Utente 389XXX
Salve, sono un ragazzo di 20 anni che dall'inizio della pubertà convive con alcuni problemi al pene, inizialmente ignorati ma che ultimamente stanno distruggendo la mia vita sessuale.
Sono venuto qui per chiedere una possibile diagnosi sul più grave di questi problemi (gli altri sono un caso di fimosi che ho risolto quasi completamente da solo e un altro di frenulo più corto del normale ma che comunque non causa particolari difficoltà), e non sono ancora andato dall'andrologo perché sono terrorizzato all'idea che mi dica della necessità di un'operazione (nella mia città il sistema sanitario è pessimo, non hanno nemmeno saputo riallinearmi una frattura al braccio, figuriamoci svolgere con successo un'operazione al membro).

Praticamente, quando ho un'erezione, il pene diventa estremamente duro (premendolo riesco a comprimere solo la pelle), e rimane quasi attaccato alla pancia. Posso farlo scendere fino a 95° circa spingendolo a forza, ma dopo, più spingo più mi fa male, tanto che ho la sensazione che si possa "rompere" se dovessi insistere.
Prima di avere il primo rapporto sessuale lo consideravo quasi un vanto, pensando che avendolo più duro avrei dato più soddisfazioni. Invece, la prima penetrazione è stata un disastro. Non riuscivamo a trovare una posizione nella quale non mi facesse male, e alla fine l'unica nella quale potevo fare qualcosa era il missionario, senza però alcuna libertà di movimento (anche muoverlo eccessivamente a destra e a sinistra mi provoca dolore).

Vorrei aggiungere che, anche se non sono sicuro possa centrare qualcosa, riesco ad ottenere un'erezione completa senza il minimo sforzo, anche in meno di venti secondi a seconda del livello di eccitazione.


Ho accennato questo problema al mio medico di base senza entrare troppo nei dettagli (essendo un medico donna mi vergognavo un pò), e mi ha detto che probabilmente è dovuto al legamento sospensorio del pene troppo rigido che tende ad allentarsi con il tempo, ma non spiegherebbe il problema della durezza.

Questo è tutto, mi rimetto al vostro parere di specialisti e grazie in anticipo per l'attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,quanto trasmesso non va considerato uno stato patologico,per cui no esiste una terapia.Va da se che una visita specialistica,corredata da autofotografia in erezione,possa dare delle indicazioni all'andrologo che,nella sua città,é ben presentee competente.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 389XXX

Iscritto dal 2015
La ringrazio per la celere risposta, anche se ha intensificato la mia preoccupazione che non si trattasse di un caso normale.
Non mi resta che rivolgermi personalmente ad uno specialista, allora.
Giusto una domanda: con "autofotografia" cosa intende di preciso? È una cosa che devo fare prima della visita oppure una procedura da fare assieme all'andrologo?
La ringrazio nuovamente per la disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...autofotografia da portare allo specialista in sede di visita.Il suo,probabilmente,é un "caso normale".Cordialità.