Utente 237XXX
salve a tutti

volevo porre un quesito ... dovrò mettere una protesi al pene...la misura del mio corpo Cavernoso stirato floscio e di 12 cm... e misure a pene eretto 16.5.....volevo chiedere con la protesi considerando anche il grande. ..posso sperare di arrivare almeno hai 13 cm con la protesi?o nemmeno.per sogno?
in più volevo chiedere con la protesi il grande si gonfia ancora?

grazie mille per le risposte

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

il glande purtroppo non si "gonfia" con le protesi inserite solo nei corpi cavernosi ma di solito se stimolato questo prende una sua turgidità.

Sulle lunghezze da lei ipotizzate non dovrebbero esserci problemi se assenti, come sembra, aree di fibrosi nei suoi corpi cavernosi.

Comunque, in questi casi, sempre bene chiedere l'ultimo parere al chirurgo che la opererà.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Utente 237XXX

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grazie per la risposta dottore...in quali casi per una malattia di peyronne che io purtroppo ho...si decide di mettere una protesi invece del intervento nesbit di raddrizzamento?so che il motivo è quello della difficoltà a tenere un elezione ma la mia domanda è. ..se fosse la incurvamento stesso a far diminuire la erezione? io erezione difficoltosa e un Po dolorosa c'è lo..sono che scende in fretta...secondo lei quali dei due interventi e la migliore?mi pare drastica quella della protesi...la malattia di peyronne si stabilisce sempre?grazie mille per la risposta dottore..scusi per il romanzo
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

l'Induratio Penis Plastica (IPP) o malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.
La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Una recente osservazione che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con induratio penis plastica fa ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

Il disturbo erettivo interessa circa il 40% degli uomini colpiti da malattia di La Peyronie e le cause sembrano da imputare ad un problema vascolare di tipo arterioso, quando la placca allunga e assottiglia i vasi, oppure di tipo venoso per l'alterazioni dei normali meccanismi di occlusione venosa con conseguente aumentata fuga del sangue dai corpi cavernosi.

La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “antifibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido parammino benzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antiinfiammatori.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione ,può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto
[#4] dopo  
Utente 237XXX

Iscritto dal 2012
grazie mille per la risposta dottore...volevo chiedere ..se ora ho problemi al elezione e impensabile ad un miglioramento spontaneo una volta stabilità la malattia?e se non fosse possibile questo?fa asportata la placca oppure va accorciato l altro corpo Cavernoso?
grazie mille dottore
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

non pensi ora ad improbabili soluzioni terapeutiche mentre è "pensabile un miglioramento spontaneo della sua situazione clinica una volta che si è stabilizzata la malattia".

Ancora un cordiale saluto.