feci  
 
Utente 427XXX
Buongiorno, ho 18 anni e vorrei ricevere alcuni chiarimenti su come dovrei comportarmi con un'epitrocleite che mi è stata diagnosticata più di 2 anni fa. Infiammai il tendine durante alcuni allenamenti a corpo libero, e peggiorai la situazione con il lavoro in campagna che facevo in quel periodo (ovviamente ignaro della patologia). Il dolore iniziò a farsi sentire, e abbandonai ogni tipo di attività. Con riposo e ghiaccio la situazione non sembrava migliorare, così andai dal mio medico per sapere se fosse necessaria qualche terapia. Da quel momento in poi è cominciato un vero e proprio inferno: ho fatto laser e tecar, e il dolore continuava a manifestarsi, anche più di prima. In seguito mi feci visitare da un ortopedico che optò per l'onda d'urto. Neanche questa diede alcun risultato. Ho provato antinfiammatori, esercizi per il rinforzo dei tendini, manipolazioni, e mai niente di tutto questo ha migliorato la situazione. Il dolore c'era ancora, e col tempo aumentava sempre di più. Decisi di provare con le infiltrazioni di cortisone, che in un primo e brevissimo periodo eliminarono il dolore, ma dopo neanche 2 settimane si ripresentò ancora più forte. Inoltre mi è comparsa una macchia bianca davvero poco rassicurante sull'osso che sporge all'interno del gomito. Un'altra cosa che ho notato è che quella piccola cavità immediatamente sotto l'ossicino sporgente è come "svuotata", si sente un buco al tatto come se non ci sia nulla dentro. In tutto questo tempo non ho continuato alcun tipo di attività sportiva, tranne qualche sporadico allenamento nei periodi in cui l'infiammazione sembrava passata, e ovviamente dietro il consiglio dei medici. Adesso dopo più di 2 anni il dolore è quasi invalidante, e mi ha causato non pochi problemi anche a livello psicologico: sono in un brutto periodo di depressione, e la vicenda del braccio ha contribuito notevolmente, avendomi costretto ad abbandonare e trascurare le uniche cose nella vita di cui avrei voluto vivere e per cui vivo: lo sport, le arti marziali in particolare, e la chitarra. Non so più che fare, mi sento invalidato (ormai il dolore è insopportabile, non mi permette di svolgere attività di tutti i giorni, dormire o semplicemente giocare con gli amici) ed estremamente abbattuto dal fatto che un'infiammazione abbia potuto causarmi tanti problemi fisici e psichici. Leggendo, ho scoperto che l'intervento potrebbe essere una soluzione (fin'ora nessun medico visitato ha accennato alla chirurgia), così sono stato io a proporlo al mio medico di famiglia, che mi ha prescritto una risonanza magnetica per poter stabilire cosa fare. Dai risultati non è evidenziato niente di niente. Nulla, il braccio è apposto. Sono a pezzi e non ho idea di come comportarmi ormai, voglio solo tornare alla vita normale di prima con gli allenamenti e la musica, e mi farebbe davvero piacere avere un vostro parere in merito.
Chiedo scusa per il papiro e ringrazio in anticipo tutti coloro che mi consiglieranno sul da farsi.

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

il suo mi sembrerebbe un tipico caso da intervento chirurgico.

Questo è indicato, infatti, in tutti i casi di recidive e insuccessi terapeutici dopo un periodi di almeno 6 mesi.

Buona giornata.