Utente 377XXX
Gentili dottori,
sono molto in ansia a causa di un rapporto extraconiugale non protetto che ho avuto il 16 o 17 dicembre 2014.
Sia io che mio marito siamo donatori di sangue, lui il 28 gennaio 2015 ha fatto una donazione e sul test hiv non è risultato nulla di anomalo.
Ho visto che sul web ci sono pareri molto diversi al riguardo e vorrei sapere, chiaramente una volta per tutte:
1. per i donatori, i quali dovrebbero essere controllati con la massima accuratezza possibile, che tipo di test viene effettuato? IV generazione combinato?

2. Dopo circa 43 giorni un risultato negativo in un test effettuato su un donatore può tranquillizzare pressoché completamente circa la negatività definitiva?

Prego di rispondermi per favore il prima possibile poiché verso in uno stato ansioso indescrivibile che mi fa stare malissimo mi priva del sonno e mi sta facendo impazzire..

Grazie mille, saluto cordialmente
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Signora,
ai centri di raccolta ematica, non si limitano a testare il sangue con le metodiche immunoenzimatiche di ultima generazione, ma dopo aver effettuato la donazione, con test che evidenziano direttamente la presenza dell'acido nucleico del virus HIV (NAT TESTS) direttamente sulla sacca. I risultati vengono inviati al domicilio del donatore. Questa è la prassi dell' AVIS e dei centri di raccolta.
Ciò a protezione dei soggetti ai quali sangue sarà trasfuso.
Inoltre la Metodica NAT viene applicata, sempre sulla sacca, anche per la ricerca di una eventuale infezione da HBV e HCV. Viene effettuato anche lo screening per la Sifilide.

Tuttavia, prima della donazione del sangue, le verrà fatto compilare un questionario, in cui si chiede se ci si è esposti a pratiche a richio, per valutare la idoneità alla donazione stessa o se vi è una temporanea o definitiva non idoneità a donare.
La compilazione del test è affidato alla sua coscienza.

Quindi plachi i suoi timori perchè se donerà il sangue e i risultati saranno negativi, lo saranno senza incertezze.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Gent.mo Dottore,
innanzitutto grazie per la risposta.
Non mi sento però tranquilla: qualcuno mi ha detto che l'Avis per i donatori abituali e coniugati non effettuano ogni volta lo screening hiv, controllerebbero solo le sacche e non sarebbero quindi in grado di ricondurre a chi una eventuale positività. A me questo sembra molto strano perché come purtroppo sta succedendo a me ora, anche all'interno di una coppia si possono fare degli errori e quindi uno può essere a rischio o contagiato senza saperlo. Come potrebbero non considerare una cosa tanto importante? E poi ogni volta danno il risultato del test hiv, ma se è vero che non lo eseguono sul donatore ma su una sacca che non saprebbero assegnare, che risultato è?
Sempre all'Avis mi è stato detto che se i medici di laboratorio vedono che c'è qualcosa nei risultati chiamano immediatamente, quindi se con un test al 43mo giorno mio marito non ha ricevuto nessuna chiamata quel giorno e in quelli immediatamente successivi significa che possiamo stare sereni? E il tempo, è sufficiente perché il risultato sia attendibile?
Sono in uno stato d'ansia che mi sta divorando, La prego di volermi rispondere mi sarebbe di enorme aiuto, grazie di cuore
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Signora,
non so chi le ha fornito queste notizie destituite di ogni fondamento.
Che lei sia donatrice abituale o no, che sia coniugata o no, qui prima che della sua salute si parla di preservare la saltute di una persona che riceverà il suo sangue.
I Colleghi dei centri trasfusionali non si basano sulla "fiducia".
Ciascuna sacca viene sottoposta ai NAT TESTS già citati, che si positivizzano, secondo i CDC di Atlanta e la FDA, già dopo 12 giorni dal contagio.

Quindi se lei dona, la sua sacca verrà sottoposta alla PCR per HIV RNA e qualunque sarà il risultato le sarà comunicato, come da prassi.Se risulterà positiva verrà inoltre invitata a recarsi presso un centro infettivologico per le cure e il follow - up.
Le sacche riportano un numero di serie che permette di risalire al donatore. Non parliamo di vendita del vino sfuso: parliamo di sangue.

Saluti.

