Utente 922XXX
Buongiorno

Esattamente una settimana fa ho subito l’estrazione di un molare ed un premolare nell’arcata mascellare destra superiore. Contestualmente il medico ha inserito due viti per impianto; l’intervento si è concluso con una panoramica e l’applicazione dei punti di sutura. Dopo circa tre giorni ho cominciato ad avvertire un fastidio molto diffuso ed irradiato verso l’occhio e verso la mandibola destra. Ho contattato il medico per un controllo e lo stesso mi diceva che la ferita si stava chiudendo bene e che il dolore che sentivo era probabilmente dovuto al trauma subito dall’osso in fase di estrazione ed impianto. Il dolore, nonostante la prescrizione di antidolorifici con oppioidi, non cessa e al contrario aumenta. Decido di recarmi in giorno festivo presso un ambulatorio di pronto soccorso odontoiatrico privato il quale dopo avermi fatto una lastra presuppone la perforazione della membrana simusale, lo stesso mi spiega che la certezza si può avere solo tramite una tac che ho prenotato per i prossimi giorni. Il medico mi spiega anche che qualora fosse perforato il seno sinoviale occorre la rimozione dell’impianto per via chirurgica. Nella giornata odierna sono andato presso lo studio del medico che ha realizzato gli impianti per spiegargli l’accaduto, lo stesso sembra non essere preoccupato e visionando la panoramica dice che al massimo ha sconfinato di un paio di millimetri con il molare ma che capita ed è del tutto normale.
Spiegavo che il secondo medico mi aveva avvertito sulla necessità di rimozione dell’impianto ricevendo, quasi con arroganza, la domanda “ma è un implantologo questo medico?” Mi ha congedato prescrivendomi un cortisonico e di rivederci da qui a quattro giorni con i risultati della tac. A questo punto non capisco a chi devo credere... il medico che mi ha visitato in urgenza mi sembrato molto onesto anche nello spiegarmi che la rimozione non avrebbe potuto farla lui poiché serve un ambiente sterile operatorio e poiché c’è rischio che l’impianto finisca nel seno mascellare richiedendo quindi tecniche endoscopiche per la sua rimozione. Chiedo un vostro parere in quanto, non essendo io un medico, non posso capire quale sia la strada da seguire. Ringrazio anticipatamente Vincenzo

[#1] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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Slave,
per risponderle in maniera esaustiva,non conoscendo il caso clinico,sarebbe opportuno visitarla e visionare esami rx(CBCT).
Comunque non sappiamo di quanti millimetri e' lo sconfinamento.
A volte si cerca ad hoc un minimo "di sconfinamento" per un ancoraggio corticale ed una migliore stabilita',anche se i pareri a volte sono discordanti.
Il dolore puo ' essere legato alle manovre chirurgiche effettuate o ad una
perimplantite precoce .
Un impianto con parte endosinusale in assenza di processi infiammatori non dà alcuna sintomatologia , un impianto dolente vuol dire che probabilmente ha dei problemi.
Attenda nel frattempo la TAC e l'evoluzione sintomatologica ,indi faccia riferimento al suo dentista e,nel caso la sintomatologia non regredisse con opportuna terapia,senta un terzo parere di un esperto implantologo.
Cordiali Saluti
Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
Perfezionato in Ortodonzia
Perfezionato in Gnatologia

[#2] dopo  
Utente 922XXX

Grazie mille Dottore per la celerità e la chiarezza.