Utente 171XXX
Salve, sono dipendente di una azienda di credito da circa 20 anni e ho quasi sempre lavorato negli uffici interni. Dieci anni fa circa, ho ottenuto dall'asl il riconoscimento di una invalidità per morbo di Chron e distimia . Poi 3 anni fa, in seguito a ristrutturazioni, l'ufficio dove prestavo servizio è stato chiuso e quindi sono stato trasferito in una filiale con mansioni di terminalista cassiere. Le mie condizioni di salute in questi 3 anni sono peggiorate per lo stress causato dalla nuova mansione svolta (quando lavoravo negli uffici stavo meglio ed avevo una maggiore produttività). Così di recente mi sono rivolto al medico dell'azienda il quale ha espresso un parere nel quale sconsiglia l'attività di sportello (cioè quella che sto svolgendo). Ho scoperto anche che lo stesso medico aveva già espresso lo stesso parere parecchi anni fa, durante le visite di controllo periodiche. La domanda è la seguente. Posso ottenere dall'Azienda di essere spostato dalla filiale ad un nuovo ufficio interno e quindi di non solgere più l'attività di sportello? Il parere del medico aziendale è vincolante per il datore di lavoro? C'è un iter specifico da seguire? E se il datore di lavoro non fa nulla, sono previste delle sanzioni?
Grazie in anticipo per la Vs risposta.
[#1] dopo  
Dr.ssa Laura Brena
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Buongiorno, rispondo alla Sua richiesta, in qualità di medico del lavoro. Il suo Datore di Lavoro é assolutamente obbligato a seguire le prescrizioni/limitazioni del medico competente della Sua azienda, che valutando le Sue condizioni cliniche e la Sua patologia, ha, giustamente, imposto delle limitazioni alla Sua mansione lavorativa. Se le limitazioni non vengono applicate il Datore di Lavoro é sanzionabile in base alla violazione dell'art. 18, c.1, lett. c e lett. bb, del Dlgs 81/08.
A chi Si deve rivolgere?
All'interno della Sua azienda c'é sicuramente un collega che da Voi lavoratori é stato eletto Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Parli con lui e esponga il problema. Oppure, visto la lunga latitanza nel seguire le limitazioni imposte, richieda, nuovamente una visita medica straordinaria al Vostro medico competente (suo diritto in base all'art. 41, c.2, lett. c del Dlgs 81/08) e ne parli chiaramente con lui.
In questo modo dovrebbe riuscire a risolvere il Suo problema lavorativo, senza entrare in contrasto con il Datore di lavoro. Ma, se, sfiorando l'assurdo, non ci riuscisse, si rivolga al più presto all'Asl di sua competenza, agli uffici SPRESAL, dove troverà medici e tecnici della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro che hanno come compito la vigilanza nelle Aziende territoriali. In quest'ultimo caso, quasi sicuramente al datore di lavoro verrà comminata una sanzione pesante (arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro)
Spero di averla aiutata.
[#2] dopo  
Utente 171XXX

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La ringrazio Dottoressa della Sua risposta. Mi attiverò immediatamente, seguendo le Sue indicazioni.

Cordiali saluti