sonno  
 
Utente 472XXX
salve,sono in cura per depressione da circa 6 mesi, sono seguita da uno psichiatra. ho assunto per 5 mesi anafranil iniziando con una dose da 25mg e continuando con una compressa da 75mg poi siccome "ha esaurito il suo effetto" ho iniziato da un mese ad assumere zoloft da 50mg.
il mio stato e' un continuo altalenarsi fra miglioramenti e peggioramenti sono sfiduciata ed angosciata di finire la mia vita in questo modo.
il mio umore, quando sto bene, e' abbastanza buono il problema che ora mi assilla e' il sonno. ormai il mio ciclo circadiano e' andato a farsi friggere la notte non dormo per niente e se va bene riesco a prendere sonno verso le 5-6 del mattino a questo punto vado avanti fino alle 18-19 non soo ma a detta di mio marito ,perche' io non ricordo niente, e' un sonno diviso in due fasi: la prima fino alle 12-13 sembra una fase di recupero del sonno notturno, la seconda sono in uno stato di dormiveglia.
durante la prima fase se cercano di svegliarmi rispondo tutta frastornata di lasciarmi stare perche' ho sonno e non ce la faccio a svegliarmi e se insistono riesco ad andare barcollando e con un forte mal di testa in bagno per poi rifugiarmi di nuovo sotto le coperte.
nella seconda fase , a detta di mio marito perche' io non ricordo, succede quasi sempre ad una certa ora (tra le 16 e le 17) ad avere crisi di ansia o allucinazioni ( mi alzo all'improvviso ed inizio ad andare avanti ed indietro dimenando le braccia e gridando di chiudere la porte perche' entrano i ladri oppure di cacciare persone che vedo nella stanza ma non ci sono oppure di avere paura perche' l'acqua e' entrata in casa. Per calmarmi mi dnno delle gocce di loreans , mi calmo mi rimetto a letto mi agito e tremo per un mezz'ora e poi mi riaddormento.
se cercano di svegliarmi rispondo a monosillabi quasi impercettibili se forzano ad alzarmi sono una "morta che cammina" barcollo e non riesco a far uscire neanche una sillaba ma solo monosillabi gutturali impercettibili ed incomprensibili.
il mio psichiatra dice che tutto cio e' dovuto al troppo sonno perche' nelal seconda fase sono in uno stato di dormi vegli in cui concretizzo sogni o pensieri del subconscio e tutto si sistemera' non appena avro' ripreso il ciclo "normale" di dormi-veglia.
sono ormai stanca e vorrei sapere se effettivamente non c'e' nessun soluzione esterna(farmacologica o altre) per il mio problema e debba risolverlo da sola con uno sforzo di volonta' come molto mi dicono. ho preso anche dei tranquillanti prima di andare a letto la sera ma niente da fare.
per favore aiutatemi .

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[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato
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L'anafranil o funziona, e se funziona dopo un mese a 75 mg va continuato per un anno almeno, oppure a questo dosaggio, che è il minimo efficace, fa poco. Allora lo psichiatra deve valutare se è opportuno aumentare la dose o sostituire il farmaco, che è efficace ma ha alcune controindicazioni.
Ora sta assumendo una dose bassissima di Zoloft e ha problemi di sonno e di una condizione diurna di alterata vigilanza e comportamenti anomali, trattata a casaccio con Lorazepam.
Consiglio intanto una visita neurologica per valutare il disturbo del sonno (l'ideale sarebbe un controllo presso un centro di terapia del sonno, ma sono pochi e i tempi sono lunghi), e un secondo parere psichiatrico.
[#2] dopo  
Utente 472XXX

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sono il marito della signora grazie per la risposta,
abbiamo parlato con lo psichiatra e la sua teoria e' sempre la stessa "finche' la signora non riesce a dormire di notte avra' sempre i soliti problemi" e ha prescritto un nuovo farmaco remeron da prendere la sera mentre lo zoloft lo prende il mattino,
ieri sera ha preso una compressa di remeron da 15mg verso le 23 si e' addormentata e fin'ora (18,00) non si riesce a svegliare rispondendo solo con monosillabi alle mie sollecitazioni ma senza aprire gli occhi. sono preoccupato ho avvertito anche lo psichiatra che mi ha detto di lasciarla dormire perche' ne ha bisogno.
forse e' il caso di consultare un nuovo psichiatra
[#3] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato
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Consulterei anche un neurologo, per una visita ed eventuali approfondimenti del caso. Una risposta di questo tipo ai farmaci non è consueta né accettabile.
[#4] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato
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Dimenticavo una cosa importante, "depressione" è un termine un po' vago; per una diagnosi precisa è importante conoscere la personalità del paziente, in pratica il carattere, e poi se ci sono stati episodi precedenti, o se il disturbo è insorto in seguito a eventi traumatici, lutti, cambiamenti ecc.