Utente 392XXX
A mio marito (34 anni) a seguito di un ricovero dovuto a un periodo di c.a. 2-3 settimane nelle qualo lamentava dispnea, tosse (stizzosa anche di notte) e affaticamento generale, è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa idiopatica.
Volume ventricolo sx 68mm
FE 20%
Ovviamente sono molto in ansia perché abbiamo una bimba di 2 anni e mezzo e uno in arrivo tra una settimana.
Vorrei solo qualche chiarimento perché in questi 2 mesi ho letto molte informazioni su internet spesso contrastanti tra loro.

Poiché prima di questo episodio stava benissimo (ha sempre fatto un lavoro molto pesante e in famiglia non ha nessuno con lo stesso problema - nonni molto longevi e papà con stent) era solo molto stressato e l'unica cosa rilevante è stata una gastroenterite che la bambina ha passato sia a me sia a lui (per lui all'apparenza poco rilevante) i medici pensano possa essere stata una miocardite virale, anche se non faranno biopsia.

Le mie domande sono sostanzialmente 2:
- qualora diametro e FE siano migliorati al prossimo controllo e migliorino nel tempo è comunque corretto parlare di cardiomiopatia dilatativa o l'aumento dei volumi e la riduzione della FE può essere solo stata una conseguenza (reversibile) della miocardite?
- ho letto che lo scompenso cardiaco è cronico: anche in questo caso chiedo: il miglioramento dei valori potrebbe averlo fatto regredire o rimarrebbe sempre cronico?

Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi risposta possiate darmi.

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Dr. Maurizio Cecchini
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Se non faranno la biopsia è difficile comprendere se sia una forma di miocardite ancora fresca e pertanto suscettibile di miglioramento , oppure una forma di dilatativa idiopatica.
iN ogni caso, a quanto lei descrive ora la,situazione è molto seria.
In bocca al lupo
Cecchini