Utente 470XXX
Buongiorno, dal 2010 soffro di mal di schiena (lombalgia e sciatalgia) a intervalli irregolari. Dall'ottobre dell'anno scorso i sintomi e i dolori sono diventati costanti spostandosi nei glutei, polpacci e gambe posteriormente in posizione eretta. Andando per ordine:

2010. Diagnosi - Risonanza Magnetica
Livello L4/L5 il disco degenerato marcatamente protruso in ogni direzione con piccola ernia posteriore mediana.
Livello L5/S1 il disco discretamente protruso in ogni direzione con accenno ad ernia posteriore mediana

Cura effettuata
Cicli di Fisiokinesiterapia e ginnastica posturale (alcune settimane)

2011 Cura effettuata
Cicli di Fisiokinesiterapia, ginnastica posturale, tens e tecarterapia (alcune settimane)

2013 Diagnosi TAC
Lieve stenosi del canale midollare a L4/L5
Protrusione discale posteriore paramediana bilaterale a livello L2/L3 e L3/L4 e L5/S1
Ernia discale posteriore mediana e paramediana a livello L4/L5

Cura effettuata
Cicli di Fisiokinesiterapia e ginnastica posturale (alcune settimane)

2016
I dolori sono iniziati a essere cronici alla parte basse della schiena, polpacci e gambe posteriormente in posizione eretta e dopo aver
camminato (con aggiunta del formicolio ai piedi).

Diagnosi RM
Sostanzialmente stabile rispetto alla precedente RM del 2010 ma con un importante stenosi monosegmentaria con black disc a livello
L4/L5

Cure effettuate
In fase acuta terapia farmacologica
Più cicli di Fisiokinesiterapia e ginnastica posturale
3 infiltrazioni parafominali sotto guida radioscopia di depomedrol e levobupivacaina
Chiropratica

2017(ottobre) Diagnosi RM in Ortostasi
Confermata la precedente diagnosi ma con peggioramento della protrusione discale a livello L4/L5 e evidente stenosi
a livello L4/L5

In questo ultimo anno, nonostante le varie cure, non ho avuto grossi miglioramenti e da circa un 20 giorni cammino leggermente curvato in avanti,con stanchezza, zoppia sul lato destro e un dolore (come una puntura) nella parte posteriore della schiena ( a livello L4/L5 suppongo).
Da sdraiato (se posizionato sul lato sinistro) e seduto, i dolori scompaiono (nella notte è capitato di avere dei dolori diminuiti posizionandomi sul lato sinistro e con le gambe in posizione fetale)

Alcuni specialisti mi hanno consigliato l'intervento chirurgico di foraminotomia, erniectomia e artrodesi a livello L4/L5.

Negli ultimi 15 giorni sono rimasto a completo riposo e un pò di sollievo l'ho riscontrato ma è ben chiaro che non sia la normalità.
Il dubbio è: potrei migliorare continuando con la cura conservativa nonostante i vari tentativi già effettuati o l'intervento è la soluzione ideale per ritornare a una vita normale data anche la mia giovane età ?

Grazie mille in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Della Corte
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Sono sostanzialmente d'accordo con quanto consigliatoLe recentemente (foraminotomia, discectomia ed artrodesi intersomatica).
Aggiungerei che l'intervento, per non essere eccessivamente traumatico specie nel post-intervento, deve essere eseguito con tecnica mininvasiva (per i particolari della quale La invito a leggere gli articoli che ho pubblicato sull'argomento nella pagina personale di questo sito):
Aggiungerei anche una importante perdita di peso.
Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 470XXX

Iscritto dal 2017
Gentile Dr. Della Corte,

la ringrazio per la sua celere ed esaustiva risposta.

Leggendo il suo articolo mi è sorto un solo dubbio: la differenza sostanziale, fra mini-invasivo e non, consiste solo nelle possibili complicanze sia durante che post intervento?

