, camminando. A questo punto sono iniziati dei sintomi ricondubili agli scompensi cardiaci che aveva in precedenza, quindi ha acquistato 10 kg in soli 3 giorni (dal giorno prima dell'intervento ai due successivi) probabilmente a causa di retenzione idrica. A questo punto viene riportato in sub intensiva per accertamenti dove si nota una diminuzione della funzionalità cardiaca (frazione di eiezione) che viene attribuita a un versamento di sangue intorno al cuore che si verifica nel 5-10% dei casi e viene portato in terapia intensiva dove nella notte avrà un arresto cardiaco significativo, ma che in seguito dimostrerà di non riportare danni celebrali, fortunatamente. I giorni successivi sono un susseguirsi di complicazioni: emorragia interna probabilmente causata dalla macchina al quale è collegato che agevola il cuore nelle sue funzioni, necessaria per tenerlo in vita, emorragie interne che verranno tamponate, problemi per far ripartire il cuore, aneurisma aortica. Questi problemi vengono superati e si arriva ad una fase di stallo, che sembra essere una strategia dei medici per permettere un assestamento complessivo al fine di scollegare la macchina e far funzionare il cuore autonomamente.
Vorrei chiedervi se queste complicazioni potrebbero essere legate a una degenza insufficiente nel reparto di sub intensiva (viste le gravi condizioni in cui versava il cuore prima dell'intervento).
Queste complicazioni potrebbero riverlarsi nuovamente in futuro?
C'è da mettere in conto la possibilità di trapianto in futuro?
Puo con il tempo ridimensionarsi il cuore e aumentare la frazione di eiezione vista la giovane età?

Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione e vi porgo distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Mi pare di capire che il paziente sia supportato nella funzione cardiaca da una assistenza ventricolare.

Se così fosse, ci si trova di fronte a una situazione effettivamente molto grave su cui mi risulta impossibile poter dirle qualcosa in merito, non avendo disponibile alcun dato specifico a riguardo.


Appare plausibile una situazione di partenza molto complessa ed evoluta anche considerando la giovane età del paziente.

Poco significativi i discorsi sulla lunghezza della degenza.

Fondamentale in questo momento appare la possibilità di riuscire a svezzare il paziente dal macchinario che lo tiene in vita (il suo cuore al momento non sembrerebbe in grado di sostenere la circolazione corporea) per non dover ricorrerere fin d'ora ad un trapianto cardiaco.

GI
[#2] dopo  
Utente 371XXX

Iscritto dal 2015
la ringrazio per la risposta. Nei giorni successivi al mio consulto ci sono stati degli sviluppi. Come lei ha saggiamente dedotto la vita di mio fratello é legata al funzionamento della macchina che assiste il cuore che prende il nome di ecmo e anche dalla dialisi nonche da una terza macchina che sussiste i polmoni. Nei giorni scorsi hanno provato a scollegare l ecmo,ma il cuore ha retto solo per poche ore quindi hanno dovuto riprostinarlo. Sembrerebbe che la strada é obbligata ed é quella del trapianto che al momento é in stato di valutazione e potrebbe essere compromessa da un ischemia che si é verificata 2 giorni fa. Aspetto l esito della tac. Ma nella migliore delle ipotesi dicono che nelle condizioni attuali l esito positivo del trapianto si aggiri intorno al 50%. L ischemia é stata provocata dall ecmo,perche i medici devono scoaugulare necessariamente il sangue il che é controproducente per quanto riguarda l ecmo.é una situzione fuori dal comune? Dovrei sperare in un miracolo?
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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In questo momento non bisogna pensare tanto all'esito di un eventuale trapianto, ma all'effettiva possibilità di poter mettere in lista emergente il paziente ed alla possibilità di trovare un organo in tempo.

In presenza di problemi seri aperti che non riguardano il cuore (neurologici, emorragici, infettivi..), il paziente non è eleggibile per trapianto e più tempo si rimane dipendenti dall'ECMO più aumentano le complicanze dovute allo stato di scoagulazione necessario per il corretto funzionamento della macchina.

Sono situazioni estremamente gravi, che purtroppo in Cardiochirurgia esistono e conosciamo.

E' inutile negare che la mortalità in questi casi è molto alta.

Dove si trova ricoverato?

Auguro a suo fratello e lei tutto il bene possibile, rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Non perdete la speranza.

In bocca al lupo.

GI


[#4] dopo  
Utente 371XXX

Iscritto dal 2015
quanto mi ha detto mi ha permesso di avere conferma di ciò che pensavo in merito alla situazione. La struttura nella quale è ricoverato sembrerebbe avere il primato del centro italia per quanto riguarda il settore della cardiochirurgia sia come struttura che come equipe. Il rischio di mortalità è molto alto ma è anche vero che spesso l età media dei pazienti è altrettanto alta. Secondo lei potrei essere fiducioso anche in merito a questa mia considerazione? Cioè che l età giovane di mio fratello potrebbe giovare a favore di tutto questo in confronto ad una persona anziana ?
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Quanto scrive è parzialmente corretto.

In ogni caso la giovane età permette un vantaggio nella posizione lista trapianti.

GI