Utente 407XXX
Buongiorno a tutti!

Sono una giovane ragazza di quasi 25 anni, normopeso e purtroppo affetta da disturbi d'ansia generalizzati.
Dall'età dello sviluppo ho notato un cambiamento nel comportamento delle mie gambe che si sono fatte più possenti e gonfie nella zona delle cosce. A preoccuparmi però non è stato tanto quello, piuttosto il fatto che dopo qualche minuto in piedi, tendono a diventare violacee con piccolissime macchie bianche. Con gli anni si sono aggiunti capillari rotti sui lati delle cosce seppure di dimensioni minime e vene molto evidenti dietro le ginocchia.

Mi sono sottoposta a due ecodoppler degli arti inferiori lo scorso anno: il primo ha evidenziato la vena grande safena destra lievemente ectasica con segni di incontinenza al suo III medio-distale e con a livello di gamba alcuni circoli superficiali ectasici sul versante postero-mediale, comprimibili e con segni di incontinenza. A sinistra una lieve ectasia della vena grande safena, con segni di incontinenza al suo III distale e cone presenza di alcuni circoli superficiali, evidenti in minor misura rispetto all'altra gamba.

A quel punto mi sono recata presso una specialista angiologa che ha ripetuto l'esame e non ha constatato alcun problema se non una livedo reticolare degli arti inferiori, non c'erano tracce a suo avviso di reflussi valvolari delle crosse safeniche e dei sistemi venosi profondi. Mi ha consigliato una bustina di Venoruton 1000 mg al giorno durante il periodo estivo.

Nell'ultimo anno, come quelli precedenti, ho avuto uno stile di vita prettamente sedentario a causa del lavoro e dei miei problemi d'ansia (vorrei specificare che assumo un quarto di Inderal al giorno, se può essere utile come indicazione!), ma cerco di camminare dai 3 km in su ogni giorno.

La vena dietro il ginocchio sinistro si è fatta più evidente e leggermente in rilievo, così come anche sul polpaccio della stessa gamba sento una piccola parte della pelle molto più calda al tatto.

Ritenete necessario ed utile sottopormi ad un'ulteriore visita? Ci sono indicazioni che posso seguire già da questo momento?

Grazie mille per la vostra attenzione!
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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CON I LIMITI DI UN CONSULTO A DISTANZA

Gentile Utente,
le manifestazioni cliniche che descrive sono relativamente diffuse anche nelle ragazze della sua età e vengono spesso inquadrate in quella che talvolta viene descritta come "flebopatia ipotonica", una condizione legata cioè ad un ridotto tono della parete venosa, che si lascia dilatare dal peso stesso del sangue soprattutto in concomitanza di determinati fattori ambientali (calore, stazione eretta, assunzione di determinati farmaci tra cui l'INDERAL, ecc.).
Questo potrebbe spiegare anche la diversità tra i due rilievi dopplersonografici, eseguiti magari in due momenti con diverso atteggiamento funzionale.
[#2] dopo  
Utente 407XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio infinitamente, dottore, per la sua risposta e per avermi dedicato il suo tempo!

Questo genere di flebopatia è identificabile come forma di insufficienza venosa o semplicemente una condizione per la quale sarebbe opportuno che io facessi attenzione per evitare conseguenze più importanti come l'insufficienza stessa?

Vorrei inoltre specificare, se può essere utile per il suo consulto a distanza, che il primo ecocolordoppler è stato eseguito in un centro analisi da un tecnico radiologo il quale mi aveva semplicemente consigliato un videat specialistico e un monitoraggio nel tempo; il secondo invece è stato realizzato direttamente da una specialista angiologa in ambiente ospedaliero. Il tempo intercorso tra l'uno e l'altro è stato di circa 6 mesi.
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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La cosa più importante potrebbe essere quella di rivalutare insieme allo Specialista di riferimento l'assunzione dell'Inderal.
[#4] dopo  
Utente 407XXX

Iscritto dal 2016
Grazie mille, dottore! Valuterò con il mio cardiologo la possibilità di rifarmi ad altri mezzi.