Utente 372XXX
Buongiorno a tutti, sono Andrea, un ragazzo di 23 anni, e vorrei chiederVi un consulto.

Premetto che non fumo, non bevo e faccio una modesta attività fisica: non faccio sport, ma cammino mezz'ora al giorno a passo sostenuto. Purtroppo ho familiarità con problemi cardiaci (la nonna materna e sua sorella sono entrambe morte di infarto all'età di 51 anni).

Verso il 20 dicembre ho iniziato a sentire dei dolori al petto, localizzati verso il centro e a sinistra, con una leggera irradiazione verso il braccio sinistro, che spesso si informicolava (arrivando fino alla mano).
All'inizio non ci facevo molto caso, finchè dopo Natale ho iniziato anche a sentire una sensazione come di mancanza di respiro e difficoltà respiratoria.
Ci tengo a precisare che sotto sforzo non sentivo particolare dolore, ma avvertivo una sensazione di spossatezza e stanchezza.
Il 5 gennaio mi son presentato al pronto soccorso perchè mi girava la testa, avevo forti dolori e mancanza di respiro.
Mi han fatto un ECG dal quale è risultata "solo" una tachicardia (battito sui 105), ma livelli di pressione e saturazione nella norma (120-80 la pressione, 99 la saturazione).
Mi han consigliato di andare dal medico di base, fornendogli i risultati.
Quest'ultimo, in base al referto del pronto soccorso, mi ha consigliato una visita cardiologica, per capire le cause di questa tachicardia.

Il 12 gennaio (una settimana dopo) ho effettuato la visita dal cardiologo, il quale mi ha visitato e fatto un ECG (non da sforzo).
Riporto, per completezza, l'esito di tale ECG:
- Frequenza 106 bpm;
- Intervallo PR 120 ms;
- Durata QRS 94 ms;
- QT/QTc 334/443 ms;
- Assi P-R-T 70 79 70;
- Tachicardia sinusale
- Possibile ingrandimento atriale sinistro
- ECG ai limiti della norma.

Il cardiologo ha escluso possibilità di angina e/o di infarto, adducendo il tutto a dei dolori intercostali e all'ansia (in questo periodo sto sostenendo gli ultimi esami all'università, e non nascondo di esser abbastanza stressato per questo motivo); mi ha consigliato di riportare l'esito al medico di base, il quale mi ha garantito l'esclusione di problemi cardiaci.

Per quanto riguarda la tachicardia, da che ho memoria ho sempre avuto un battito accelerato: in condizioni di riposo il mio cuore "viaggia" sempre a 85/90 bpm.

Il dolore col tempo ha iniziato a divenire più isolato, presentandosi sempre più raramente, e spesso ho comunque la sensazione di mancanza del respiro.

Ho provveduto più volte a misurarmi la pressione, ed è sempre stata 110/120 - 70/80.

Chiedo scusa se mi son dilungato troppo, ma (anche in virtù della mia familiarità con questo genere di problematiche) ci tenevo ad esser preciso.

Vi chiedo, gentilmente, se la mia tachicardia potrebbe esser pericolosa e se quel "Possibile ingrandimento atriale sinistro" potrebbe significare qualche pericolosa malformazione.

Vi ringrazio sentitamente, anche solo per il tempo che mi avete dedicato leggendo la presente richiesta.

Cordialemente,
Andrea

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Dr. Alessandro Durante
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Buonasera,
La sua tachicardia potrebbe essere controllata aumetando la sua attività fisca, seppur lei già ne esegue.
L'ingrandimento atriale sinistro all'ecg potrebbe essere aspecifico, tuttavia le consiglio in caso di persistenza dei disturbi di approfondire con ecocardiogramma e test da sforzo.

Cordiali saluti,
Alessandro Durante