seno  
 
Utente 343XXX
Buongiorno, dovevo eseguire un impianto dentale sull'arcata superiore. Il giorno dell'intervento, dopo aver effettuato l'estrazione, era cominciata la perforazione dell'osso per effettuare l'impianto, poco dopo ho sentito nella bocca un gusto strano, allorché mi è stato riferito che la radice del dente era in comunicazione con il seno mascellare e non si poteva procedere oltre. Ora mi è stato inserito del collagene e dell'osso sintetico. E' possibile che la radice del dente fosse già nel seno mascellare senza la protezione della membrana sinusale, oppure è stata erroneamente perforata? Ci sono controindicazioni a ciò? Grazie mille in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio
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Probabilmente,ma è solo un ipotesi,il "gusto strano" poteva essere sangue legato alla perforazione della membrana di Schneider.
Le chiedo se prima dell'intervento è stata fatta una valutazione dei volumi ossei con TC Cone Beam,proprio per evitare tale
"inconveniente".
Poi se durante la preparazione del sito implantare le hanno
chiesto di effettuare una manovra di espirazione forzata a naso e bocca chiusi (manovra di Valsalva)
Se c'è stata perforazione,di solito non conviene inserire niente
nell'alveolo chirurgico ed eseguire un lembo a scivolamento
coronale onde chiudere per prima intenzione il "foro" di
comunicazione oro-antrale......poi ci pensa "madre natura a metterci una pezza"........
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 343XXX

Iscritto dal 2014
Buonasera! grazie per la risposta.
Mi è stata fatta una TAC tridimensionale e non mi è stata fatta fare alcuna manovra.
Può succedere che la radice del dente sia in comunicazione con il seno mascellare?
[#3] dopo  
Dr. Marco Capozza
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TRICASE (LE)
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Gent. Paziente
A volte le radici dei molari superiori "pescano" nel seno mascellare. Dalla panoramica dentale si puô sospettare tale evenienza e puô essere indicata una Rx tridimensionale "cone beam". In questi casi il dentista dovendo estrarre il dente crea una comunicazione oro antrale, che quindi non deve essere considerato un errore ma una complicanza prevista. Si procede successivamente alla chiusura della comunicazione con membrane e materiali biocompatibili di vario genere. In casi relativamente rari, quando lo spessore osseo residuo è ridotto ed il foro è grande, si procede con tecniche un po' piû complesse. Di solito si ha una buona guarigione.
Per valutare la possibilità di inserimento di impianti nella stessa zona sono opportune valutazioni sul singolo caso per qualità, quantità di osso, progettazione della protesi etc.
Cordiali saluti