Utente 401XXX
Buongiorno e grazie per l’attenzione.
All’etá di 28 anni, durante una salita in montagna, avvertii un breve fastidio al petto che mi allarmó (seppi in seguito che era riferibile ad un’extrasistole). Mi recai dal cardiologo l’indomani il quale mi auscultó, mi fece l’ECG e mi disse che non riscontrava nulla di strano, ma vista la mia completa sedentarietá mi incoraggió ad iniziare un’attivitá aerobica. Iniziai cosí a praticare la corsa con estrema gradualitá, ma arrivando, nel tempo, a correre tre o quattro volte la settimana per parecchi km seguendo le indicazioni che avevo trovato su pubblicazioni dedicate. Ogni anno facevo la visita per ottenere l’idoneitá all’attivitá agonistica con prova da sforzo massimale con esiti sempre positivi e con notevoli miglioramenti della capacitá cardiaca, del BMI e dei valori ematici (peraltro sempre risultati nella norma). Durante questo periodo ebbi ancora qualche extrasistole come la prima ossia non eccessivamente fastidiose, ma molto raramente e sempre qualche ora dopo gli allenamenti o in condizione di stress psicologico, mai durante lo sforzo.
All’etá di 38 anni smisi completamente di correre per un problema tendineo alla gamba sx. L’ortopedico mi sconsiglió di riprendere il podismo perché troppo gravoso ed allora, dopo due anni dallo stop, mi indirizzai sul nuoto, ma qui iniziai ad avere la spiacevole compagnia delle extrasistoli ogni volta che andavo in piscina quindi anche sotto sforzo. La mia percezione delle stesse era sempre quella della prima volta: mancanza di battito con “tuffo” al cuore e fastidio al petto che durava alcune decine di minuti. Allarmato eseguii ecocolordoppler cardiaco che riveló minimo riflusso mitralico e tricuspidale, tutti gli altri parametri nella norma, ECG da sforzo normale, Holter 24 ore che segnalava un’unica extrasistole ventricolare isolata ed esami ematochimici nella norma . Valutata tutta questa documentazione il cardiologo mi disse di non preoccuparmi e di rifare gli accertamenti annualmente cosa che ho sempre fatto. Negli ultimi anni peró (ora ne ho 45) queste extrasistoli sono peggiorate ossia sono piú frequenti dopo ogni sforzo e, dopo sforzi intensi, ma sempre a distanza di qualche ora, possono comparire con breve e grave sensazione di mancamento da parte mia, definita dai sanitari lipotimia o pre-sincope. Alla luce dell’oggettivo aggravamento dei sintomi ho ripetuto tutti gli accertamenti giá svolti in passato senza che nulla di nuovo emergesse e, quindi, mi é stata prescritta la RMN cardiaca con gadolinio per escludere una cardipatia aritmogena del ventricolo dx, esame che ho eseguito lo scorso 6 novembre a Pisa e che ha rivelato circoscritte aree di fibrosi a pattern non ischemico a carico del setto inferiore basale e della giunzione infero-settale basale, mentre tutto il resto é nella norma (volumi e funzioni ventricolari, FE, spessori parietali ecc.).
A questo punto il cardiologo suppone che io abbia avuto in passato una miocardite, ma non ha previsto nessuna terapia attendendo gli esiti di un esame che dovró fare tra poco (registratore ECG loop che dovró portare per tre settimane). Secondo lui infatti la sintomatologia pre-sincopale non si spiega con singole extrasistoli ventricolari e pensa che io abbia degli episodi aritmici piú complessi che vuole vedere appunto con questo nuovo esame. La mia domanda é se questo percorso diagnostico sia condivisibile o se debba fare qualcos’altro perché ormai non posso piú fare sforzi senza avvertire dopo gli stessi queste extrasistoli, secondo la mia percezione isolate, con fastidio al petto che dura poi per ore, insomma la situazione peggiora costantemente. Continuo a lavorare, ma sono realmente preoccupato per quel che mi aspetta. Vi ringrazio per la pazienza. Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Non è semplice correlare i suoi sintomi con una causa aritmica e l'indagine che le è stata prescritta potrebbe essere dirimente, ma solo se durante la registrazione si verificano i sintomi presincopali. Faccia l'esame e poi ne riparliamo.
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 401XXX

Iscritto dal 2016
Grazie per la rapiditá nella risposta Dottor Rillo.
Ci sono buone probabilitá che durante la prossima registrazione io possa "provocare" un' extrasistolia tale da indurmi i sintomi descritti perché, dopo tanti anni oramai so come devo fare: eseguire uno sforzo non intenso (bastano 100bpm), ma prolungato per qualche decina di minuti. Dopo qualche ora si registrerá l'anormalitá che spero continui ad essere solo pre-sincope e non sincope franca. In ogni caso la gravitá dei sintomi dipende dall'intensitá dello sforzo praticato in precedenza e, proprio per questo, non voglio "esagerare". Il mio interrogativo era se non ci fossero altri modi meno pericolosi per indagare la situazione, anche perché c'e'stato indubitabilmente un peggioramento nella frequenza degli eventi e nel fastidio che essi arrecano che mi fanno temere una malattia evolutiva.
Nello scorso maggio ho eseguito un Holter a 12 derivazioni e durante questo esame ho praticato la leggera attivitá sopra descritta. In effetti dopo qualche ora ho avvertito l'extrasistole, ma non particolarmente fastidiosa quindi nemmeno pre-sincopale. L'elettrofisiologo, analizzati i tracciati, ha detto che la morfologia di questa extrasistole ventricolare isolata era perfettamente compatibile con la sede della mia fibrosi miocardica.
Le riscriveró appena avró il risultato del nuovo accertamento clinico.
La ringrazio ancora per la pazienza e La saluto cordialmente.
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Ok....
[#4] dopo  
Utente 401XXX

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Buongiorno, dopo quattro mesi posso aggiornare la mia situazione.
Il loop recorder mi é stato applicato solo in maggio. Io da gennaio a maggio ho evitato tutti gli sforzi e le situazioni che a mio incerto parere causavano le extrasistoli e infatti ci sono riuscito. In pratica ho condotto una vita ultrasedentaria fino alla chiamata dell'ospedale senza avvertire disturbi. Appena applicato l'apparecchio registratore ho ricominciato a mettere in atto i comportamenti "a rischio", ossia lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, ma non ho avvertito nessun disturbo. L'elettrofisiologo ha refertato extrasistoli atriali e ventricolari isolate ed un singolo periodo (notturno) di blocco AV di II grado Mobitz 1. Mi ha detto che se non documentiamo le aritmie associate alle pre-sincopi non possiamo decidere quale percorso clinico intraprendere. Secondo lui il cuore é sostanzialmente sano e non vi sono controindicazioni all'attivitá fisica, ma l'area di fibrosi giá descritta in precedenza puó essere causa di disturbi della conduzione. Non essendoci allo stato indicazioni per uno studio elettrofisiologico (descritto come invasivo e non privo di rischi), mi ha perció invitato a proseguire nella mia blanda attivitá fisica incrementandola gradualmente ripresentandomi non appena i disturbi pre-lipotimici si dovessero ripresentare nel qual caso mi applicherebbe immediatamente un holter per un paio di giorni.
Esistono altri approfondimenti diagnostici utili nel mio caso o devo per forza sollecitare il cuore per un certo periodo fino alla ricomparsa delle aritmie con associati i sintomi pre-sincopali?
Vi ringrazio per l'attenzione.