Utente 404XXX
Gentili Dottori dello staff di Medici Italia,
Sono un ragazzo a cui a gennaio di quest'anno è stata diagnosticata una prostatite solo con l'esame digito rettale. Dopo due cicli di antibiotici entrambi di 10 giorni associati a topster, la gran parte dei sintomi è scomparsa tranne l'aumentata necessità di urinare, cosa che è andata via via diminuendo nel giro di circa un mese (dalla diagnosi per arrivare ad uno stato di remissione del disturbo ci sono voluti due mesi). Durante il periodo nel quale i sintomi dolorosi, il bruciore ed il gonfiore erano scomparsi ma i sintomi legati al bisogno di urinare spesso no (quindi dopo i due cicli di antibiotici), ho effettuato 2 urinoculture, una spermiocultura, l'esame del psa e l'ecografia transrettale e nessuno di questi esami sosteneva l'ipotesi di una prostatite in corso.
L'andrologo che mi seguiva ha quindi ipotizzato una cistitite residua, prescrivendomi altri 10 giorni di topster una volta al giorno più tre pastiglie di cistalgan al giorno per dieci giorni. Non ho sentito grandi effetti durante quest'ultima terapia ma fortunatamente il sintomo di aumentata frequenza della minzione è andato via da solo (o forse la terapia ha fatto effetto dopo).
Vi ho raccontato ciò per porvi la prima domanda anche se potrebbe risultare un po' "naif" ai vostri occhi:
-data la presenza residua dell'aumentata necessità di minzione è possibile che esistano altre patologie a carico dell'ampolla rettale, dell'intestino in generale che possano portare ad un infiammazzione della vescica o della prostata tali da mantenere solo tale sintomo?
Procedo raccontando brevemente la seconda parte della mia storia clinica:
circa 10 giorni fa ho ricominciato a sentire il bisogno di urinare più spesso, ho aspettato qualche giorno per capire se potesse passare da solo (erano giorni in cui oltre ad essere stato male con l'intestino ho anche bevuto qualche birra di troppo), ma dopo due giorni ho deciso di fare altri dieci giorni di cistalgan e topster, solo che i sintomi sono andati aumentando (bruciore e senso di gonfiore), quindi sono andato dal medico che mi ha prescritto innanzitutto l'esame del PSA, che ho fra due giorni; la seconda domanda per voi è:
-devo sospendere il cistalgan e il topster al fie di non "inquinare l'esame"?
ultima domanda:
- caso in cui il psa non sostenga l'ipotesi di prostatite, è razionale l'uso egli antibiotici? Soprattutto la remissione spontanea di questo disturbo è documentata? vi chiedo questo poichè, nonostante il fastidio derivante dal disturbo, se non viene rilevato un psa alto e nessun batterio, come la scorsa volta, preferirei provare semplicemente con la regolarizzazione degli stili di vita ed evitare di riempirmi di antibiotici dato che ho anche problemi allo stomaco.
Per il resto sono già ampiamente documentato sulla natura spesso cronica di questo disturbo e mi ci sono messo l'anima in pace nel doverlo affrontare un paio di volte l'anno.
Vi ringrazio in anticipo per la risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,più che eseguire un PSA,approfondirei la diagnosi con uno studio ecografico delle vie uro-genitali assieme ad esami batteriologici urinari e seminali che giustificherebbero le eventuali terapie antibiotiche in base alla carica batterica,di cui non fa alcun cenno nel post.Va da se che uno stile di vita corretto possa giovare al clinico generale e particolare,limitando le ipotizzate recidive,non scontate.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 404XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio della risposta, oltre al PSA, un esame batteriologico delle urine mi è stato prescritto (su mia richiesta...) mentre l'ecografia sia addome completo che transrettale mi è stata eseguita pochi mesi fa non evidenziando nulla.
Avevo chiesto anche la prescrizione per la spermio coltura ma mi è stata negata dal medico curante (questa volta aspetterò i risultati prima di ricontattare l'andrologo). Mi viene a questo punto da chiederle se secondo lei è un comportamento deontologicamente corretto.
Cordiali Saluti
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...non vedo comportamenti scorretti da parte del medico.Vedo,semmai,una confusione di ruoli.Cordialità.
[#4] dopo  
Utente 404XXX

Iscritto dal 2016
Capisco la sua opinione e a volte sicuramente sbaglio a mettere le mani avanti, mi limiterò a dire che essendo affetto dalla tarda infanzia da molte patologie croniche ho assunto per forza di cose un atteggiamento molti attivo nei confronti delle mie cure. La ringrazio molto per il consulto fornitomi e le pongo cordiali saluti