[#4] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Gent.mo Dottore,
grazie e sono d'accordo con Lei, mi pareva fosse infatti molto strano un criterio di procedure simili. Questa informazione me l'ha fornita un volontario dell'Avis, un ragazzo che sicuramente avrà fatto dei corsi ma non è certo un medico di laboratorio.
Le chiedo per favore un'ultima delucidazione perché ora ho molta confusione: ho letto su un forum la risposta di un medico biologo che parlava di una fase eclissi dove il virus non è individuabile neppure dai test più sensibili, quindi praticamente lui dice che dal trentesimo al quarantesimo giorno se c'è il virus nel sangue è impossibile vederlo.
Ovvero: io ho avuto il rapporto il 16 o 17 dicembre, mio marito ha donato il 28 gennaio; la sicurezza che non c'è stato il contagio sarebbe quindi fino al 18 gennaio, ma non sarebbe stato possibile individuarlo dal 19 al 28 gennaio. E' possibile ciò? Perché allora ho letto che un test di III o IV generazione effettuato al 45mo giorno (qui si parla circa del 43mo ma non so quanto possa differire) è praticamente sicuro al 100%?
Sono disperata
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Signora,
spero comprenderà che se lei è in preda a un'ansia fobica, non è questa la sezione in cui avere supporto.
Le ho risposto: se lei va a trovarsi su internet notizie strampalate non è colpa mia.
Io le ho fornito i dati a cui si attiene la medicina ufficiale, sostanziandoglieli con motivazioni scientifiche e di buon senso.
Arrivederci.
[#6] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Gent.mo Dottore,
Lei ha sicuramente ragione perché mi rendo conto che il peso della responsabilità per avere messo a rischio la salute della persona che amo mi sta davvero facendo impazzire.
Non posso che aspettare martedì per fare il test, ma credo sia plausibile essere molto in ansia.
Mi sono spaventata perché la cosa della fase eclissi è stata menzionata da un Suo collega, non da un utente qualsiasi come posso essere io.
La ringrazio ancora una volta per le Sue risposte che sono state molto chiare e utili.
[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Gentile Signora,
probabilmente, e lo spero per lui, il mio collega si riferiva a qualche eclissi di sole, che deve aver guardato senza schermo protettivo.
Se si riferiva alla eclissi virale, evidententemente farebbe bene a rivedere i principi basilari della virologia.

Cordiali saluti.
[#8] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Grazie Dottore,
è gentile davvero a offrirmi il Suo tempo e la Sua competenza.
Credo che sia proprio come dice Lei io infatti questa cosa della fase eclissi mai prima d'ora l'avevo sentita... so, come penso tutti, che il virus ha un periodo di latenza, per questo viene consigliato il test dopo almeno trenta giorni. Ma per quanto io non abbia studiato in questo ambito, non capisco come a trenta giorni si possa evidenziare il contagio e subito dopo sparirebbe per poi ricomparire.
Farò il test martedì 7 per giusto scrupolo e responsabilità, fino ad allora sarò un po' in ansia, ma non mi resta che aspettare.
Grazie di tutto, veramente.
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Di nulla!
Buona Pasqua!
V.C.
[#10] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Grazie di nuovo e molti auguri anche a Lei
[#11] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
Gent. mo Dottore,
anche per scopo informativo per altri che possono trovarsi in una situazione analoga alla mia - e davvero non lo auguro a nessuno - aggiorno la situazione.
Ieri mattina mi sono recata al punto prelievi della mia città e ho effettuato il test in modalità anonima. Mi è stato fatto il prelievo e rilasciato un foglio con il codice per ritirare il referto, dove c'era scritto che potevo ritirarlo dopo due giorni lavorativi. Non mi è stato chiesto alcun recapito telefonico, forse perché l'ho fatto anonimamente.
Ero comunque molto agitata quindi tramite il web ho ricercato la mail del direttore del reparto di microbiologia e virologia e gli ho spiegato la mia situazione. Lo stesso pomeriggio intorno alle 16 mi è squillato il cellulare ed era un numero che non conoscevo, potete capire che infarto mi è preso... ancora peggio quando mi ha detto di essere la Prof.sa, dal momento che ero convinta che contattassero solo in caso di brutte notizie... la Prof.sa è stata estremamente gentile e, dopo avermi giustamente detto che l'esito del test non possono comunicarlo per scritto o per telefono, mi ha detto che comunque il risultato era già pronto e potevo ritirarlo senza aspettare i due giorni; quindi alla mia domanda "ma posso stare tranquilla?", lei mi ha risposto "io credo di sì, credo di sì", con un tono di voce per farmi capire che il test era negativo; stamattina sono andata a ritirare il referto e il medico che me lo ha consegnato mi ha dato la busta chiusa dicendomi che era tutto a posto, infatti il test antigene p24 e anticorpi totali anti hiv 1-2 è risultato negativo.
Con la prossima mia donazione di sangue avrò un ulteriore test di conferma ma sono passati ben più di 65 giorni già adesso, quindi mi sento finalmente felice e serena.

Quello che mi sento di dire è però questo: io sono una donna normalissima, coniugata. E' capitato un momento di crisi e ho fatto quella cosa avventatissima che è un rapporto potenzialmente a rischio. Anche se si vive in un piccola città (la mia conta circa 50.000 abitanti), anche se non si pensa mai che certe cose possano accadere proprio a noi, anche se si pensa di conoscere i propri partner occasionali solo perché li abbiamo frequentati in passato o comunque sappiamo chi sono, e si pensa di potersi fidare sulla loro parola, non si deve assolutamente mai, mai esporsi al rischio. Soprattutto quando poi a nostra volta possiamo esporre qualcun altro che amiamo.
Non potete capire che cosa ho passato nell'inferno del senso di colpa oltre alla preoccupazione per me stessa e al dolore che avrei dato alla mia famiglia e a chi mi vuol bene. In una settimana ho praticamente perso dieci anni di vita! E ricordatevi che la vita è solo questa, e da certi sbagli purtroppo indietro non si può tornare.
Basta poco per essere felici e tranquilli: l'importante è non dimenticarselo mai.

Grazie Dottore per lo spazio e il tempo riservatomi, Le auguro buon proseguimento.
Cordiali saluti