Utente 464XXX
Salve, sono una ragazza di 21 anni e da circa 3 anni ho scoperto di avere una displasia congenita dell'anca con un inizio di artrosi (scoperta grazie alla comparsa di scatto quasi persistente) da vari specialisti. Qualcuno mi ha parlato di osteotomia, ma mi è stata sempre sconsigliata. Sono stata, poi, sottoposta ad artoscopia, durante la quale mi è stato detesto il tendine ileo-femorale e trattato l'inizio di artrosi con radiofrequenza. Successivamente ho cominciato ad accusare dolore ancora più forte, non cammino molto bene.. negli ultimi tempi sto accusando dei dolori atroci (come se sentissi la testa del femore uscire e rientrare dall' acetabolo). Nel frattempo sono stata da un altro specialista che mi ha consigliago di eseguire un RMN. Da quest'ultima è risultato: abbondante versamento, sublussazione dell'anca e distacco acetabolare. Sono un po' preoccupata e soprattutto temo che sottopormi all'artroscopia non è stata la scelta migliore.
Vorrei un parere e un consiglio sul mio caso. Grazie in anticipo.
[#1] dopo  
Dr. Alberto Nicodemo
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TORINO (TO)
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La displasia dell'anca è una patologia che può presentarsi in molteplici forme più o meno gravi. Quindi parlare del caso specifico non è semplice senza una visita e la visione delle radiografie. Generalmente l'artroscopia in questi casi ha una indicazione limitata (ma ripeto che bisognerebbe conoscere il caso più a fondo).
La scelta nella maggior parte dei casi è tra l'osteotomia (femorale o acetabolare o combinata), la protesi (in caso di artrosi già avanzata e invalidante) e la terapia incruenta (trattamenti palliativi per procastinare l'impianto di una protesi vista la giovane età).
Per decidere quale delle 3 strade intraprendere le suggerisco di rivolgersi a un collega specialista in patologie dell'anca.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 464XXX

Iscritto dal 2017
Grazie per avermi risposto.. mi rivolgerò tra qualche giorno ad uno specialista.
Cordiali saluti