Il risultato finale (condurre una vita regolare),teoricamente, rimane invariato indipendentemente dalla tecnica scelta dallo specialista, giusto?

RingraziandoLa nuovamente, le auguro buona serata.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Della Corte
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Anche con l'intervento classico (a cielo aperto ed in anestesia generale), come dice Lei, teoricamente, rimane invariata la possibilità di una vita regolare.

Con la mininvasiva, svolta in anestesia locale con blanda sedazione (quindi meno rischi e più veloce e completa ripresa), il post-operatorio è meno, o per nulla, "sofferente" in quanto i tessuti che vengono trattati, per arrivare al campo operatorio, non vengono tagliati, ma solo "scostati" dallo strumentario ad hoc e tornano nella norma subito dopo la fine dell'intervento.

Nel corso dell'intervento, gli eventuali "effetti collaterali negativi" si presentano in maniera minore (in forza del minor volume di tessuti chirurgicamente trattati) rispetto al classico intervento a cielo aperto.
La stessa artrodesi, in forza dell'approccio mininvasivo che è postero-laterale e quindi non richiedente scollamento muscolare paravertebrale nè flavectomia e/o laminectomia, sia pure parziale, non richiede più l'utilizzo dello strumentario metallico (gabbiette, viti intrapeduncolari, barre...) che rimane in sede stabilmente e che può rappresentare il cosiddetto "domani doloroso" del paz. strumentizzato meccanicamente.
Nel caso dell'intervento, in mininvasiva, si esegue l'artrodesi cruentizzando i piatti vertebrali (sopra e sotto) ed iniettando in loco materiale, favorente la stabilizzazione/artrodesi, che nel giro di pochi mesi si riassorbe spontaneamente (quindi, non rimangono corpi estranei metallici nella e/o attorno alla colonna.

Il post-operatorio è necessariamente "più leggero" sia per i minori disturbi legati ad un qualsiasi intervento, sia perchè questi sono meno intensi e più velocemente passeggeri e, in ogni caso, permettono la ripresa di una vita regolare statisticamente prima del classico intervento che non è postero-laterale, come quello della mininvasiva che non incontra ostacoli da demolire prima di arrivare nel campo operatorio vero e proprio (si figuri che l'incisione è meno di un centimetro e la stessa cicatrice, dopo qualche anno, neanche si vede più), ma diretto, perchè, sia pure con l'uso del microscopio, bisogna vedere "in linea retta" cosa si sta operando.
Per semplificare, la differenza, banalizzando, sarebbe come se Lei volesse andare da una stanza all'altra di un appartamento sfondando le varie pareti (perchè obbligato ad andare diritto, vedendo solo diritto) rinunciando ad andare attraverso i varchi delle porte in quanto le manca una visione plurilaterale del problema.
Anche se non è la stessa cosa, ma per renderLe l'idea, c'è la stessa differenza, fra mininvasiva e microchirurgia (detta così perchè si usa il microscopio operatore), che c'è per operare, ad es. una spalla od un ginocchio, in artroscopia, come oggi tutti ormai fanno, o col taglio classico, che 40 anni fa quasi tutti ancora facevano.
I risultati, sotto tutti i punti di vista, sono largamente differenziati.
Penso che, fra altri 40 anni, tutto questo tipo di chirurgia spinale sarà esclusivamente mininvasiva, per quanto Le ho detto, e perchè, nel frattempo, la tecnica subirà ulteriori sicuri miglioramenti ( ai Posteri, l'ardua Sentenza), mentre l'approccio classico rimarrà nella Storia della Medicina come tante altre cosa che nel passato hanno segnato i passi da gigante della Medicina.
Cordialità.
[#4] dopo  
Utente 470XXX

Iscritto dal 2017
Gentile Dr. Della Corte,

è stato disponibilissimo e molto esaustivo. La ringrazio infinitamente!

Cordiali saluti